Caro autostrade: parlamentari scrivono a Di Pietro e cittadini protestano

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nonostante la sentenza del Tar, le tariffe non sono state abbassate. I cittadini protestano e annunciano che si rivolgeranno al giudice di pace per riottenere ogni singolo euro versato in più.

ABRUZZO. Nonostante la sentenza del Tar, le tariffe non sono state abbassate. I cittadini protestano e annunciano che si rivolgeranno al giudice di pace per riottenere ogni singolo euro versato in più.

I parlamentari dell'Ulivo Nicola Crisci e Pina Fasciani e dell'Udeur Dante D'Elpidio, alla luce della sentenza del Tar Lazio che ha ritenuto illegittimi gli aumenti dei pedaggi sull'Autostrada dei Parchi, hanno presentato una circostanziata interrogazione al Ministro delle Infrastrutture Di Pietro che ricostruisce tutta la vicenda sin dall'affidamento della gestione da parte dell'Anas ad "Autostrade dei Parchi spa", gli obblighi presenti in convenzione ed i relativi impegni da rispettare in termini di sicurezza e completamento delle opere.
Il ministro risponderà mercoledì, 18 ottobre, alle ore 14.30, in Commissione Ambiente.
In questo caso, il governo, a seguito del pronunciamento della magistratura, farà chiarezza su una vicenda che ha visto la mobilitazione di cittadini, enti locali e parlamentari a fronte di un'acclarata ingiustizia perpetrata sulle tasche dei lavoratori pendolari e non corrispondente alle norme presenti nella convenzione tra proprietario ed ente gestore.

«La società concessionaria», scrivono i deputati al ministro, «ha applicato un aumento dei pedaggi autostradali pari a circa il 50 per cento delle precedenti tariffe e non sono state realizzate opere di riqualificazione ed ammodernamento tali da determinare un miglioramento della sicurezza stradale e della qualità dei servizi offerti all'utenza»

PROTESTE A COLLEDARA

Strada dei Parchi, nonostante la sentenza del Tar non ha ancora ridotto le tariffe e sabato mattina un gruppo di persone del comitato contro l'aumento dei pedaggi si è recato al casello di Assergi per denunciare alla polstrada la mancata osservanza della sentenza.
E adesso scatteranno anche le denunce: il comitato andrà davanti al giudice per vedere se esistono i presupposti dell'appropriazione indebita e del mancato rispetto della sentenza.
«Faremo ricorso singolarmente al giudice di pace per ottenere il rimborso delle somme pagate in più».
Con cause singole la società sarà quindi costretta a pagare tutte le singole spese processuali.

16/10/2006 13.56