Finanziaria, parte anche in Abruzzo la mobilitazione delle Pmi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una forte critica alla legge finanziaria ed un appello alla mobilitazione di concerto con le altre organizzazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese: è quanto scaturito dalla riunione della Presidenza regionale di Confesercenti Abruzzo, tenutasi a Pescara alla presenza dei dirigenti di tutte le organizzazioni aderenti al sistema Confesercenti.
L'organizzazione lancia anche in Abruzzo insomma la mobilitazione delle Pmi in atto in tutta Italia.
La Presidenza regionale di Confesercenti ha redatto un documento di forte critica nei confronti di alcuni aspetti della Finanziaria.
«Nel 1996 – si legge nel documento – con il ministro Visco, le principali associazioni delle Pmi, Confesercenti in prima linea, hanno sottoscritto un accordo che fra l'altro prevedeva di avviare un processo per consentire il progressivo superamento della valenza fiscale dello scontrino e della ricevuta fiscale, legandolo al rispetto dei singoli studi di settore. Trascorsi dieci anni» sottolinea ancora il documento di Confesercenti Abruzzo «nel corso dei quali abbiamo contribuito a perfezionare e migliorare gli studi di settore facendone comprendere la bontà e le finalità, non senza difficoltà, alle nostre imprese, ci troviamo a dover constatare che l'impegno assunto, e recentemente ribadito, è venuto meno. Anziché semplificare, si opta ancora per una politica di accanimento sanzionatorio contro il mondo delle Pmi e del lavoro autonomo». Confesercenti contesta il fatto che «basta una dimenticanza, e il mancato rilascio di un solo scontrino fiscale per un caffè, una bibita od altro e scatta la chiusura per almeno 15 giorni. È così che si combatte l'evasione? È così che si rilancia lo sviluppo del nostro sistema economico? Ci si chiede di inviare per via telematica i corrispettivi, ci si dice che è necessario aumentare i nostri contributi previdenziali, ci si ripete che gli studi di settore devono essere rivisti, ci si chiede insomma di collaborare. Ma questa dello scontrino è inaccettabile».

Solo ad agosto, in occasione del decreto Bersani-Visco, ricorda la presidenza abruzzese di Confesercenti, nella prima stesura era stato inserito il superamento della validità dello scontrino fiscale. Ma ora «a questa marcia indietro diciamo no, e diciamo no a vanificare un lavoro che per anni abbiamo condotto, non possiamo tollerare l'accusa di essere la causa dell'evasione del nostro Paese».

Da qui la decisione della Presidenza regionale di Confesercenti di mobilitarsi in tutto il territorio abruzzese e di promuovere iniziative anche a livello regionale, per sostenere gli emendamenti presentati dalla Presidenza nazionale dell'organizzazione e chiedere di modificare la Finanziaria. La Presidenza abruzzese auspica inoltre di poter agire unitariamente alle altre organizzazioni che a livello nazionale hanno creato il cartello delle Pmi. Nei prossimi giorni sarà reso noto il calendario delle prime mobilitazioni.

19/10/2006 12.06