Gli imprenditori:«L’Enel ci penalizza». Nasce la vertenza elettrica

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1351

ABRUZZO. Un incontro con i vertici regionali dell'Enel per affrontare le problematiche lamentate dalle imprese elettriche abruzzesi e l'inserimento della "vertenza elettrica" nella prossima riunione del Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore) per iniziare un percorso che potrebbe far approdare la questione su un tavolo nazionale.
Viaggerà, quindi, su due binari paralleli l'impegno della Regione per fronteggiare la crisi del comparto che in Abruzzo interessa circa 800 lavoratori ed una quindicina di aziende qualificate, di dimensioni medio-piccole, che occupano da 20 a 100 unità ciascuna.
Sono le lineee operative emerse, ieri mattina, a Pescara, in Regione, nel corso di un incontro cui hanno partecipato l'assessore al Lavoro, Fernando Fabbiani, l'assessore all'Energia, Franco Caramanico, il segretario generale della Presidenza della Regione, Lamberto Quarta, ed i responsabili della aziende elettriche, riuniti nella sigla ANICLE e coordinati da Omero Di Crescenzo. Mancanza di investimenti da parte dell'Enel, assenza di un ampliamento della rete elettrica, lacune nella manutenzione programmata, regole sugli appalti particolarmente penalizzanti e problemi di fornitura di materiali, a detta dei rappresentanti delle aziende, starebbero alla base delle gravi difficoltà incontrate negli ultimi tempi.
Una situazione che rischia di mettere in ginocchio un intero settore e che, al tempo stesso, potrebbe creare grossi disagi all'utenza in caso di emergenze generate da maltempo o eventi straordinari.
Le aziende in questione, infatti, sostanzialmente forniscono manodopera all'Enel ed intervengono per eseguire allacci ed in caso di guasti. Oltre ad eventuali risvolti di carattere occupazionale, si prefigurano problematiche legate alla sicurezza ed alla qualità del servizio.
In tal senso, è stato anche avanzata l'opportunità di un interessamento della Protezione Civile. L'assessore Fabbiani, infine, si è mostrato disponibile, qualora ce ne fosse bisogno, ad individuare ammortizzatori come mobilità e cassa integrazione in deroga (quest'ultima può essere estesa fino a 26 settimane) che possono interessare anche aziende con meno di 15 dipendenti.

17/11/2006 14.33