Parco della costa Teatina: "si sta svendendo tutto agli speculatori"

Alessandro Biancardi

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LA DENUNCIA. “I cittadini devono sapere che il Parco della Costa Teatina non interessa a nessuno”. Così il consigliere provinciale Alex Caporale (Verdi) denuncia la mancanza di volontà di tutelare l’ex tracciato ferroviario e le aree ad esso connesse.
“Intorno al progetto”, continua Caporale, “si sono fatte tante belle chiacchiere, molte riunioni e convegni, ma nei fatti manca la volontà di cogliere questa preziosa occasione per tutelare l'ultimo tratto di costa abruzzese che ha mantenuto le caratteristiche della tipica macchia mediterranea”
“E allora rischiamo di ritrovarci anche in questo tratto di costa uno sfruttamento turistico stile Rimini-Riccione, con buona pace di tutte le buone intenzioni manifestate a destra e a sinistra di concepire su queste aree uno sviluppo turistico nell'ottica della sostenibilità, della valorizzazione dei prodotti tipici, della valorizzazione dei beni artistici”.
L'istituzione di una Riserva, come concepita dai Verdi “non è di ostacolo allo sviluppo, è soltanto un metodo affinché lo sviluppo di quelle aree avvenga con criteri uguali e garantiti per tutti i Comuni”, in una visione globale e totale della intera area affinché ci sia un'unica “cabina di regia”, che con i 150 metri di fascia di protezione proposta.
Ma secondo quanto denuncia Caporale non c'è stato nulla da fare: “con motivazioni confuse e generiche ci si avvia ad una sonora bocciatura della nostra proposta. Si sta svendendo agli speculatori più meschini l'ultimo stupendo tratto di costa mediterranea rimasto integro in Abruzzo. E mentre in Sardegna ed in altre regioni si approvano norme severe per impedire gli scempi sulla costa, in Abruzzo si accolgono gli speculatori ed affaristi rimasti senza lavoro”.

13/10/2007 15.00