Caramanico:«Il piano eolico per l’Abruzzo sarà realtà fra un mese»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Entro l'anno la Regione avrà un Piano eolico; linee-guida che consentiranno di individuare con esattezza le aree idonee all'insediamento di pale, e quelle, invece, da proteggere ad ogni costo. Lo ha annunciando stamane, a palazzo dell'Emiciclo, all'Aquila, l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, in quella che è stata definita "la prima uscita ufficiale".
Al lavoro, per redigere il Piano, responsabili dell'Assessorato, quale il direttore regionale di Parchi, territorio, ambiente ed energia, Antonio Sorgi, e quelli dell'Università di Pescara, quali il professor Renato Ricci.
Un lavoro basato su ricerche certosine ma anche su confronti con le varie parti in causa. A cominciare dai due appuntamenti odierni: il primo con i rappresentanti di Parchi e Province, il secondo con quelli di Associazioni ambientaliste ed imprenditoriali.
«Sì all'eolico, ma non sempre ed ovunque - ha esordito Caramanico - Siamo la regione verde d'Europa e come tale abbiamo il dovere sì, di incrementare i nostri introiti, sia in termini energetici che economici, ma soprattutto quello di salvaguardare le biodiversità. Non vogliamo rinunciare all'eolico - ha proseguito l'assessore - ma la necessità di dotarci di linee programmatiche è pressante. Prima non c'era nessuno strumento di supporto per cui si era giunti a concessioni anche discutibili. Ora questo non è più ammissibile».
Caramanico ha anche fatto velati riferimenti alle polemiche di queste ultime settimane sollevate dalla stampa nazionale sull'eolico. In proposito, ha detto che l'impianto di Serralunga, autorizzato nel 2004, potrebbe in teoria, qualora pervenisse una documentazione valida, anche essere rivisto dalla Commissione Via (organo tecnico della Regione), preposta al placet finale. Sia Caramanico che il direttore Sorgi hanno rimarcato come oggi si è più sensibili alla tutela dell'ambiente e della fauna, in particolare l'orso marsicano, che vi trova rifugio. Il professor Ricci, dal proprio canto, si è soffermato, in particolare, sugli studi di settore finora condotti.
«Al momento - ha detto - disponiamo di una mappa eolica del territorio abruzzese con rilevazioni software e riferite al 2005. Ma al dettaglio chilometrico del vento dobbiamo sostituire un dettaglio metrico. Grande rilievo stiamo dando alle aree protette, assolutamente intoccabili. Importante è anche il coinvolgimento di Province e Comuni perchè non è da sottovalutare la ricaduta economica degli impianti come fonte di miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali».
Al momento, in Abruzzo, gli impianti eolici sono localizzati a Collarmele, Cocullo, Alto vastese (180 pale), Palena (ma non funzionante) e Tocco a Casauria. Per Caramanico l'imperativo è rivedere l'esistente e pensare al nuovo solo qualora l'impatto ambientale lo consentirà.


01/12/2006 9.49