Tagli Bankitalia, la Provincia dell’Aquila non ci sta e scrive a Draghi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Come già preannunciato si fanno sempre più certezza i tagli all'organico della Banca d'Italia, che riguardano anche l'Abruzzo. L'obiettivo del nuovo governatore Mario Draghi è quella di creare una struttura più snella entro il 2013. Per ora si parla di 130 posti in meno.
«Impensierisce l'ennesima avvisaglia di tagli e perdita di posti di lavoro», dice la presidente della Provincia dell'Aquila Pezzopane, «condivido la tesi del sindacato che vuole una più stretta vicinanza fra l'attività dell'Istituto bancario e il territorio, nell'era del federalismo e delle autonomie locali. Il timore è anche quello di un ridimensionamento del ruolo pubblico della Banca con un nuovo ruolo che prescinda dalla funzione istituzionale e al servizio del Paese e del territorio. Il fatto che in ballo ci siano 130 posti di lavoro di alta qualità professionale, dislocati nelle filiali periferiche che dovrebbero essere tagliate per effetto del ridimensionamento nazionale», fa notare Pezzopane, «dovrebbe indurre alla prudenza quanti si spingono in azzardate ipotesi di accorpamento, perdipiù decentrato rispetto alla sede naturale del capoluogo di regione. Lo stesso Draghi ha infatti parlato nel suo piano, di concentramento nei capoluoghi delle funzioni periferiche e di potenziamento delle sedi regionali, rassicurando comunque su una procedura indirizzata ad evitare traumi e tesa ad un rinnovo generazionale del corpo dipendente».
Altra giustificazione al mantenimento della sede dell'Aquila la offrirebbero secondo la presidente della Provincia le classifiche della stessa Banca d'Italia che pongono la filiale del capoluogo ad un livello più alto di operatività tra i 97 siti: 39/mo posto L'Aquila, 43/mo Pescara, 65/mo Chieti, 74/mo Teramo( le ultime due sono nella fascia di operatività considerata minimale); per quanto riguarda invece le classi dimensionali delle filiali, solo L'Aquila si posiziona in fascia media mentre ritroviamo in fascia bassa Pescara, Teramo e Chieti.
«In questa fase», aggiunge Pezzopane, «in cui la parte sindacale ha rigettato il documento di lavoro presentato loro dal Governatore, appare più costruttivo unire le forze di tutti gli enti locali per contrapporre una voce autorevole ed unitaria al ridimensionamento delle sedi, piuttosto che far prevalere l'interesse di campanile, strumentale a velleità carrieristiche.
In difesa dei posti di lavoro e di un territorio già martoriato dalla crisi industriale, è mia intenzione far giungere a Mario Draghi una lettera per una proposta di confronto con le parti, per individuare percorsi comuni su tempi, contenuti e modalità, prima che si proceda ad operazioni drastiche e ragionieristiche».

22/11/2006 13.37

«IL SINDACO DOVEVA INTERVENIRE, MA ORMAI E' SVOGLIATO»

«Ci saremmo aspettati una chiara e precisa presa di posizione del sindaco Tempesta sulla faccenda», ha commentato oggi Giustino Masciocco, vice Presidente del Consiglio Comunale dell'Aquila.

«Dopo che è sfumata la sua candidatura a Parlamentare», continua Masciocco, «ad opera del suo stesso partito, il sindaco svolge l'importante ruolo che gli compete con un atteggiamento – a mio giudizio – svogliato e privo di stimoli. Tale condizione è sicuramente determinata dalle difficoltà che incontra a tenere unita la coalizione di centro destra che ha perso troppo tempo a rivendicare posizioni di parte rispetto all'interesse della collettività»


25/11/2006 9.49