«Ecco come difendere il suolo dell'Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Strategie che rilancino l'attività di difesa del suolo in Abruzzo, è la proposta che si basa su un progetto dell'associazione Nazionale Difesa del Territorio. «Il territorio e l'ambiente hanno bisogno», spiega il presidente Carlo Frutti, «di un processo di governo pluriennale, regionale e locale, che superi le esigenze particolari e gli opportunismi del momento».
Importante il ruolo che possono e devono assumere le Province come punto di riferimento per le realtà territoriali minori, così come è essenziale la capacità dei vari livelli istituzionali di interagire tra loro e con le popolazioni locali.
« La pubblica amministrazione», spiega nella relazione Frutti, «non può da sola risolvere il problema della messa in sicurezza del territorio, ma ogni soggetto coinvolto deve fare la sua parte; ognuno, dal professionista all'impresa, deve controllare la qualità del proprio contributo al processo complessivo; ognuno deve puntare all'efficacia degli interventi e verificarne l'impatto sulle realtà socio-economiche territoriali».

L'UNIVERSITÀ

Le Università abruzzesi non possono essere estromesse dal processo di gestione ambientale ma vanno potenziate le sinergie e le convenzioni con gli enti pubblici, il mondo aziendale e delle imprese locali, per una migliore conoscenza del territorio, una qualificata attività di formazione ed incentivare la ricerca.
«Bisogna puntare di più sulle strutture universitarie e di ricerca nostrane e da queste attendersi un impegno più costante, concertato e concreto, a sostegno della difesa del suolo con attività di ricerca e di formazione, anche in sinergia con gli altri soggetti interessati, comprese le organizzazioni e le associazioni di settore, per la migliore ricaduta sul territorio delle energie scientifiche e culturali messe in campo e disponibili».

I PROFESSIONISTI

Fondamentale è il ruolo dei professionisti che sono chiamati a seguire, dallo studio alla realizzazione, al monitoraggio, alla verifica ed alla fase di esercizio, ogni aspetto delle opere.
Linee guida
Alla loro stesura, con gli amministratori, debbono essere chiamati a fornire un contributo diretto, impegnativo e responsabile, tutti i soggetti interessati, tecnici pubblici e liberi professionisti, università e mondo imprenditoriale, unitamente alle organizzazioni professionali ed associative di settore.

LE IMPRESE

Le Imprese costituiscono solo l'elemento finale negli interventi.
Il mondo imprenditoriale, con le sue organizzazioni, va maggiormente responsabilizzato e coinvolto nel processo decisionale e nella definizione di un metodo innovativo nella realizzazione delle opere, dalla definizione di nuove norme tecniche - incluse le più recenti innovazioni tecnologiche e di tipologie d'intervento a basso impatto ambientale - alla revisione dei prezziari affinché tengano conto dell'opera nel suo complesso, dei benefici ottenuti, e non solo, come oggi avviene, del mero capitolato generico.

LA COMPETITIVITÀ

Il futuro dell'Abruzzo, si gioca sulla "competitività" del sistema, sulla sua credibilità, sulla capacità di offrire un prodotto di qualità superiore rispetto ad entità territoriali più prossime o simili.
«Oggi la ricchezza e la potenzialità di una Regione non si misurano solo in base al PIL, ma è assegnato un alto valore all'Indice di Sviluppo Umano, alla qualità dell'ambiente».

LA QUALITÀ DELLE OPERE

Vanno, sì, privilegiate le professionalità e l'imprenditoria locali, nelle forme possibili e coerenti alle normative, ma ciò non può avvenire a scapito della qualità dei progetti e dell'efficacia degli interventi, principi inderogabili ai quali la pubblica amministrazione, dalla Regione al piccolo Comune, dovrebbero sempre ispirarsi anche individuando specifici percorsi premianti e di scelta, progettuali ed esecutivi, nonché potenziando lo studio del territorio e le azioni di monitoraggio e la manutenzione.

IL CITTADINO

Il Cittadino è parte principale del "sistema territorio" e come tale deve condividere e partecipare attivamente alle scelte, alla gestione, ma anche alla tutela; per questo va costantemente formato ed informato per una migliore consapevolezza delle azioni messe in atto.

08/01/2007 16.19