«La burocrazia frena e uccide il settore delle costruzioni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dino Gavioli presidente dell'Api Edil Abruzzo denuncia l'eccessivo dispendio di tempo nelle fasi amministrative degli appalti e delle costruzioni nella Regione Abruzzo e afferma «i costruttori in ogni fase della produzione intrattengono rapporti diretti con il personale della pubblica amministrazione». Una situazione tutta particolare che apparterrebbe solo a questa regione. Già nelle vicine Marche si respira un'altra aria.
Secondo la Api Edil, l'associazione che raggruppa gli imprenditori edili, l'enorme mole di adempimenti burocratici, in presenza, inoltre, di «amministrazioni poco efficienti e di personale poco volenteroso», non potrà mai agevolare un percorso di moralizzazione delle imprese irregolari ma frenerà di sicuro quelle che vogliono lavorare nel migliore dei modi.
In una recente analisi dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici è stato sancito che mediamente in Italia per tutti i lavori, i tempi tecnici per la fase amministrativa risultano superiori di quelli necessari per la realizzazione delle opere.
Secondo Gavioli la situazione abruzzese sarebbe ancora più grave e racconta: «malgrado la vigenza di specifiche norme, gli imprenditori per espletare le pratiche e sopratutto per ottenere i pagamenti dei lavori pubblici eseguiti o un semplice certificato di abitabilità o agibilità, sono ancora costretti ad indecorose ed umilianti attese dietro le porte dei funzionari tecnici ed amministrativi, spesso fuori sede, in riunione, in missione e mai al loro posto».
Da sempre l'Api Edil sostiene che la burocrazia è alimentata anche da troppi impianti normativi «contorti» che lasciano la soluzione dei problemi alla discrezionalità delle valutazioni creando inevitabilmente «dipendenza, soggiacenza e gratitudine nelle relazioni fra le parti».
Una situazione tutta particolare che caratterizzerebbe solo l'Abruzzo: «è incomprensibile», continua Gavioli, «che la situazione sia radicalmente diversa al nord e già nella vicina regione Marche, dove i tempi per gli adempimenti amministrativi sono veramente ridotti al minimo».
Forse gli amministratori marchigiani sono più sensibili ai temi dell'organizzazione e magari dedicano maggiori risorse all'aggiornamento del personale?
Gavioli riferisce che le imprese dedicano risorse importanti per l'organizzazione, sia per sistemi di qualità che di controllo di gestione, le amministrazioni abruzzesi invece, al contrario, «sono del tutto insensibili a queste tematiche».
Inoltre, aggiunge il presidente «la situazione tende a complicarsi ulteriormente a causa dei recenti vincoli introdotti al settore delle costruzioni dal Decreto Bersani, che evidenziano una strategia orientata ad inasprire controlli, imposizioni contributive ed oneri procedurali, rischiando di creare un terreno accidentato di incertezze operative».
Le imprese edili già oggi sono obbligate a conservare in cantiere 48 documenti e sono soggette a controlli ed ispezioni di 19 organi di vigilanza.
21/11/2006 15.32