Sanità privata senza contratto: «intervenga la Regione con un aut aut»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. 38 mesi senza il rinnovo del contratto. L'Ugl propone all'amministrazione regionale di non stringere convenzioni con le strutture che non rispettano i diritti dei lavoratori.
La situazione del rinnovo del contratto della sanità privata è arrivata ad un punto insostenibile.
Fabio Frullo segretario generale dell' Ugl denuncia la posizione del settore che va avanti da 38 mesi Il contratto, scaduto da oltre due anni e mezzo «non vede ipotesi di rinnovo», spiega Frullo, «a causa dell'inaccettabile atteggiamento delle associazioni datoriali Aris e Aiop».
I lavoratori rivendicano adeguamenti tariffari e fondi per i rinnovi contrattuali che non trovano riscontro.
«Riteniamo», continua Frullo, «che la stessa Regione debba intervenire, a questo punto, con mezzi e soluzioni territoriali convincenti».
La segreteria dell'Ugl si dichiara contraria al comportamento dell'amministrazione regionale che continua ad avere «rapporto di convenzione con strutture provate che consentono alle proprie associazioni di categoria di non rinnovare il contratto. Vanno previsti, quindi a livello regionale rimedi di pressione efficaci da parte della stessa regione».
Nella legge sull'accreditamento delle strutture in via di predisposizione in Abruzzo l'Ugl suggerisce l'inserimento «di precisi articoli che prevedano la risoluzione della convenzione con quelle strutture sanitarie private che aderiscono ad associazioni datoriale che pretestuosamente ed inaccettabilmente si rifiutano di sottoscrivere il rinnovo del contratto».

Sarebbero allora le stesse Aris e Aiop a chiedere il rinnovo perché altrimenti verrebbe meno l'adesione delle strutture private alle associazioni di rappresentanza.
Stesso meccanismo andrebbe previsto secondo l'Ugl per la contrattazione del budget che verrebbe decurtato in caso di adesione ad associazioni che si rifiutano di sottoscrivere il contratto entro due mesi dalla data di scadenza.
«In un momento così particolare per la sanità abruzzese», chiede Frullo, «sono anche questi i segnali di cambiamento che ci si aspetta dalla Regione e cioè che si tenga in considerazione i lavoratori del comparto della sanità privata troppo spesso bistrattati e usadi come scudi umani».

15/12/2006 8.31