Aiuti di Stato, la Cna: «concertare i nuovi confini»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «La Regione sta procedendo in queste ore alla revisione del principale strumento dedicato al sostegno alle imprese, il cosiddetto “articolo 87 3 c del Trattato di Roma”, che regola gli aiuti di Stato, senza aver attivato alcun tavolo di concertazione con le forze economiche e sociali interessate. E questo nonostante i tempi per il varo del provvedimento sembrino strettissimi».

Lo afferma il presidente regionale della Cna, Franco Cambi, che sottolinea la straordinarietà dell'argomento: «Per comprendere l'eccezionalità di una decisione che interessa il complesso dell'apparto industriale e della piccola e media imprese abruzzesi, basta ricordare che la nuova delimitazione dei confini in corso di elaborazione dovrà portare obbligatoriamente a un taglio consistente delle aree beneficiarie. Tradotto in numeri, si passerà dagli attuali 620mila abitanti a circa 269mila: un colpo di scure, indipendente dalla volontà della Regione, ma che proprio per questo motivo deve essere attentamente valutato, ponderato e deciso con il concorso attivo e il sostegno delle forze sociali e imprenditoriali, dei rappresentanti delle principali istituzioni locali. Se poi si tiene conto del fatto che ormai solo a questa “voce” possano attingere le piccole imprese, orfane di aiuti comunitari per reggere il confronto con il resto della concorrenza, si comprende in tutta la sua ampiezza il problema che abbiamo di fronte».

Nel merito, “l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c)” (questo il nome tecnico, ndr) prevede «aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse”.
L'attenzione delle piccole imprese e degli artigiani della nostra regione per la nuova geografia, a detta del presidente regionale della Cna, nasce «dall'accresciuto peso che il mondo delle Pmi esercita ormai sull'intera economia regionale, e dal fatto che proprio questo strumento venga considerato la fonte più significativa di aiuti destinati alle piccole imprese». «In più occasioni – conclude Cambi - il governo regionale ha sottolineato il valore della concertazione come strumento di confronto con le forze sociali ed economiche abruzzesi. Altra cosa è la ratifica di decisioni già prese, sulle quali il mondo della piccola impresa non è disposto a delegare a chicchessia la rappresentanza dei propri interessi».
11/01/2007 9.18