Pio Rapagnà e la sua lettera aperta al quotidiano Il Centro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Riteniamo opportuno pubblicare, visto il suo interesse pubblico, l’intervento dell’ex parlamentare Pio Rapagnà che in una lettera aperta al quotidiano Il Centro (non sappiamo se pubblicata o meno) manifesta il suo sconcerto circa la linea tenuta dal quotidiano più letto d’Abruzzo negli ultimi mesi e ripropone con forza la sua richiesta di un sopralluogo in regione della Commissione antimafia.


Egregio Direttore,
Le faccio intanto i miei più sinceri complimenti per il Suo arrivo in Abruzzo e Le invio i più fervidi auguri di buon lavoro anche a nome del Movimento che mi onoro di rappresentare.
Le manifesto però, subito, e senza peli sulla lingua e interessi di bottega, la mia “meraviglia” nel constatare di fatto che, un giornale come “Il Centro”, proprio adesso, alla luce dei più recenti fatti giudiziari e di criminalità verificatisi nella nostra Regione, non abbia sostenuto, con forza, quotidianamente e nelle sue prime pagine, non solo le puntuali denunce da me rese pubbliche sui costi della corruzione politica e sul riproporsi in Abruzzo di una indiscutibile “questione morale”, ma neanche la mia consequenziale e “coraggiosa” richiesta di un nuovo sopralluogo in Abruzzo della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa e similare.
In Abruzzo si sono verificati infatti: lo scandalo Fira, il fallimento pilotato del Pastificio Delverde, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Montesilvano; l'efferato omicidio ancora irrisolto dell'Avvocato Libero Masi di Nereto e della sua compagna Emanuela Cheli (che si rassomiglia purtroppo a quello ancora oscuro dell'assassinio dell'Avvocato Fabrizi a Pescara), il suicidio in carcere del Sindaco di Roccaraso.
Il Centro, negli anni 1992-94 della cosiddetta “tangentopoli abruzzese”, Direttore Carlo Pucciarelli, metteva sempre in prima pagina, sosteneva e incoraggiava tutti coloro che si assunsero la responsabilità di denunciare, combattere e contrastare fenomeni gravissimi di corruzione politica e malavitosa, “esponendosi in prima persona” alle conseguenze future, personali e politiche, cui certamente sarebbero andate incontro insieme a tantissimi altri fedeli “servitori dello Stato”.
Mi ha lasciato perciò l'amaro in bocca e un profondo sconcerto, il fatto che l'ex Direttore Dott. Antonio Del Giudice abbia lasciato improvvisamente il suo incarico senza dare alcuna spiegazione “pubblica” circa i motivi e le circostanze che lo hanno portato, proprio adesso che bisognava stare sul campo, a prendere una simile inaspettata decisione.
Lo avrebbe dovuto fare direttamente a noi lettori, ma anche e principalmente a noi politici che, in questi anni, alla luce del sole e proprio sulle pagine dei giornali e telegiornali, ci siamo impegnati ed esposti con la nostra faccia in prima fila contro la corruzione ed a sostegno di “mani pulite”.
E scrivo questo con tutto il rispetto che in ogni caso si deve al Suo predecessore Dott. Antonio Del Giudice per quello che di significativo è riuscito a dare in tanti anni nel campo della informazione “pubblica” alla nostra Regione,
Ritengo pertanto mio dovere ed obbligo, pur consapevole delle incerte conseguenze che si potrebbero riversare nei miei confronti in quanto politico “indipendente” e più indifeso di altri, comunicare a Lei (così come ho già fatto con gli altri Organi di Informazione affinché fosse reso pubblico), che nella relazione della Commissione Antimafia in Abruzzo, presentata alle Camere il 19 gennaio 1994, si legge in particolare che: “Secondo il Procuratore della Repubblica (di Pescara Enrico Di Nicola) una illegalità diffusa a livello economico con un giro di affari miliardario e una illegalità amministrativa in un'area che assorbe il 70 per cento dell'attività complessiva della regione, destavano un grave allarme e meritavano una più puntuale attenzione da parte dello Stato per non doversi trovare, nel giro di un quinquennio, in una situazione “terribile”.
Le sarò grato se vorrà rassicurarmi circa un Suo personale impegno in tal senso e informare i Suoi affezionatissimi lettori circa le iniziative che “Il Centro” porterà concretamente all'attenzione dell'opinione pubblica abruzzese e nazionale.
Pio Rapagnà -ex-Parlamentare

27/12/2006 10.56