Agricoltura, arriva il nuovo piano di sviluppo rurale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un Piano di Sviluppo Rurale (PSR) da 400 milioni di euro che alimenterà investimenti per circa un miliardo di euro. Cifre decisamente ragguardevoli per il nuovo strumento di programmazione dell'agricoltura per il periodo 2007-2013 che la Giunta regionale ha approvato, in mattinata, a Pescara.

ABRUZZO. Un Piano di Sviluppo Rurale (PSR) da 400 milioni di euro che alimenterà investimenti per circa un miliardo di euro. Cifre decisamente ragguardevoli per il nuovo strumento di programmazione dell'agricoltura per il periodo 2007-2013 che la Giunta regionale ha approvato, in mattinata, a Pescara.

«Abbiamo concluso un percorso tanto lungo quanto partecipato, frutto di un impegno che ha coinvolto l'intero territorio regionale» ha affermato l'assessore all'Agricoltura, Marco Verticelli, nel corso di una conferenza stampa che ha presieduto insieme al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
Ben 125 sono stati gli interlocutori istituzionali che hanno contribuito all'elaborazione del Piano attraverso la presentazione di proposte, modifiche e inviti alla discussione.
«Tutt'altro che un semplice lavoro di consultazione» ha sottolineato Verticelli «che ha permesso a questo settore di riemergere, con i suoi protagonisti, dopo anni di silenzio e di emarginazione. Si è trattato, in sostanza, di uno sforzo utile per l'intera comunità nell'ottica di centrare l'unità di un territorio, come l'Abruzzo, in una fase di profondo cambiamento».
Verticelli ha poi voluto rimarcare il fondamentale ruolo giocato dalla Direzione regionale dell'Agricoltura e da Arssa, Provincie, Comuni, Comunità Montane, Università, Centri di ricerca, associazioni ambientaliste, mondo della cooperazione, della produzione e del consumo, per il proficuo apporto fornito ad «un Piano dall'anima molto forte e proiettato verso un'agricoltura estremamente dinamica e più alla portata delle giovani generazioni».
L'assessore ha, inoltre, ribadito l'importanza di essersi dotati di un sistema di regole che rappresenta la migliore garanzia per la creazione di un marchio di qualità regionale.
«Non si punta solo sul biologico» ha detto ancora Verticelli «ma su un innalzamento della qualità ambientale della nostra agricoltura».

«MIGLIORARE LA VITA NELLE AREE RURALI»

Nel dettaglio, la scelta dell'Asse III di migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e di diversificare l'economia rurale, racchiude il concetto di difesa del territorio, della tradizioni e del paesaggio. Quindi, rappresenta un'occasione di sviluppo non legata solo all'agricoltura ma anche alla cultura, al turismo ed al sociale.
«Un aspetto tutt'altro che secondario» ha proseguito l'assessore «è che questo può essere considerato un Piano orizzontale nel senso si raccorda con altri grandi strumenti di programmazione».
A tutto questo va aggiunto un nuovo slancio verso la politica di Bruxelles.
«Per troppo tempo l'Abruzzo è stato lontano dai centri decisionali» ha sostenuto Verticelli «noi, invece, abbiamo intenzione di contare di più e di investire maggiormente sull'Europa».
Proprio in questa ottica si spiega la scelta di inviare, a rotazione, a Bruxelles circa 100 funzionari della direzione agricoltura per seguire percorsi di formazione rivolti alla gestione del Piano di Sviluppo e delle leggi di settore.

«UN GRANDE PIANO, UNA GRANDE SVOLTA»

«Siamo davanti ad una svolta importante. Infatti, il sistema di concertazione che è stato attivato in occasione della redazione di questo nuovo Piano di Sviluppo Rurale ha permesso di produrre un lavoro dallo straordinario valore democratico». E' il commento del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
«Forse questo faticoso lavoro di confronto non eliminerà del tutto dissensi e perplessità» ha continuato il Presidente «ma non si può certo sostenere che le numerosissime componenti coinvolte non abbiano avuto la possibilità di fornire il proprio contributo di esperienze e di conoscenze. Dal punto di vista del Governo regionale», ha aggiunto «la difficile sfida era quella di coniugare il Piano di Sviluppo Rurale sulla base degli assi portanti del programma politico della maggioranza. Impegno che è stato rispettato in pieno» ha sottolineato il presidente della Regione «poichè unire l'Abruzzo, sfruttare il meccanismo del Piano di Sviluppo Rurale per riprendere i contatti con Roma e far fronte allo sfacelo dei rapporti con l'Europa sono state le linee guida principali nell'elaborazione del Piano».
Presupposti imprescindibili per un'azione che intende produrre una elevata capacità di attingere fondi europei.

05/02/2007 15.40