2 mln di euro per una nuova sede pescarese della Regione

Alessandro Biancardi

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2 mln di euro per una nuova sede pescarese della Regione
L'AQUILA. Non l’ha presa bene il primo cittadino, Biagio Tempesta dice:«il capoluogo siamo noi, non possono scippare i nostri soldi». 2 milioni di euro previsti nella Finanziaria 2007 per la realizzazione di una nuova sede del Consiglio regionale a Pescara ma per Tempesta sarebbero uno «sperpero di denaro pubblico che andrebbe fermato immediatamente», perché la destinazione è caduta sul capoluogo adriatico.  IL PROGETTO DELLA SEDE A PESCARA
Ma si sa che ormai da qualche anno il vero fermento della politica si sta trasferendo piano piano a Pescara e si sente ora la necessità di rafforzare anche gli uffici operativi della Regione in città.
Sono in ogni caso molti i dubbi e le perplessità intorno ad un altro mega progetto che sta subendo alterne vicende ed ha già fatto spendere molti soldi pubblici in progettazione senza poter toccare con mano nulla.
Inoltre rimane il grandissimo problema degli affitti tuttora pagati per le diverse sedi pescaresi della Regione.
Ma Tempesta proprio non ci sta: « se ci riferiamo alla sede istituzionale del Consiglio, tali fondi vanno destinati al potenziamento delle strutture che si trovano nella nostra città. Senza considerare che la Regione, che ha un bilancio impegnato all'80% per la sanità e che ha aumentato Irpef e Irap per far quadrare i suoi conti, senza colpo ferire vuole duplicare i costi di gestione per i suoi organismi, realizzando doppioni come sarebbe certamente la nuova sede del Consiglio regionale a Pescara».
E Tempesta su questa mossa ci vede anche qualcosa di politicamente
personale: «non vorrei», dichiara infatti il primo cittadino, «che tale scelta fosse una specie di ritorsione nei confronti dell'amministrazione comunale, che, tempo addietro, non aveva dato il benestare alla sopra elevazione del fabbricato ex gil della villa comunale, destinato a diventare nuova sede dell'Assemblea regionale».
Un rifiuto che avvenne perché, ricorda Tempesta, «quel progetto, presentato dalla Presidenza del Consiglio regionale, era stato formulato senza alcuna concertazione con gli organismi istituzionali aquilani e pertanto non è stato certo per responsabilità del Comune se non ha potuto avere il via libera. Cosa che la stessa Presidenza sapeva benissimo, e pertanto sarebbe grave se, una volta ricevuto un "no" scontato a quel progetto inattuabile, si sia trovata la scusa per dirottare i fondi su Pescara».
«Ci troviamo di fronte a un rischio concreto di "scippo" di denaro che, per quelle finalità, dovrebbe essere destinato al capoluogo che, al contrario, ha una posizione assolutamente marginale nella ripartizione dei fondi».

16/12/2006 10.50