Occupazione, l'Abruzzo in media con le regioni del Mezzogiorno

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’Abruzzo è in linea con le medie nazionali, ma i numeri da raggiungere entro il 2010 descrivono il gran lavoro che la nostra regione deve realizzane in meno di 3 anni. Il tasso di occupazione nella fascia compresa tra i 15 e i 64 anni, vede l’Abruzzo con il 57,2%, l’Italia con il 57,5 e l’Unione Europea con il 63,8%. Entro il 2010, per rientrare nei parametri di riferimento, l’Abruzzo dovrebbe raggiungere il 70%. Sono questi alcuni numeri forniti da Abruzzo Lavoro, l’ente strumentale della Regione.
«Per quanto riguarda gli indicatori di istruzione e formazione», ha spiegato Antonio Di Paolo, direttore del settore ‘Politiche attive del lavoro' della Regione, «la nostra regione è in media con le altre del Mezzogiorno, ma trova un leggero divario con quelle del nord e con quelle del resto d'Europa. Il suo compito sarà quello di colmare tale dislivello e puntare sulla competitività e sull'innovazione. Dai dati emersi – ha sottolineato Antonio Di Paolo – si scopre come l'Abruzzo rimane ancora una regione di confine tra quelle del centro Italia e quelle del Mezzogiorno; tale aspetto, ad esempio, si nota soprattutto quando si parla d'incidenza della povertà relativa: la nostra regione, infatti, si posiziona intorno al 16,6% a differenza di quelle del sud con il 25% e di quelle del centro con il 7,3%. Gli indicatori di mercato parlano chiaro – ha concluso Di Paolo – quindi diventa indispensabile attaccare le criticità menzionate e seguire un programma operativo che possa, finalmente, collocare il nostro Abruzzo tra le regioni più avanzate».

CHE COSA E' ABRUZZO LAVORO

Il ruolo di ‘Abruzzo lavoro' è stato descritto, invece, da Rita Del Campo.
«Il nostro compito», ha detto la responsabile dell'ente, «sarà quello di istituire degli osservatori della conoscenza, i quali forniranno le informazioni fondamentali per lo sviluppo delle politiche attive. Gli osservatori si dedicheranno alle problematiche riguardanti il mercato del lavoro e di quello produttivo, agli indicatori strutturali e di congiuntura dello sviluppo locale con particolare riferimento ai distretti industriali, agli strumenti della programmazione negoziata e agli accordi per lo sviluppo infrastrutturale. Allo stesso tempo – ha proseguito il direttore di ‘Abruzzo lavoro' – gli osservatori si occuperanno anche delle problematiche riguardanti le nuove povertà e l'inclusione sociale, del coordinamento delle rilevazioni provinciali relative ai servizi d'istruzione, con particolare riferimento alla mappatura del disagio scolastico e delle ricerche e delle analisi sui fabbisogni formativi e di affiancamento dei sistemi produttivi locali».

«RESTITUIRE AD ABRUZZO LAVORO I SUOI COMPITI ISTITUZIONALI»

«Quello che vogliamo è ridare ad ‘Abruzzo lavoro', ente strumentale e partner della Regione, il ruolo che la legge giustamente gli ha conferito. Da diversi anni, infatti, tale organizzazione non è stata più protagonista di quelle attività relative al mercato dell'occupazione; incarico che invece gli spetta di diritto».
Cosi l'assessore regionale Fernando Fabbiani si è espresso per rilanciare l'ente strumentale.
«Sono circa 318 milioni di euro – ha dichiarato l'assessore Fabbiani – il fondo messo a disposizione dalla Regione Abruzzo per attuare politiche di sostegno per il mantenimento e la ricerca di lavoro; denaro che dovrà essere utilizzato anche per attuare l'inclusione sociale delle persone più discriminate, per qualificare e rafforzare i sistemi d'istruzione, formazione e lavoro e per collegare tali interventi alle realtà territoriali. Nuovi e migliori posti di lavoro, coesione sociale e guerra ai fenomeni di povertà e di disagio – ha proseguito Fabbiani – dovranno essere gli obiettivi da raggiungere entro il 2013; lasso di tempo in cui bisognerà alimentare l'atomizzazione del sistema produttivo, frenare la disoccupazione, in particolare quella femminile, ridurre la progressiva precarizzazione del mercato del lavoro e assottigliare il ritardo nell'innovazione e nella ricerca. Traguardi descritti nel nuovo programma operativo 2007/13 e che, la Regione Abruzzo, ha deciso di raggiungere grazie al denaro cofinanziato dal fondo sociale europeo».
Nello stesso tempo per colmare il gap, che separa l'Abruzzo dalle altre regioni, bisognerà scommettere anche su aspetti come la qualità del sistema educativo-formativo regionale, la crescente capacità attrattiva dell'università, la presenza dei centri di ricerca e la capacità estesa del territorio di offrire un'apprezzabile qualità di vita.
«Il nuovo programma operativo – ha spiegato l'assessore al lavoro – prevede una serie articolata di interventi in questa direzione, dal sostegno alle persone che scontano fattori di potenziale discriminazione ad azioni sistemiche di orientamento ed accompagnamento al lavoro, dal contrasto dai nuovi alfabetismi alla ‘cura dei saperi' e della conoscenza nei sistemi produttivi locali, con il miglioramento della qualità dei sistemi d'istruzione, di formazione e del lavoro e il loro collegamento con il territorio. Il programma – ha ribadito Fabbiani – sarà affidato ad ‘Abruzzo lavoro', il quale affiancherà le province nel migliorare continuamente i propri servizi per l'occupazione».

Ivan D'Alberto 10/02/2007 9.43