«Quell’elemento invisibile che stritola e si chiama burocrazia…»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Oggi analizziamo, insieme con il Formez, a che punto è, nelle regioni, l'applicazione del Titolo V della Costituzione. Un'importante riforma, quella appunto del titolo V, che ha messo in campo le regioni sulla possibilità di legiferare su gran parte delle norme che prima l'art. 117 relegava a materia dello Stato. Ciò naturalmente ci chiama ad una responsabilità maggiore, sulla quale discutiamo stamane, perchè ci impegna ancor di più nell' andare incontro alle esigenze di un mercato e di questo territorio».
E' così che l'assessore alle Attività Produttive, Valentina Bianchi, ha sintetizzato il tema del seminario, aprendo i lavori che si sono protratti fino a tarda mattina.
«Regioni e imprese dopo la riforma costituzionale», è dunque il titolo del Convegno, promosso dal Formez, e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Tiziana Arista, Dirigente della Programmazione della Regione, Antonio Boschetti, Consigliere regionale e componente della IV Commissione, Carlo Apponi, dell'Ufficio Legislativo del Ministero dello Sviluppo Ecomico, e Claudia Ilardi, responsabile del Progetto Linea D "Regolazione e promozione delle attività produttive".
Uno dei principali handicap che portano a picco la competitività di un sistema, è rappresentato dagli iter burocratici, così come ha sottolineato l'assessore Bianchi, ricordando come una Pubblica Amministrazione può rappresentare «quell'elemento invisibile» che può incidere fortemente nel limitare lo sviluppo delle imprese.
«Ecco perchè dobbiamo dotarci di uno strumento normativo quadro», ha spiegato Bianchi, «che sia flessibile, semplice e di rapida esecuzione, per offrire un'immediata risposta alle esigenze del nostro sistema produttivo, e ad un territorio in rapidissima evoluzione».
L'assessore ha, poi, voluto mettere in evidenza, come nei vicini paesi europei, l'avvio di un'impresa sia di facile realizzazione. In Svizzera, ad esempio, per far partire un'attività, occorre meno di una settimana e le spese ammontano a circa mille euro.
Una domanda in carta semplice ed il pagamento di una tassa di registro pari a 70 euro, sono gli unici adempimenti richiesti in Germania.
E ancora, in Inghilterra, basta una telefonata all'Office for commerce della città interessata, ed è sufficiente farsi mandare via mail la modulistica occorrente.
Ed in quello che si definisce il più liberista dei sistemi economici, quello degli USA, per avviare un'attività di qualsiasi tipo, occorrono solo due notifiche.
«Il nostro sistema imprenditoriale deve, dunque, essere regolamentato da uno strumento radicalmente innovativo», ha ripreso Bianchi, «che oggi non abbiamo ma che dobbiamo iniziare a costruire con dei passaggi, come quello odierno, che ci fanno approfondire i limiti dell'attuale normativa vigente».


SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA: LA STRADA E' ANCORA LUNGA

«Bisogna lavorare ancora molto per cercare di arrivare al fulcro del tema del seminario odierno, e cioè alla semplificazione amministrativa», ha detto Antonio Boschetti, nella sua relazione che ha seguito l'intervento dell'assessore Bianchi.
«Dobbiamo fare un testo che sia coordinato e che soprattutto risponda all'esigenza della certezza dei tempi, della semplificazione degli atti amministrativi e della chiarezza dei soggetti preposti al rilascio degli stessi», ha spiegato, «in due parole: occorre sviluppare una nuova cultura amministrativa. Questi i capisaldi del testo normativo sul quale stiamo cominciando a lavorare in Commissione. L'auspicio», ha concluso Boschetti, «è quello di farlo approdare in Consiglio durante i mesi estivi, quando potrà essere finalmente approvata la nuova norma, uno strumento rivoluzionario per il mondo dell'impresa».
«La riforma consente alle Regioni di attivarsi per una semplificazione legislativa ed amministrativa che possa agevolare l'encomiabile lavoro che imprese e lavoratori svolgono ogni giorno», ha inteso rimarcare l'Assessore, «perciò competizione e responsabilità, insieme a semplicità, efficacia e rapidità, sono, credo, i valori ai quali dovremmo ispirarci nel tracciare la linea del prossimo orizzonte».

06/02/2007 15.49