Regioni e governo insieme per elaborare legge sullo sport

Alessandro Biancardi

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ROMA. Regioni e Governo studieranno insieme un disegno di legge di principi generali in materia sportiva. È quanto deciso al termine della prima riunione del coordinamento degli assessori regionali allo Sport, convocata dal coordinatore nazionale Enrico Paolini e dal Ministro delle Attività sportive Giovanna Melandri.
L'obiettivo è realizzare insieme Regioni e Governo un testo di legge quadro in grado poi di guidare entro i limiti imposti dalla Costituzione la produzione normativa di ogni singola regione.
«La riunione di oggi - spiega Enrico Paolini - segna l'ottimo rapporto con il Governo grazie al Ministro e al Sottosegretario Lolli che hanno dato una svolta alle abitudini del ruolo del governo. In questo clima di rinnovata fiducia, le regioni rivendicano un tavolo paritetico nel quale condividere le indicazioni di massima del governo, senza forzature e senza nascondere il fatto che venti regioni governano con i propri parlamenti leggi sul territorio. Dopo la riforma del Titolo V della Costituzione - aggiunge il coordinatore nazionale - la legislazione in materia di sport è materia concorrente Stato-Regioni: il tavolo comune Regioni-Governo, partito oggi, vuole assolvere alla funzione di disegnare insieme un percorso comune delle regioni con il Ministro Melandri».
Al termine dell'incontro, al quale ha preso parte anche il Sottosegretario Giovanni Lolli, il Ministro Melandri ha parlato «di clima forte collaborazione» e di «primo positivo impatto con le Regioni».
«Con esse - ha detto - nasce l'esigenza di coordinare meglio la politica del nuovo ministero e dalle regioni sono arrivati anche apprezzamenti alla nuova legge Finanziaria che ha fatto passi in avanti innovativi nel campo del sostegno e dell'investimento nello sport. Siamo in sostanza alleati strategici per costruire insieme il nuovo quadro giuridico in grado di rilanciare lo sport nella sua dimensione sociale».
Valutazioni positive sono arrivate anche dal Sottosegretario Lolli: «Lo Stato finora è stato completamente assente nelle politiche sportive e il sistema normativo che si è stratificato in questi anni ha dato vita ad un quadro disomogeneo, diverso da regione a regione. Pensare che con un singolo atto lo Stato riordini il tutto, è impensabile; è invece possibile pensare ad una collaborazione con le Regioni per riportare la necessaria omogeneità normativa».

23/11/2006 9.24