Una legge sul bene acqua: anche l’Abruzzo in prima fila

Alessandro Biancardi

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Una legge sul bene acqua: anche l’Abruzzo in prima fila
ABRUZZO. Il “Popolo dell’Acqua” abruzzese di nuovo in movimento. Presentata sabato a Pescara la Proposta di Legge che sancisce il Diritto all’Acqua ed afferma una gestione pubblica, efficiente, partecipata e sostenibile. Nascono nella regione comitati territoriali e il prossimo 15 dicembre assemblea regionale a Pescara per la costituzione del Comitato Regionale. SCARICA IL LIBRO SULLA GESTIONE PUBBLICA


Dopo le lotte contro il terzo traforo del Gran Sasso, dopo l'opposizione vincente alla vendita dell'acqua alla Puglia, come naturale evoluzione della lotta contro la privatizzazione degli acquedotti regionali, parte la campagna per la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare sull'acqua dal titolo “principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.
Durante una conferenza stampa svoltasi a Pescara i rappresentanti del WWF e dell'Abruzzo Social Forum, che hanno partecipato al tavolo nazionale per la stesura del testo della legge, hanno presentato la campagna per raccogliere le firme (con avvio dei banchetti il 13 gennaio 2007) per questa proposta di legge che è scaturita da un lungo processo dal basso avviato a marzo con il primo Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua svoltosi a Roma.
Sessanta organizzazioni (diocesi, associazioni, partiti, sindacati) a livello nazionale, oltre duecento comitati ed associazioni di livello locale, missionari come Alex Zanotelli e decine di artisti come, ad esempio, Beppe Grillo, Dario Fo e Ivano Fossati, hanno unito le loro forze per scrivere e proporre un'iniziativa legislativa per evitare la privatizzazione della gestione dell'acqua e attuare una gestione pubblica, trasparente, partecipata e sostenibile del bene.
«Si tratta, dunque, di una legge “per” e non di una legge “contro”», spiegano al Wwf, «uno degli obiettivi è quello di ottenere il riconoscimento del Diritto all'accesso all'Acqua. Infatti, è incredibile che l'accesso alla risorsa basilare per la vita non sia riconosciuto quale diritto inalienabile di ogni persona. Altro tema al centro della legge è quello della partecipazione dei cittadini al governo di questo bene comune. Tanti, poi, i passaggi della proposta di legge sull'uso sostenibile della risorsa, con una gestione a livello di bacino idrografico e il calcolo di un bilancio idrico di bacino che funga da base per qualsiasi discussione sulla ripartizione dell'acqua disponibile tra i vari usi».
Viene poi delineato il percorso per la completa ripubblicizzazione del servizio idrico integrato al fine di sanare l'incongruenza tra le finalità statutarie delle “SPA” e l'obiettivo di una gestione veramente pubblica dell'acqua.
Una SPA, anche se di proprietà degli enti locali, ha comunque il profitto come ragione sociale e i promotori della legge ritengono che sull'acqua non si debba fare profitto. La legge prevede lo storno di parte dei fondi per le spese militari, attualmente in continua crescita, per assicurare le forniture idriche e finanziare le opere pubbliche necessarie per migliorare il servizio e la distribuzione azzerando le perdite.
«Crediamo, infatti», continuano al Wwf, «che sia più logico, per uno Stato che ripudia la guerra, destinare le risorse primariamente al soddisfacimento dei bisogni primari dei cittadini. Anche l'Abruzzo parteciperà alla campagna ed è già in corso la costituzione dei comitati locali per la raccolta delle firme. Il prossimo 15 dicembre alle ore 18:00 a Pescara presso la sede della CGIL- Camera del Lavoro di Pescara, che ha messo a disposizione un locale che ospiterà la segreteria del comitato regionale essendo tra le promotrici della legge, vi sarà l'assemblea per la costituzione del comitato regionale per la raccolta delle firme. Sono invitati a partecipare tutti i rappresentanti regionali delle organizzazioni che a livello nazionale hanno già sottoscritto la legge e tutti i comitati, associazioni e movimenti locali abruzzesi interessati alla gestione pubblica ed efficiente dell'acqua».


I 10 PUNTI PRINCIPALI DELLA LEGGE

1) L'acqua è un bene comune e un diritto umano universale, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile sono diritti inalienabili e inviolabili della persona.
2) L'acqua è un bene finito, da tutelare e da conservare perché indispensabile all'esistenza di tutti gli esseri viventi della presente e delle future generazioni.
3) Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità.
4) Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alle leggi del mercato e della concorrenza e finalizzato ad obiettivi di carattere sociale e ambientale.
5) Il servizio idrico integrato deve essere gestito esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico.
7) 50 litri per persona è il quantitativo minimo vitale giornaliero garantito e gratuito.
6) Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati, a società miste pubblico-privato e a società a totale capitale pubblico.
8) I lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio partecipano attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio idrico integrato.
9) Un fondo nazionale finanzia progetti per l'accesso all'acqua potabile nel sud del mondo.
10) Il servizio idrico è finanziato con la riduzione delle spese militari, con la lotta all'evasione fiscale, con tasse ambientali di scopo.

11/12/2006 8.37