Uil «L’Abruzzo del malaffare che fa notizia una vergogna per i cittadini onesti»

Alessandro Biancardi

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ROMA. «La politica ha gravissime responsabilità sulla vicenda della Fira, le responsabilità sono del Governo Regionale precedente e non solo, nonché di tutto il suo apparato trasversale in cui si sono intrecciati interessi di natura privata calpestando quelli di natura pubblica ed i nominativi degli indagati unitamente a quanti sono stati tratti in arresto la dicono lunga». C’è anche il coordinamento nazionale della Uil beni e attività culturali che interviene sulla vicenda Fira. E’ il segretario nazionale, Gianfranco Cerasoli questa volta a pronunciarsi, in maniera diretta, sulle collusioni (per ora presunte) della politica.
«Le responsabilità del Governo Pace e dei suoi Assessori a partire da Vito Dominici in un paese normale imporrebbe quantomeno che si dimettessero dagli attuali incarichi di Consiglieri regionali e con loro tutti quelli che hanno accettato la nomina di un personaggio quale Giancarlo Masciarelli che non aveva i requisiti per poter diventare Presidente della Fira», sostiene Cerasoli.
«In passato mai un Procuratore della Repubblica aveva espresso un giudizio così netto, perentorio nei confronti di una scelta operata da un organismo politico. Trifuoggi nel rimarcare questo passaggio ha toccato il vero problema della politica e delle sue scelte poiché questo produce danni a tutti ,alla democrazia , alle istituzioni, all'economia ma soprattutto fanno aumentare la distanza che esiste tra i cittadini e la politica specie da parte dei cittadini onesti .
La sensazione, anzi la certezza che si ha, rispetto a quanto è avvenuto, è che vi sono responsabilità politiche che sono trasversali, le nomine alla Fira ed in tanti altri enti sia nella passata Consigliatura regionale che nell'attuale vedono coinvolti molti dei partiti di maggioranza e opposizione l'applicazione dello spoil system da taluni rivendicato come una panacea in realtà ha soltanto invertito le percentuali di occupazione e di lottizzazione senza cambiare quello che oggi fa ripiombare l'Abruzzo tra le regioni più citate nel senso più deteriore dalle cronache giudiziarie per il malaffare che dalla sanità quale settore piovra si allarga anche negli altri come l'industria».
Secondo il responsabile nazionale della UilBac un disavanzo di 124 milioni di euro dovrebbero far saltare sulla sedia «qualunque amministratore responsabile ed invece ci troviamo di fronte a leggi per aumentare le indennità dei consiglieri regionali oppure a disegni di legge che creano scorciatoie per alimentare ed ingrassare ulteriormente le strutture politiche di apparato che non sono al servizio dei cittadini ma solo di interessi che servono ad alimentare mercati e collocazioni di parte».
«La stessa Abruzzo Engineering società partecipata di Collabora», continua Cerasoli, «rappresenta la struttura di collocamento trasversale dei partiti di centrodestra e di centrosinistra.
Questi comportamenti su cui la magistratura si trova ancora una volta a svolgere una funzione sostitutiva della politica , rappresentano un costo enorme per i cittadini Abruzzesi in termini di nuove imposte e tasse ma soprattutto un costo elevatissimo in termini di credibilità e d'immagine nel panorama nazionale e non solo. Non sono bastati 14 anni dallo scandalo che colpì la Regione Abruzzo per l'affaire dei Pop e la vicenda Fira rappresenta una ulteriore tappa probabilmente ancora più grave che corre il rischio di cancellare dal panorama della politica regionale, partiti e uomini verso i quali non potrà esserci nessuna attenuante o giustificazione rispetto ai comportamenti malavitosi che vanno portati alla luce non solo nelle aule di giustizia ma anche all'attenzione dei tantissimi cittadini Abruzzesi onesti che chiedono di conoscere le responsabilità».

Al Presidente della Regione Abruzzo l'esponente sindacale chiede di formalizzare da subito con un atto di Giunta la decisione di costituirsi parte civile nella vicenda Fira e qualora ciò non dovesse avvenire chiede ai singoli assessori di manifestare pubblicamente la loro volontà personale di costituirsi parte civile così come lo chiedo a tutti i Consiglieri Regionali di maggioranza e di opposizione.
«Come cittadino abruzzese», conclude Cerasoli, «sono stufo di sentirmi dire in ogni riunione a cui partecipo a livello nazionale che l'Abruzzo ormai viene accomunata alle regioni dedite al malaffare agli intrecci con personaggi a cui lo spoil system ha solo permesso di cambiare casacca ma gli affari che facevano prima li hanno continuati a fare anche dopo. Come sindacalista ma soprattutto come cittadino che lavora fuori dalla propria regione insieme a tantissimi altri cittadini abruzzesi onesti costituiremo una associazione per la “ legalità dell'Abruzzo” che ci permetterà di costituirci parte civile contro quanti risulteranno responsabili dei reati e dei danni prodotti».

06/11/2006 14.25