«Quella insana abitudine del condono edilizio stile "ancient regime"»

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO 24 NOV ABRUZZO. La deriva finanziaria del governo Belusconi e l’esempio dei condoni rispolverati in stile regionale dalla coalizione di centrosinistra. Non è vista di buon occhio la manovra regionale della giunta Del Turco dall’esponente dei Verdi Walter Caporale, che pure ne fa parte. Si tratta di condonare molti sottotetti abusivi come strenna natalizia per fare cassa. Prossimamente in consiglio regionale…


AGGIORNAMENTO 24 NOV


ABRUZZO. La deriva finanziaria del governo Belusconi e l'esempio dei condoni rispolverati in stile regionale dalla coalizione di centrosinistra. Non è vista di buon occhio la manovra regionale della giunta Del Turco dall'esponente dei Verdi Walter Caporale, che pure ne fa parte. Si tratta di condonare molti sottotetti abusivi come strenna natalizia per fare cassa. Prossimamente in consiglio regionale…

«Va bene che le casse regionali languono, e che l'attuale amministrazione Del Turco abbia scelto – per quanto possibile – di non gravare i cittadini abruzzesi di nuovi ed impopolari balzelli», bacchetta Caporale, «ma lascia interdetti la decisione di riportare per così dire “a nuovo” quella che ha rappresentato per un verso la deriva finanziaria del governo Berlusconi e della consigliatura Pace – attraverso la conversione in denaro delle “libertà” edilizie del privato (da cui forse l'aforisma “casa delle libertà”) – e, per un altro, il cavallo di battaglia dell'attuale maggioranza di centrosinistra (regionale e nazionale) che ha sempre – almeno finora – avversato le ragioni finanziarie tese a premiare i più furbi (i sanatoria-credenti, che costruiscono in barba a piani regolatori e leggi urbanistiche, convinti che la redenzione ai peccati edilizi arrivi, prima o poi)».
Eppure, con un provvedimento ampiamente annunciato, il Consiglio regionale si appresta a ratificare – con il solo voto contrario di Verdi, Rifondazione Comunista e Unione – la Delibera della Giunta Regionale n. 643/C del 12.7.2005, che dà il placet alla reviviscenza dell'art. 85 della legge regionale n. 15/2004 (“norme in materia di recupero abitativo dei sottotetti”), della passata Consigliatura regionale, già sostituito dall'art. 256 L.R. 6/2005. Normativa questa che prevede(va) la possibilità di ottenere volumetria abitabile dai «sottotetti esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge», consentendo la loro trasformazione – come si legge – «anche in deroga alla legislazione urbanistica statale e regionale vigente in materia, nonché agli strumenti urbanistici comunali vigenti o in itinere ed ai regolamenti edilizi vigenti»..
In pratica, con la semplice dichiarazione “d.i.a.” o con il permesso di costruire, come indicato nel testo del provvedimento, sarà possibile realizzare nuove opere edilizie in barba agli strumenti urbanistici generali e attuativi, alle norme tecniche di attuazione, ovvero agli interventi non ammissibili per effetto di norme statali o regionali, purché rientranti nella tipologia di interventi configurati dal condono regionale in questione.

«A parte il madornale errore tecnico – i titoli abilitativi che è necessario acquisire, e che la nuova normativa regionale individua indifferentemente nel permesso di costruire o nella d.i.a., su libera scelta dell'interessato», spiega Walter Caporale, «non sono paritetici posto che non può esistere una d.i.a. legittimamente difforme alle leggi e agli strumenti urbanistici – è evidente che gli interventi di recupero ad uso abitativo dei sottotetti produrranno impunemente “schifezze” (chiamiamole con il loro nome) che, in termini architettonici ed edilizi, si sono diffuse e hanno proliferato per le città della Lombardia (visto che è stata la prima regione a sperimentare tale “condono”), come diffusamente documentatoci dagli attenti osservatori. Senza parlare poi dei giganteschi costi sociali ingenerati, in termini di contenzioso civile ed amministrativo, che hanno indotto la Giunta della Regione Lombardia, proprio per arginare tali conseguenze, a modificare più volte la normativa in questione».
«Posto che problematiche simili, sono emerse anche in altre regioni», conclude il capogruppo dei Verdi alla Regione, «è sconsolante che il problema del come (cioè della qualità degli interventi) è rimasto totalmente estraneo alla nuova legge regionale abruzzese, che non lo sfiora nemmeno da lontano, dimostrando così poca attenzione per quello che è successo nel passato e mettendo in evidenza un dominante qualunquismo culturale. Così quello che sembrava un ricordo del passato – la monetizzazione delle difformità urbanistiche ed edilizie – si è dimostrato, invece, essere un credo trasversale intramontabile e, soprattutto, più forte delle logiche di partito e delle alleanze di governo. Così dimostrando che almeno in questo, per ciò che riguarda la nostra Regione, le ragioni del “mattone” non hanno colore politico».

22/11/2006 11.31

L'APPROVAZIONE DEL CONSIGLIO

Il Consiglio regionale durato pochi minuti, ha approvato, la nuova norma sui sottotetti finti, di fatto una sanatoria, nonostante l'impegno del Presidente del Consiglio a portarla in discussione la prossima settimana.
Una analoga Legge regionale della Lombardia era stata impugnata dal Consiglio di Stato.


CARAMANICO: «POLEMICHE PRETESTUOSE»

«Le polemiche del capogruppo dei Verdi appaiono pretestuose e strumentali. La legge sui sottotetti, che questa mattina è stata approvata dal Consiglio regionale, non è certo un condono edilizio nè un 'regalo di Natale' bensì un provvedimento che permetterà l'ottimizzazione delle strutture già esistenti». Così l'assessore regionale all'Urbanistica, Franco Caramanico, ha replicato alle dichiarazioni fatte da Walter Caporale a proposito del provvedimento per il recupero edilizio dei sottotetti.
«La nostra proposta è nata dalla volontà di dare ai cittadini la possibilità di rivedere la destinazione d'uso dei sottotetti esistenti, che siano stati però legittimamente realizzati. Dunque - ha continuato l'assessore – l'obiettivo, contrariamente a quello che sostiene Caporale, è quello di contenere l'uso del territorio, limitando le nuove espansioni. Del resto si tratta di una norma già accolta in molte regioni d'Italia, dalla Lombardia alla Campania, e pertanto non può essere etichettata secondo colori politici».
Per Caramanico le affermazioni di Caporale dimostrano solo che «il capogruppo dei Verdi non conosce la legge, dal momento che falsamente afferma che si potranno recuperare i volumi dei sottotetti non ancora costruiti».
Il provvedimento prevede che l'edificio dove è ubicato il sottotetto deve essere stato realizzato nel rispetto delle normative esistenti, l'altezza media non può essere inferiore a 2,40 metri e devono essere rispettate le norme sismiche.
La domanda di concessione edilizia per il recupero abitativo dei sottotetti dovrà essere presentata al Comune di competenza entro e non oltre il 31 ottobre 2007.

22/11/2006 17.21

CAPORALE DEI VERDI INSISTE:«E' UNA VERGOGNA»

«Stupisce perciò che l'Assessore regionale all'Ambiente Franco Caramanico – apparentemente non conscio delle distorsioni indotte da tali lapsus legislativi – voglia negare l'ovvio, cioè che il provvedimento varato riporta a nuovo il “condono” regionale sui sottotetti della passata Consigliatura regionale di centro-destra».
E precisa che il «neoresuscitato art. 85», al comma 1, chiarisce che per “sottotetto” “si intende il volume sovrastante l'ultimo piano dell'edificio, o di parti di esso, … realizzato almeno nella parte strutturale”.
Inoltre, al comma 2, stabilisce che “l'edificio” dove è ubicato il sottotetto non deve necessariamente essere rispettoso delle normative comunali e regionali vigenti, ma è sufficiente che “in caso di realizzazione totalmente o parzialmente abusiva”, esso risulti “sanato o in itinere la pratica di richiesta di sanatoria ai sensi della legge n. 47/1985 e successive modificazioni e integrazioni”.
«In primo luogo», aggiunge il capogruppo dei Verdi, «l'Assessore sembra ignorare che, secondo tali inequivocabili disposizioni:
- la mancata ultimazione della costruzione non è rilevante in quanto non richiesta dalla normativa che, al contrario, pone come condizione la generica esistenza dei sottotetti;
- la totalmente o parzialmente abusività della costruzione in cui è ubicato il sottotetto non pregiudica alcunché ma impone, solo, che sia stata avviata una richiesta di sanatoria.
Dulcis in fundo, il comma 6, sempre dell'art. 85, stabilisce che gli interventi di trasformazione dei sottotetti sono consentiti “anche in deroga alla legislazione urbanistica statale e regionale vigente in materia, nonché agli strumenti urbanistici comunali vigenti o in itinere ed ai regolamenti edilizi vigenti”.

24/11/2006 13.04