Finanziaria. Ora scioperano anche gli Atenei abruzzesi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

867

ABRUZZO. In assenza di risposte positive da parte del Governo, sarà proclamata in tutti gli atenei, anche abruzzesi, una giornata di sciopero dell’Università per il giorno 17 novembre 2006 ed indette assemblee per illustrare e discutere i contenuti e gli obiettivi della giornata di lotta. La decisione scaturisce dopo la lettura del corposo testo del disegno di legge per la Finanziaria 2007 che, per la federazione Cisl università, induce a considerazioni molto serie.
Secondo la Cisl ci sarebbe «l'inesistenza di un progetto complessivo di sviluppo del sistema universitario», inoltre saremmo in presenza di «una ridotta entità delle risorse destinate ai rinnovi contrattuali per i lavoratori del pubblico impiego».
Va infatti precisato che i fondi previsti il 2006 non sono superiori a quelli stanziati lo scorso anno per tale finalità.
«Inoltre», spiegano alla Cisl Università, «si constata che nonostante le richieste pressanti di aumenti del Fondo di funzionamento ordinario (il Fondo che annualmente il Ministero destina a tutte le Università italiane) il lievissimo incremento è inferiore al tasso di inflazione e che saranno i bilanci universitari a farsi carico dei rinnovi contrattuali; bilanci che hanno già subito una decurtazione del 10% con il Decreto Bersani-Visco, approvato nello scorso mese di luglio. E poi crediamo che le azioni volte a fermare la fuga dei cervelli dall'Italia e a incentivare il rilancio qualitativo dell'alta formazione non possono essere sostenute con la decurtazione del 50% delle progressioni economiche connesse agli automatismi stipendiali di docenti e ricercatori universitari che penalizza la carriera di quelli più giovani».
«Non è stata ritagliata sulle esigenze più volte manifestate dagli operatori accademici l'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca. L'Authority avrà il compito di valutare la qualità delle attività accademiche e in base al merito ed alla produttività di ciascun ateneo distribuirà il Fondo di funzionamento ordinario».
«Come possiamo esser sicuri - si domanda il comparto universitario - dell'assunzione di 3.000 giovani ricercatori se ancora siamo in attesa di un provvedimento che consenta l'assunzione definitiva dei tanti lavoratori precari indispensabili al funzionamento delle istituzioni universitarie, dell'AFAM e della Ricerca promesso da più di un anno dalla Funzione Pubblica e, genericamente, inserito nel testo del disegno di legge della Finanziaria?».
Queste considerazioni su finanziamenti insufficienti, mini-riforme unilateralmente progettate, lasciano abbastanza perplessi il sindacato e, limitatamente all'università, si esprime «un giudizio critico sulla Finanziaria 2007 non disdegnando la mobilitazione di tutti i lavoratori del comparto se non verranno recepite le giuste richieste di modifica».

23/10/2006 8.18