La ricerca di Del Turco per «un nuovo modo di fare politica»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Un patto solidale tra Regione, Confindustria e sindacati per risanare e rinnovare l'Abruzzo per un nuovo metodo di fare politica». È la sfida che il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha lanciato agli imprenditori, ai rappresentanti sindacali e alle forze politiche nel corso del suo intervento alla seconda conferenza regionale di Confindustria Abruzzo, che ha visto la partecipazione del presidente nazionale Luca Cordero di Montezemolo.
«E' una gigantesca sfida - ha detto il Presidente - in grado di mettere insieme le migliori volontà che vivono e operano in questa regione. Io chiedo a queste forze di prendere parte a questa battaglia politica, perché è questo il vero segnale di svolta che possiamo dare ai cittadini».
Agli industriali e al presidente Montezemolo, Del Turco ha parlato della «difficile battaglia» per ridurre i costi della politica, di quanto «sia stato complicato» ridurre da 7 a 5 i componenti del Cda degli enti minori.
«Mettere in discussione i sette Ater, le sei Asl e i sei Ato - ha aggiunto - riguarda maggioranza e opposizione».
Ma il presidente ha anche voluto sottolineare «il grande livello di civiltà di come si sta svolgendo il confronto in questa regione», ricordando la riunione pubblica che la settimana scorsa l'intera Giunta regionale ha tenuto con gli imprenditori abruzzesi.
Del Turco ha poi indicato nel prossimo 14 dicembre una data importante per l'Abruzzo, quando «la Deutsche Bank diventerà l'advisor per le strutture portuali abruzzesi».
«Questa grande banca internazionale - ha aggiunto - sarà l'organizzatore principale di un gigantesco patto pubblico-privato per far decollare il porto di Ortona che il Governo, su indicazione di questa Giunta regionale, ha scelto come la priorità delle priorità. Noi ci proviamo, per questo chiediamo l'apporto di tutti».
Il presidente Ottaviano Del Turco, infine, ha confermato davanti agli industriali che «il bilancio e la finanziaria regionale saranno approvati entro la fine dell'anno, per scongiurare la vergogna dell'esercizio provvisorio. Non arriverò - ha concluso - al 2 gennaio senza un bilancio e una finanziaria operativi».

05/12/2006 9.43