La Coldiretti per un olio veramente "trasparente"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una petizione popolare per un olio “trasparente”. Dopo la carne bovina e avicola, l’ortofrutta, il latte fresco, la passata, le uova e il miele, la Coldiretti chiede l’etichetta trasparente anche per l’olio extravergine di oliva, uno dei principali prodotti made in Italy. Gran parte dell’olio venduto in Italia è infatti presentato come “italiano” o pubblicizzato con espressioni che traggono in errore il cittadino-consumatore circa l’origine territoriale.

ABRUZZO. Una petizione popolare per un olio “trasparente”. Dopo la carne bovina e avicola, l'ortofrutta, il latte fresco, la passata, le uova e il miele, la Coldiretti chiede l'etichetta trasparente anche per l'olio extravergine di oliva, uno dei principali prodotti made in Italy. Gran parte dell'olio venduto in Italia è infatti presentato come “italiano” o pubblicizzato con espressioni che traggono in errore il cittadino-consumatore circa l'origine territoriale.


Il principale mezzo per prevenire pratiche commerciali fraudolente è, quindi, l'introduzione dell'obbligo di indicare nell'etichetta le materie prime agricole utilizzate.
«Il legislatore, approvando la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Coldiretti per l'etichetta trasparente, ha stabilito con la legge n. 204 del 2004 che è obbligatorio riportare l'indicazione del luogo di coltivazione e di molitura delle olive” spiega il direttore della Federazione Provinciale Coldiretti Chieti, Claudio Massaro “Tuttavia, per l'individuazione delle modalità dell'indicazione obbligatoria la stessa legge ha rinviato ad un decreto ministeriale che ancora deve essere emanato».
Secondo la Coldiretti Chieti, la tutela dell'interesse dei cittadini-consumatori ad una completa e non ingannevole informazione circa la natura e le caratteristiche dei prodotti alimentari deve rappresentare un obiettivo che deve coinvolgere necessariamente cittadini, associazioni e Enti locali, istituzionalmente preposti alla cura degli interessi della comunità ed alla promozione del suo sviluppo.
Da qui la scelta di una petizione popolare per sollecitare il decreto che consentirà ai cittadini-consumatori di compiere scelte consapevoli e, nello stesso tempo, valorizzare i territori italiani coltivati ad uliveto, tra cui la provincia teatina con i suoi 25.000 ettari olivetati. Un'iniziativa che, in poco più di un mese, ha già riscosso molto successo: finora la proposta è stata accolta da oltre la metà dei Comuni abruzzesi, che hanno già rinviato la delibera (gli altri la stanno perfezionando), numerosi rappresentanti delle istituzioni a livello locale, regionale e nazionale, cittadini e, in provincia di Chieti, anche dall'arcivescovo di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte.
Ieri pomeriggio, con soddisfazione della Coldiretti Chieti, sul decreto sull'etichetta trasparente per l'olio d'oliva si è espressa favorevolmente (e all'unanimità) anche la commissione provinciale agricoltura.
Oggi, è prevista l'approvazione di una apposita delibera da parte del Consiglio Provinciale (“tracciabilità-etichettatura dell'olio d'oliva”, punto 8, ordine del giorno).


15/12/2006 16.31