«Rispetto delle regole e trasparenza per rilanciare lo sviluppo dell'Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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«Rispetto delle regole e trasparenza per rilanciare lo sviluppo dell'Abruzzo»
AGGIORNAMENTO 22 NOV INCHIESTE FIRA/ MONTESILVANO. Nel momento in cui le inchieste della magistratura evidenziano la probabile esistenza di un sistema fondato su illegalità e corruzione, ad ogni livello, con evidenti ricadute negative per il territorio, il coordinamento regionale dei Ds si riunisce per lanciare un messaggio preciso: «gli amministratori di centro-sinistra devono essere sempre più garanti della legalità», ha spiegato il segretario regionale Stefania Misticoni, «devono applicare le regole difendendo la libera concorrenza e la trasparenza; denunciare e smantellare ogni eccezione». DEL TURCO: «IO, SIMBOLO DI UN ABRUZZO PULITO» 

E' di sicuro un brutto momento per l'Abruzzo ed un brutto momento per la politica.
L'inchiesta della Fira non mancherà di portare alla luce risvolti già ampiamente annunciati e poi improvvisamente arenati su un presunto sistema che faceva probabilmente capo alla passata giunta di centrodestra.
L'inchiesta di Montesilvano, invece, ha visto la brusca fine dell'era Cantagallo (Margherita) nel modo peggiore: arresti ed accuse per tangenti. Un colpo a destra ed uno a sinistra quasi a confermare che la legalità (o l'illegalità) non è prerogativa solo di una parte politica ma sistema diffuso e consolidato, radicato sul territorio.
Da più parti in questi giorni, soprattutto dalla gente comune, arriva l'invito alle forze dell'ordine a scavare a fondo e di verificare se tali sistemi non godano di ottima salute anche in altri comuni.
D'altra parte le forze dell'ordine invitano a farsi avanti nel denunciare fatti e notizie rilevanti che possano contribuire a far emergere illegittimità.
Le cose più gravi, tuttavia, di questi sistemi (Fira e presunte tangenti) sono da una parte l'enorme spesa di denaro pubblico che finirebbe nelle tasche di privati e dall'altra la automatica esclusione di altre imprese, magari oneste, tagliate fuori dal "sistema".
Così si è visto che oltre 20 milioni di euro di fondi Docup non sono finiti nelle casse di imprese abruzzesi che ne avrebbero avuto tutti i requisiti. Stessa cosa potrebbe dirsi nel caso Montesilvano se si fossero svolti tutti gli appalti così come prevedeva la legge.
Insomma la politica a questo punto dovrebbe, oltre a fare i dovuti mea culpa, anche interrogarsi sui reali effetti prodotti sul territorio e sul tessuto sociale e provare, solo in un secondo momento, a porre rimedi e tamponi a tali conseguenze.
Il rischio è quello di cavalcare l'onda con belle parole ed essere sbugiardati dalla Magistratura in men che non si dica.

Ieri i Ds hanno posto l'accento su un aspetto particolare: se l'Abruzzo è terra di illegalità anche gli imprenditori perderanno fiducia e fuggiranno via, quelli invece che potrebbero fermarsi probabilmente sceglieranno altri lidi per non essere penalizzati.
Che fare dunque?
«L'Abruzzo non è una regione di malaffare e la sua classe dirigente non è tutta uguale».
Lo hanno detto ieri pomeriggio con forza tutti gli esponenti dei Democratici di sinistra chiamati a raccolta dalla regione, facendo eco a quanto aveva dichiarato già nei giorni scorsi il presidente di Regione Ottaviano Del Turco.
Nonostante l'inchiesta "Bomba" sulla Fira e il "Ciclone" scoppiato al Comune di Montesilvano, che vedono indagate oltre 100 personaggi eccellenti del mondo della politica e dell'imprenditoria, si cerca di ristabilire un ordine.
Il Coordinamento regionale dei Ds ha richiamato il partito e tutto il centrosinistra a farsi carico del ruolo di garanti della legalità sia nell'impostare l'azione di governo, sia nella selezione dei propri rappresentanti nelle amministrazioni a tutti i livelli.

«ADESSO CI VUOLE TRASPARENZA»

Per i Ds si deve cominciare con gli Enti strumentali della Regione il cui operare «deve essere improntato a criteri di efficienza, trasparenza ed economicità, con un più marcato ruolo di controllo della Giunta e del Consiglio regionale».
Proprio nella riforma della Regione e degli Enti, «si giocano le due partite più importanti della sfida di governo», dichiarano i vertici di partito: «i servizi, la sanità e lo sviluppo economico; la selezione e la gestione dei finanziamenti. Per questo è indispensabile accelerarla. Solo un sistema in grado di garantire efficienza e trasparenza può rilanciare lo sviluppo dell'Abruzzo e attrarre nuovi investimenti».
E certamente dopo le due maxi inchieste di fiducia ce n'è rimasta ben poca.
I Democratici di sinistra proporranno alla Margherita, e agli altri alleati di governo, di rilanciare l'iniziativa politica, con un'assemblea regionale degli amministratori di centrosinistra «che focalizzi il dibattito sul ruolo delle istituzioni e del governo locale nel processo di sviluppo della regione».
Ma quale sviluppo è garantito ad una regione che continuerà ad affidare la direzione di enti ed istituzioni (che dovrebbero portare avanti la vita amministrativa) a persone reclutate perché fanno parte di questo o quello schieramento?
Come si potrà pensare di cambiare davvero le cose se la professionalità sarà sempre messa da parte per fare spazio a qualche amministratore "trombato" che però guadagnerà soldi pubblici a palate?

«ASSOLUTA INDIFFERENZA ALLE REGOLE»

«Bisogna abbandonare la logica con cui il centrodestra ha compiuto le proprie scelte», ha dichiarato il sottosegretario Lolli. Per i Ds quello che colpisce di più nel comportamento dei protagonisti delle recenti vicende giudiziarie, qualora le accuse fossero confermate, «è l'assoluta indifferenza alle regole e la convinzione dell'impunità a un livello mai raggiunto in Abruzzo».
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, e nel rispetto della presunzione d'innocenza degli imputati, bisogna comunque interrogarsi sui danni prodotti alla collettività e per questo la Regione si costituirà parte civile.
«Su eventuali responsabilità del centro-sinistra», ha dichiarato Mistioni, «i Ds ricordano di aver fortemente voluto la legge sullo spoil system, non per ragioni ideologiche o per sete di poltrone, ma proprio perché se la nomina era stata fatta sulla base di un rapporto di fiducia e per realizzare degli obiettivi, era bene cambiare uomini e obiettivi, proprio per segnare una discontinuità con chi aveva amministrato in precedenza disastrando l'Abruzzo».
Sul caso di Montesilvano, che vede coinvolto un sindaco del centro-sinistra, «non bisogna né generalizzare, né sottovalutare. I Ds e il centro-sinistra hanno amministratori locali capaci e onesti, che sono e saranno sempre più garanti della legalità a tutti i livelli».

CONTRO LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL SENATO FRANCO MARINI

Domenica scorsa il presidente del Senato, Franco Marini (Margherita) aveva espresso tra le altre cose un certo apprezzamento circa l'operato del suo partito e della intera coalizione del centrosinistra negli ultimi 10 anni a Montesilvano.
A contestare il concetto è sceso in campo il consigliere di Forza Italia Nazario Pagano.
«Destano sconcerto, tanto nel metodo, quanto nel merito, le dichiarazioni rese ieri dal Presidente Marini sulle vicende montesilvanesi», dice Pagano, «da un lato, difatti, è a dir poco inopportuno che la seconda carica dello Stato esprima giudizi ed opinioni relativi all'operato di una Giunta Comunale.
Non di meno, nel merito, il Presidente Marini non dovrebbe ignorare che l'oggetto dell'indagine dei Magistrati sembra essere un vero e proprio “Sistema Montesilvano”, caratterizzato da una particolare comunanza di interessi e attività che hanno riguardato in questi anni i rapporti tra gli amministratori montesilvanesi ed una parte dell'imprenditoria locale.
E' tutto il Sistema Montesilvano, pertanto che, ancor prima dell'accertamento di eventuali responsabilità indivuduali, dev'essere censurato in quanto tale».

21/11/2006 9.35

CASTIGLIONE (AN) «CURA RICOSTITUENTE PER GLI ESPONENTI DEI DS»

«I DS sentinelle della legalità? E' impegnativo il ruolo che la collega Misticoni ha indicato per i DS, per svolgerlo efficacemente sarà necessaria una robusta cura ricostituente per gli esponenti diessini, visto che la presenza dei DS nelle giunte comunali, così come nei cda di importanti enti, non mi sembra sia stata sufficiente ad evitare fenomeni di illegalità diffusa e di cattiva amministrazione».
E' quanto ha dichiarato il capogruppo regionale di AN Alfredo Castiglione, a margine dei lavori del consiglio regionale di oggi.
«E' comprensibile che i DS cerchino ora di smarcarsi dagli amministratori coinvolti in prima persona nella tangentopoli abruzzese, ma tornare a proporsi come primi della classe nella battaglia per la legalità è – a dir poco – ridicolo. Come altrettanto ridicolo è continuare a ritenere Montesilvano, come hanno fatto esponenti politici illustri, un modello di amministrazione, parlando – a sproposito – di “cose belle fatte” e di “modello Montesilvano».
«Sciocchezze», ribatte Castiglione, «A Montesilvano – oltre al sistema di illegalità diffusa che è venuto alla luce – c'era un'amministrazione che con la sua inettitudine ha creato le premesse affinchè quel sistema diventasse ogni giorno più forte. L'evidentemente non casuale mancanza di regole certe, del piano del traffico, del piano regolatore, della commissione edilizia, ha fatto crescere la città nel disordine di quartieri abbandonati a se stessi e lasciato ampio spazio ad un potere arrogante che ha finito per anteporre gli interessi di pochi a quelli della collettività».

21/11/2006 11.08

MARINI INTERROGATO NON RISPOSE


Il “caso Montesilvano” ha fatto oggi il suo ingresso nell'aula del Senato. Ad inizio lavori, infatti, il senatore Andrea Pastore (Fi), ha «ritenuto doveroso rivolgersi pubblicamente» al Presidente Marini per domandargli se le dichiarazioni di domenica scorsa corrispondessero al reale pensiero del presidente e se egli intendesse in qualche modo dare un chiarimento.
Il Presidente Marini tuttavia non ha voluto rispondere in merito né chiarire alcun dubbio.
«Spiace prendere atto che il Presidente Marini, con il silenzio odierno, non ha dissipato i dubbi che può aver ingenerato con le sue dichiarazioni», ha commentato Pastore, «in tal modo, confermando implicitamente tali dichiarazioni, si finisce quasi con il giustificare il modo d'agire attuato dalla Margherita e dagli altri partiti di coalizione di centrosinistra nella città di Montesilvano».

21/11/2006 14.27

FORZA ITALIA: «I DS NON POSSONO TIRARSI FUORI»

«Non crediamo che i DS possano chiamarsi fuori dalle vicende di Montesilvano», lo affermano per Forza Italia, Nazario Pagano, Capogruppo in Consiglio regionale e Guerino Testa Coordinatore provinciale di Pescara, commentando le affermazioni dell'ex vicesindaco Savini, che parla di “sistema Margherita, perché noi DS non c'entriamo nulla”.
«Chiaramente – proseguono Pagano e Testa – la responsabilità penale è personale, ma quella politica deve essere ricondotta all'intera coalizione di centrosinistra. Riteniamo pertanto opportuno – aggiungono gli esponenti Azzurri – che tutti, dal Presidente Marini a scendere, debbano fare un'attenta riflessione sul modus operandi instaurato a Montesilvano, anche perché abbiamo il diritto di credere che lo sviluppo della città sia stato pesantemente frenato dal groviglio di interessi scoperto dagli inquirenti. Altro che modello vincente. E in ogni caso – concludono – nell'amministrazione della cosa pubblica la sostanza non può essere mai disgiunta dalla forma, che nel Comune di Montesilvano è stata calpestata per tornaconto personale sotto gli occhi di tutti: per questi motivi nessuno all'interno del centrosinistra può operare distinguo pretestuosi o accampare scuse».

22/11/2006 8.57