L’Ordine apre un procedimento, il direttore de il Centro si dimette

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (9.33) PESCARA. Si è dimesso nella tarda mattinata di oggi il direttore “storico” dal 1996 del quotidiano Il Centro, gruppo Espresso-la Repubblica, Antonio Del Giudice, al vertice del giornale più letto della regione Abruzzo. LA NOTIZIA TROPPO GRANDE PER I GRANDI


AGGIORNAMENTO (9.33)


PESCARA. Si è dimesso nella tarda mattinata di oggi il direttore “storico” dal 1996 del quotidiano Il Centro, gruppo Espresso-la Repubblica, Antonio Del Giudice, al vertice del giornale più letto della regione Abruzzo.




LA NOTIZIA TROPPO GRANDE PER I GRANDI





«Motivi personali» sarebbe la causa ufficiale delle dimissioni anche se le prime voci parlano anche di un certo malumore all'interno della redazione sorto dopo le vicende emerse dal caso Fira.
Insieme all'inchiesta “Bomba” che ha coinvolto la finanziaria regionale, infatti, c'era stata una appendice molto particolare che ha riguardato proprio due giornalisti del noto quotidiano, il direttore, Antonio Del Giudice ed il redattore Maurizio Piccinino.
Legami evidenziati in alcune telefonate con l'ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, dove il direttore faceva riferimento ad un mutuo per una casa a Roma e nello stesso tempo concordava la linea dell'articolo sui guai giudiziari e le indagini in corso.
E proprio, ieri, l'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo ha deciso a maggioranza di aprire un procedimento disciplinare a carico dei due giornalisti che dovranno presentare entro 30 giorni le loro memorie difensive.
La notizia evidentemente nell'aria è stata immediatamente metabolizzata e così dopo una breve riunione con i vertici della redazione del giornale la decisione di «dimissioni irrevocabili».
Finisce un'epoca per il quotidiano più letto d'Abruzzo e per l'intera regione ed un sistema che proprio in queste ultime settimane ha dimostrato tutte le sue crepe.
Proprio il mondo della informazione locale, infatti, non è stata in grado di pubblicare la notizia del coinvolgimento eccellente (sebbene solo per motivi deontologici) che PrimaDaNoi.it, prima di tutti, seguita da uno sparuto gruppo di testate locali minori, ha diffuso non appena siamo stati in grado di farlo con assoluta certezza, costringendo in un silenzio sempre più grottesco i grandi quotidiani, silenzio che continua tutt'ora.
Entro lunedì dovrebbe arrivare il nuovo direttore che secondo voci ancora non confermate dovrebbe essere Luigi Vicinanza, ex direttore di “La Città” di Salerno.
A lui, la redazione di PrimaDaNoi.it e –mi permetto- tutti i nostri lettori, augurano un buon lavoro.

a.b.

16/11/2006 18.38

CHI ERA DEL GIUDICE: COSI' SI RACCONTAVA

Il 16 novembre del 1995 il direttore Antonio Del Giudice si era insediato nella redazione del Centro. Esattamente 11 anni dopo, il 16 novembre del 2006, lascia quello che ormai era diventato (come dice lui stesso) «un figlio adottivo che volente o nolente finisce per assomigliare al padre». Qualche mese fa Del Giudice si era raccontato al periodico Vario, la carriera da giornalista, la voglia di un riscatto sociale e la crescita di un giornale, Il Centro appunto.
«Arrivavo a Pescara con una bella esperienza di realtà nazionali e locali», raccontò del giudice alla giornalista Elvira Giancaterino. «Avevo cominciato da ragazzo, casualmente, con il Corriere dello Sport. Poi passai alla Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, con un contratto regolare, occupandomi di politica interna e sindacale».
E l'ex direttore continuava «sono il primo di sei figli e mio padre non era né avvocato né giornalista. Vendeva arance ad Andria. Ho sempre sentito in modo prepotente l'esigenza di un riscatto sociale. Avevo fame di nuove esperienze». «Scalfari è un maestro», continuava il racconto Del Giudice, «di quelli che ti insegnano anche le sottigliezze. Ho avuto un buon rapporto con lui e con le figlie». Poi arrivò il 20 novembre del 1995: «Mi hanno affidato il compito di guidare un processo di completa abruzzesizzazione della struttura. Abbiamo cominciato a ragionare da abruzzesi, cosa per me non troppo difficile, visto che le strade della transumanza passano a venti chilometri da casa mia ad Andria. Da caravella di pirati Il Centro oggi si è trasformato nel punto di riferimento istituzionale. Vent'anni fa, sarebbe stato impensabile che Remo Gaspari scrivesse sul Centro. Noi non siamo diventati gaspariani e lui non è passato al centro sinistra ma se ha qualcosa da dire lo scrive sulle nostre pagine. Quello che posso considerare come un figlio adottivo che, volente o nolente, finisce per assomigliare al padre, è un giornale curioso, tanto da capire con un attimo d'anticipo quello che sta per accadere. Sobrio, perché non è più gridato e non crede al sensazionalismo di certi titoli. Tranquillo, nel senso che ha la giusta pacatezza e la serenità necessaria per seguire gli eventi.


Si insedierà ufficialmente domani mattina Luigi Vicinanza il nuovo direttore del quotidiano Il Centro.
Vicinanza è ex vicedirettore del Mattino ed ex capo della redazione napoletana di "La Repubblica". Dal 2004 lavorava a Salerno, dove dirigeva il quotidiano "La Città" (sempre del gruppo Espresso- La Repubblica), con una tiratura quotidiana di 9.500 copie al giorno. Un piccolo giornale diffuso nella provincia salernitana meno della metà della tiratura de Il Centro.
Vicinanza passerà così dalla direzione di un quotidiano cittadino ad uno regionale.

ORA PUO' ESSERE DATA LA NOTIZIA ANCHE SE DI SFUGGITA

E come per incanto, con le dimissioni ancora “calde” sul tavolo, cade il muro di omertà che ha caratterizzato le ultime due settimane.
Con le dimissioni di Del Giudice, infatti, sono arrivate le notizie (smozzicate e dando per scontato molti particolari utili alla comprensione) di «intercettazioni telefoniche sul caso Fira», la notizia del procedimento aperto dall'Ordine (dato con un giorno di ritardo e solo dopo le dimissioni), insomma evidentemente sono venute a mancare quelle motivazioni (che francamente ignoriamo) che avevano spinto le maggiori testate locali a sorvolare sulla notizia che ha avuto pure sviluppi giudicati rilevanti, ma solo oggi.
Evidentemente la notizia delle dimissioni si poteva dare quella delle intercettazioni telefoniche e sugli articoli “addolciti” no.
Quello che possiamo dire oggi è che nutriamo forti speranze perché situazioni tanto umilianti non si ripetano più in Abruzzo.
Che vengano a mancare patti che offendono la democrazia ed i diritti fondamentali dei cittadini e che non ritorneremo a scrivere mai più su questo tipo di argomento.
Sperando che la nostra regione, i nostri amministratori e la nostra gente sappia sfruttare le opportunità di cambiamento che il futuro ci offrirà.
Tutti noi, nessuno escluso, ne gioveremo.
Lo speriamo fortemente.

a.b.

17/11/2006 9.31