Paolini:«Per l’aeroporto d’Abruzzo solo allarmismo ingiustificato»

Alessandro Biancardi

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Paolini:«Per l’aeroporto d’Abruzzo solo allarmismo ingiustificato»
ABRUZZO. «Per l'aeroporto d'Abruzzo solo allarmismo ingiustificato». Il vice presidente della Regione, Enrico Paolini, nel ruolo anche di coordinatore degli assessori al Turismo, getta acqua sul fuoco, dopo l'incontro con il vice premier Francesco Rutelli. «Non c'è alcun tentativo di declassare lo scalo di Pescara - ha detto Paolini, subito dopo la riunione romana - quanto un progetto di riclassificare tutti gli aeroporti italiani. Il tutto in un quadro più mirato alla sicurezza dei voli, che tutti sappiamo quanto sia importante». TUTTO SULL'AEROPORTO
La voce della volontà di un ridimensionamento delle velleità internazionali dell'aeroporto d'Abruzzo (come del resto quelle di altri scali simili, Ancona, Parma, Trieste, Genova, etc.) si era diffusa in maniera preoccupante nei giorni scorsi.
Insieme al vicepresidente, altri assessori regionali si erano mossi per avere chiarimenti sull'operazione.
Eppure L'aeroporto d'Abruzzo non subirà ridimensionamenti del traffico nazionale ed internazionale.
Al contrario, la redazione del piano aeroporti, che sarà portata all'esame del prossimo Consiglio dei ministri, prevede vantaggi per lo scalo abruzzese, in termini di possibili alleanze con gli scali romani. In sede di redazione del piano, sarà prevista la classificazione per valenza degli aeroporti che, allo stato attuale della discussione, non prevede riduzione di ruolo, nè di funzioni per l'aeroporto d'Abruzzo, nè penalizzazione dei programmi di sviluppo dell'impianto.
Le rassicurazioni sono state fornite dal Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, accompagnato dal Capo della Segreteria, dal Direttore generale per la navigazione aerea e dal Capo dipartimento per la navigazione e il trasporto aereo e marittimo, dagli assessori, Tommaso Ginoble e Fernando Fabbiani che, all'indomani delle voci su declassamenti e perdita di finanziamenti, hanno chiesto ed ottenuto un incontro urgente con il Ministro.
«Possiamo dire agli abruzzesi ed agli operatori economici che l'aeroporto non subirà penalizzazioni», hanno dichiarato gli assesssori Ginoble e Fabbiani al termini del vertice che si è svolto questa mattina a Roma.
«Aggiungiamo anzi - hanno continuato gli assessori - che proprio sulla base della proposta di riordino degli aeroporti, il Ministro ha anticipato nuove opportunità per lo scalo abruzzese, in termini di offerta di servizi che siano di ausilio agli stessi scali romani. Inoltre - hanno specificato gli amministratori regionali - il Ministro Bianchi ha dichiarato di guardare con simpatia all'Abruzzo, tanto da accettare una visita nella nostra regione, già concordata per i primi giorni di febbraio». Insomma, hanno spiegato Ginoble e Fabbiani, la «classificazione dello scalo abruzzese non comporterà conseguenze in termini di operatività. Infatti, nessuna tratta sarà cancellata e gli stessi voli internazionali non subiranno contrazioni». Bianchi ha confermato l'impegno a rendere disponibili le risorse una volta esplicata la fase di riparto programmatorio delle economie maturate dall'Enac.

Chiarimenti che, qualche giorno fa, anche Paolini sembrava aver ottenuto dichiarandosi più che soddisfatto. «Ho il mandato anche da parte di Rutelli - ha spiegato ancora Paolini - di rassicurare operatori e fruitori interessati: il Governo non accetterà alcuna norma restrittiva per gli stranieri, se si eccettuano misure a favore della sicurezza. Del resto - ha, quindi, precisato - l'aeroporto d'Abruzzo è uno scalo regionale. Come declassarlo?».
Pare che all'origine della sfortunata voce ci sia stato non un documento legislativo formale quanto solo una bozza elaborata dal gruppo di lavoro del ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi.
Linee operative solo accennate che qualcuno, ha riferito sempre Paolini, ha approfittato per manovrare, «spostando» i viaggiatori da compagnie minori verso l'Alitalia.
«Ma ora - ha ribadito l'assessore al Turismo - tutto è risolto. Pescara continuerà a lavorare sulle tratte di sempre, pensando anche ad ulteriori miglioramenti e potenziamenti».

… E SULL'AEROPORTO AD ORTONA LA CONFCOMMERCIO SI DICE CONTRARIA


«Dovremmo assistere ad una plebiscitaria alzata di scudi da parte di politici ed imprenditori regionali a difesa del patrimonio costruito dall'attuale Aeroporto e a difesa dello stanziamento dei sei milioni di euro necessari per un ulteriore potenziamento dello stesso ed invece registriamo tiepide reazioni, nel migliore dei casi, e preoccupanti silenzi se non addirittura annunci all'incontrario nel peggiore», scrive la Confcommercio.
«Ci chiediamo “Pescara è senza pescaresi?” o l'ipotesi del nuovo Aeroporto di Ortona è sentita come troppo fantasiosa da meritare di essere combattuta? ma anche se così fosse, perché non c'è una mobilitazione di massa a difesa dell'esistente?
Non vorremmo, invece, che dietro tale scarso interesse per la questione si nascondessero interessi di altro tipo ricollegabili alla localizzazione privilegiata dell'attuale aeroporto nell'area metropolitana fra Pescara e Chieti.
Non vorremmo», scrive ancora Confcommercio, «cioè, che a qualcuno facesse gola lo smantellamento dell'attuale aeroporto nell'ottica di una futura lottizzazione e cementificazione di una zona che si presterebbe come poche ad una colossale speculazione. Ecco, non vorremmo che ancora una volta si preferisse privilegiare pochi grandi interessi a scapito di una miriade di imprese costituenti il tessuto economico e turistico della regione le quali puntano molto sul futuro sviluppo dell'Aeroporto d'Abruzzo.
Crediamo, invece, che occorra agire nell'interesse generale e quindi nell'interesse dello sviluppo economico dell'Abruzzo e degli abruzzesi; tale sviluppo non può che coincidere con lo sviluppo dell'Aeroporto d'Abruzzo che per posizione geografica può ambire a divenire il terzo aeroporto di Roma».

27/12/2006 9.14