Nuovo palazzo della Regione: nella fretta si smarrisce la relazione tecnica

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Quello dell’improvviso acquisto del palazzo di Piazza Unione da parte della Regione come nuova sede pescarese del consiglio regionale è una questione che è passata come semplice diatriba politica tra il presidente del consiglio stesso, Marino Roselli, e il consigliere di opposizione di Forza Italia, Giuseppe Tagliente. Ma sono molte le perplessità, i dubbi e le domande senza risposta che riguardano la transazione da € 5,8 milioni. Soldi pubblici che entreranno nelle casse della Camera di commercio dell’ente proprietario dell’immobile.

PESCARA. Quello dell'improvviso acquisto del palazzo di Piazza Unione da parte della Regione come nuova sede pescarese del consiglio regionale è una questione che è passata come semplice diatriba politica tra il presidente del consiglio stesso, Marino Roselli, e il consigliere di opposizione di Forza Italia, Giuseppe Tagliente. Ma sono molte le perplessità, i dubbi e le domande senza risposta che riguardano la transazione da € 5,8 milioni. Soldi pubblici che entreranno nelle casse della Camera di commercio dell'ente proprietario dell'immobile.


I dubbi riguardano essenzialmente lo Stato attuale dell'immobile che non sarebbe a norma e avrebbe bisogno di numerosi lavori di miglioria e di adattamento per poter essere sfruttato per le nuove esigenze.
Altro dettaglio denunciato dal consiglio di Forza Italia è la mancanza di una relazione di tecnici che avrebbe stabilito la congruità del prezzo nella cifra pattuita, relazione citata nelle delibere che autorizzano la transazione ma che agli atti materialmente non c'è.
Il presidente del consiglio Roselli si è già preso la briga di rispondere per ben due volte alle malignità dell'opposizione anche se alcune domande rimangono in sospeso.
«Quali competenze ha Tagliente che si improvvisa ingegnere e tecnico per poter parlare sull'argomento?», sono queste le parole usate da Roselli che scegliendo una tecnica oratoria piuttosto dubbia preferisce attaccare il suo interlocutore piuttosto che chiarire, per esempio, quale sarà il costo dei lavori necessari.
Ed anche questo argomento non sembra essere argomento di moda tanto che pare essere già stato accantonato.

L'ACCORDO SIGLATO IL 28 DICEMBRE

Senza alcun preavviso, nè dichiarazioni pubbliche preventive, l'ufficio di presidenza a fine anno, con la deliberazione 151, vara il documento che autorizza l'individuazione di un'altra struttura immobiliare da acquistare come sede del consiglio regionale.
Per fare questo tuttavia è necessario provare come un precedente accordo di programma tra la Regione, Comune e Provincia di Pescara (che aveva lo scopo di realizzare un complesso polifunzionale sull'area dell'ex osservatorio agricolo) fosse in realtà viziato e mai reso efficace.
(ogni delibera va motivata e con un precedente accodo in piedi sarebbe stato difficile trovare la via per l'acquisto di una nuova sede)
La procedura giudicata nulla era cominciata il 23 dicembre 1996 con la firma dell'accordo tra gli enti.
Nel 1998 poi veniva data la disponibilità dell'area con un provvedimento della giunta regionale dell'agosto, po seguito dal pronunciamento del consiglio regionale.
L'accordo venne sottoscritto il 14 dicembre 1990.
Tale accordo, però, «non è mai stato acquisito agli atti della giunta regionale e il programma non è stato approvato con decreto del presidente della Regione così come prevedono le norme con la conseguente pubblicazione sulla Bura».
Questa la motivazione citata nel documento.
Per cui la procedura «risulta allo stato incompleta».

LA SOLUZIONE ALTERNATIVA

Una struttura alternativa deve essere chiaramente «adeguata alle esigenze e dev'essere individuata una sistemazione logistica consona al lavoro delle funzioni del consiglio regionale prevedendo spazi adeguati per tutti gli organi e strutture nelle more della realizzazione della programmata ubicazione decentrata degli uffici della regione», non escludendo dunque nemmeno l'ipotesi di costruzione della nuova sede nei pressi della Tiburtina.
Ciò detto l'ufficio di presidenza individua quest'alternativa in un immobile di proprietà della Camera di Commercio, in Piazza Unione (chiamato “sala De Cecco”) nel quale già si trovano alcuni uffici.
L'immobile è costituito da un seminterrato di 594 m² e da 230 m² di aree commerciali; un auditorium di 6540 metri, più 460 m² a piano per 5 livelli.
«Il fabbricato», dunque, «soddisfa in linea di massima le esigenze improcrastinabili del consiglio regionale nelle more della realizzazione della programmata ubicazione decentrata degli uffici della regione».

IL PREZZO

La Camera di Commercio interpellata si è pronunciata favorevolmente all'ipotesi di alienazione del bene richiedendo inizialmente un prezzo di € 6.489.800, prezzo che deriva da una stima effettuata in una perizia giurata che risale al 20 dicembre 2002.
L'ufficio di presidenza del consiglio regionale per valutare la qualità e la congruità del prezzo ha costituito con atto 142 del 13 dicembre 2006 una commissione tecnica di valutazione composta da due ingegneri del servigio tecnico della giunta regionale e dall'ingegnere responsabile dell'ufficio tecnico del consiglio.
Questa commissione ha rimesso il proprio parere dal quale si evince che l'attuale valore dell'immobile si aggira intorno ai € 5.833.000.
«La Camera di commercio si è dichiarata disponibile a praticare uno sconto pari al di sopra 10% sul prezzo dell'intero immobile», si legge poi nella delibera, «e quindi per un prezzo ulteriormente rideterminato in 5.840.000 euro».
Effettivamente in questa parte della delibera non si capisce dove sia applicato lo sconto del 10% sul prezzo. Il buon senso avrebbe voluto una riduzione del prezzo ritenuto congruo e dunque 5.833.000 meno il 10%. Invece il prezzo viene rideterminato in 5.840.000. (di poco superiore al prezzo congruo).
Tuttavia si è solo alla prima parte della transazione; la Camera di commercio si è dichiarata disponibile a cedere solo una porzione dell'intero fabbricato con l'impegno a concedere un diritto di prelazione sulla restante porzione da esercitarsi entro 24 mesi.
Con la somma attualmente a disponibile sarà possibile però procedere all'acquisto dell'immobile con esclusione dei piani sesto e settimo che saranno oggetto dell'opzione di acquisto per un valore di € 1.786.000.
A questi vanno aggiunti gli oneri di rogito, fiscali e di Iva.

20/01/2007 9.26