«Accorpare i piccoli ospedali con i grandi»

Alessandro Biancardi

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«Accorpare i piccoli ospedali con i grandi»
CHIETI. Il senatore Giovanni Legnini interviene sul Piano Sanitario Regionale, lanciando una proposta per non far morire i piccoli presidi ospedalieri e non creare disagi alla popolazione interna.
Per risparmiare e razionalizzare la Sanità il senatore Giovanni Lignini (Ds) propone «gli accorpamenti dei presidi di Gissi con Vasto, di Casoli con Lanciano, di Guardiagrele con Ortona o Chieti», per quel che riguarda la Provincia di Chieti.
In questo modo si procederà «per non rischiare che i piccoli comuni aggravino la loro emarginazione. Occorre», continua Legnini, «fare tutto il possibile per evitare tensioni e rotture con ampi territori».
Per il senatore Ds «saranno i direttori generali di Chieti e Lanciano - Vasto, a riorganizzare sui singoli presidi l'offerta ospedaliera, in linea con gli obiettivi di risparmio prefissati dalla Giunta regionale. Il Presidente della Giunta, Ottaviano Del Turco, ha più volte dichiarato che nessun ospedale verrà chiuso. Proviamo a dare concretezza a tale affermazione, ponderando ogni soluzione che eviti l'ulteriore impoverimento delle nostre aree interne».
E con questa alternativa si potrebbe«ottenere una ristrutturazione aderente alle caratteristiche e ai bisogni di quei territori e di quelle popolazioni».
Il governo abruzzese è impegnato da mesi a ripianare l'enorme deficit che produce il sistema sanitario regionale, adempiendo anche agli obblighi imposti dal Governo centrale, in virtù delle disposizioni previste dall'ultima legge finanziaria.
«Si tratta», ricorda Legnini, «di un'impresa di rilevanza storica, che consentirà, se conclusa con successo, di pareggiare i conti, di sbloccare le ingenti risorse statali, e di restituire ai cittadini abruzzesi un sistema più efficiente, meno costoso e più aderente ai nuovi bisogni sanitari» All'interno del Piano la scelta che più di altre sta producendo tensioni e preoccupazioni sul territorio, è costituita proprio dalla ristrutturazione della rete ospedaliera. Il ruolo dei grandi e medi ospedali, il rapporto con i privati, la razionalizzazione di reparti che erogano gli stessi servizi in ambiti territoriali ristretti, il destino dei piccoli ospedali dell'interno, costituiscono i punti cruciali delle decisioni che dovranno essere assunte nelle prossime settimane.
E stato così annunciato il sostanziale declassamento di cinque piccoli ospedali che dovrebbero essere denominati "ospedali di comunità", localizzati nei Comuni di Gissi, Casoli, e Guardiagrele in Provincia di Chieti, Pescina e Tagliacozzo in Provincia de L'Aquila.
«Il timore delle popolazioni», conclude Legnini, «dei sindaci e degli operatori è che tale declassamento possa preludere ad un sostanziale smantellamento dei suddetti presidi ospedalieri».
06/11/2006 9.06