«Aziende artigiane, il peggior risultato dal 2002 ad oggi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un saldo attivo di appena 274 unità, frutto di una straordinaria performance del solo settore delle costruzioni e, all’opposto, di una caduta libera di tutti gli altri comparti. E’ la fotografia delineata dalla relazione, aggiornata al 30 settembre scorso, sull’andamento dei primi nove mesi del 2006 di iscrizioni e cancellazioni all’Albo dell’artigianato nella nostra regione: a rilevarlo è stata Movimprese, l’anagrafe di Infocamere che periodicamente analizza la consistenza delle imprese italiane.
«Si tratta del peggior saldo attivo degli ultimi cinque anni, ed è una conferma di quanto già i primi sei mesi dell'anno avevano delineato» spiega il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo.
Nel dettaglio, a fronte di 2.370 iscrizioni, ci sono state 2.096 cessazioni di attività: tra i settori, le penalizzazioni più pesanti ed evidenti riguardano il tessile-abbigliamento (-10); pelle e cuoio (-34); legno e plastica (-28); riparazione di beni personali (-62); trasporti (-55); riparazione veicoli (-10); e, per la prima volta, anche i servizi fanno registrare un pesante “meno 17”. Con il segno “più”, figurano invece, come detto, le sole costruzioni (+413), con l'alimentare protagonista di un buon +45”, il metalmeccanico di un “+10” e i servizi alla persona di un più modesto “+5”.

«Nei giorni scorsi, erano state diffuse stime sullo stato dell'economia abruzzese, ed in particolare sulla crescita del settore industriale. Purtroppo, per quanto attiene alle piccole imprese ed all'artigianato, le cifre di Movimprese suonano contraddittorie. Nel nostro campo, solo a cavallo tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007 si prevede quella piccola ripresa che invece sembra già investire le aziende di maggiori dimensioni» prosegue Di Costanzo, che ricorda come – in questa condizione – «resti di grande attualità la richiesta, rivolta alla Regione, di non gravare con ulteriori tasse il settore delle piccole imprese».
Tornando alle cifre, nello stesso periodo degli anni precedenti, il mondo dell'artigianato aveva fatto registrare risultati ben più consistenti. Così nel 2002, con 394; nel 2003, con 576; nel 2004 con 479; nel 2005 con 529.

A sottolineare ulteriormente la flessione in corso, il peso preponderante del settore edilizio rispetto al totale: oggi, infatti, il saldo attivo dell'edilizia rappresenta il 150% del saldo complessivo, mentre negli anni passati – quando pure il vento era favorevole a questo settore – raggiungeva il 70 per cento. Quanto alla forma giuridica, le società di persona crescono di 77 unità (su un totale di 6.073), le società a responsabilità limitata di 85 unità (su una consistenza di 784) a riprova, queste ultime, di un loro crescente dinamismo. Positivo, infine, il saldo su tutte e quattro le province: con 131 iscrizioni in più a Teramo, 66 a Chieti, 50 all'Aquila e Pescara fanalino di coda con 27.

18/11/2006 9.35