Illegittimi gli aumenti dei pedaggi autostradali

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1285

Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittimi gli aumenti tariffari dei pedaggi autostradali applicati dal primo gennaio 2006 dalla società Strada dei Parchi sulla A24 e A25.
Lo ha reso noto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, dopo aver avuto conferma che il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato dall'avvocatura della Regione Abruzzo e della Regione Lazio.
La sentenza del Tar, la 9917/06 depositata ieri, di fatto boccia la decisione della società Strada dei Parchi che aveva applicato aumenti tariffari a partire dal primo gennaio 2006 sulle tratte delle autostrade A24 e A25.
In base a quella decisione, il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, avevano costituito un pool di avvocati ed esperti per adire il giudizio del tribunale amministrativo romano e chiedere la declaratoria di illegittimità del provvedimento e quindi annullare gli aumenti tariffari. I giudici amministrativi romani hanno accolto l'istanza delle due Regioni. La decisione di annullare gli aumenti si riferisce ai soli incrementi partiti dal primo gennaio 2006.

SI TORNA DAVANTI AI GIUDICI… E NON FINISCE QUA

Si tornerà davanti ai giudici il prossimo 8 novembre per la discussione dei ricorsi proposti in via autonoma dalla Provincia nonché dalla Regione Abruzzo e dalla Comunità Montana del Gran Sasso.
«Dopo il rìgetto del nostro ricorso da parte del Tar Abruzzo, nel luglio scorso, – spiega il presidente Ernino D'Agostino – abbiamo aderito, insieme alla Regione Abruzzo e alla Comunità Montana del Gran Sasso, a quello presentato dalla Regione Lazio. Dopo questa prima vittoria rimane in piedi l'azione autonoma che abbiamo avanzato contro Anas e Società dei Parchi per l'annullamento degli aumenti tariffari negli anni precedenti il 2006, a partire dal 2003, e per il risarcimento dei danni».
Una sentenza, quella di giovedì scorso del Tar Lazio che, secondo D'Agostino, è destinata a fare giurisprudenza in materia di tariffe autostradali.
«D'ora in poi, aumenti automatici senza nessuna contropartita agli utenti, ai cittadini che pagano tasse e tariffe, risulteranno sicuramente meno facili – commenta – è stato ristabilito un principio di equità e giustizia mentre è stato rafforzato il ruolo di tutela degli enti locali nei confronti delle collettività amministrate».
I giudici del Tar Lazio, nella motivazione della sentenza, fanno riferimento a quanto prescritto dalla delibera CIPE 319/96 che ha introdotto il metodo del cosiddetto «price cap per la revisione delle tariffe di pedaggio autostradale» prevedendo che gli adeguamenti si ancorino «all'attuazione del programma di investimenti previsto dal piano finanziario, secondo l'indicatore di produttività».
«Ciò comporta – scrivono i giudici - che gli adeguamenti annuali della tariffa non possono essere automatici, ma si giustificano in relazione agli investimenti che il concessionario effettua (e di cui ha dato indicazione nel piano economico-finanziario), essendo volti a garantire la remunerazione degli interventi compiuti».
Investimenti non effettuati da Strada dei Parchi. Scrivono i giudici:«è agevole rilevare che a fronte dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e delle nuove opere previste nel piano finanziario, risultino invece: la sola progettazione di alcune opere e impianti (Galleria di San Rocco, galleria del Gran Sasso, barriere di sicurezza) e non la loro realizzazione; la mera consegna dei lavori di raddoppio della tratta Villa Vomano/Teramo, anziché la realizzazione e l'imminente completamento; la mera progettazione definitiva di complanari e della terza corsia nel tratto barriera est di Roma, via P. Togliatti e galleria Pittaluga, invece della esecuzione e definizione nei tempi previsti».
Quindi, secondo il Tar, la Società dei Parchi non ha realizzato quanto previsto e l'Anas
«ha omesso di svolgere i compiti di vigilanza e controllo assegnati dalle disposizioni normative».
«In attesa dell'udienza di novembre – conclude il Presidente – stiamo verificando con gli avvocati le modalità con le quali i cittadini potranno chiedere il rimborso delle somme illegittimamente incassate dalla Società dei Parchi».
I ricorsi sono il frutto di un lavoro di concertazione fra gli enti locali attraverso un pool di avvocati composto da: Vincenzo Cerulli Irelli e Paola Di Salvatore per la Regione Abruzzo; Gennaro Terraciano per la Regione Lazio; Antonio Zecchino e Paolo Grassi per la Provincia di Teramo, Paolo Galassi per la Comunità Montana del Gran Sasso.
Grande soddisfazione viene espressa anche dal presidente della Comunità Montana del Gran Sasso, l'ente che per primo, nel 2004, avviò la battaglia legale contro la società autostrade chiedendo l'accesso agli atti.
«Questa vittoria è la dimostrazione che non eravamo dei visionari – dichiara Alfredo Di Varano – e che le società che gestiscono servizi pubblici non possono farlo al di fuori delle regole e degli accordi. Adesso ci auguriamo che anche gli aumenti del passato vengano dichiarati illegittimi».
Una curiosità. Piero Marrazzo, oggi presidente della Regione Lazio, si era occupato di questa vicenda da conduttore di “Mi manda Rai Tre”. In una puntata andata in onda due anni fa aveva dato voce alle proteste dei cittadini di Isola del Gran Sasso, i quali, dopo gli aumenti, costituirono un apposito comitato contro Società dei Parchi.

7/10/2006 12.45

REGIONE PRONTA AL DIALOGO

Il Presidente Ottaviano Del Turco auspica l'avvio di un dialogo nuovo con la concessionaria, un confronto che poggi su basi più rispettose del ruolo degli interlocutori istituzionali come Comuni, Province e Regione.
«Per ora c'è stato solo il primo round» ha tenuto a precisare Del Turco «ma vorrei che passasse il messaggio che non c'è parte del territorio abruzzese in cui non valgano le regole del rispetto dei patti e del ruolo delle Istituzioni nell'indurre le società concessionarie all'osservanza dei propri doveri». Intanto, in attesa che vengano conosciute appieno le motivazioni della sentenza, «la Regione è pronta ad un dialogo capace di far uscire il confronto dalle aule dei Tribunali» ha concluso il Presidente «e di farlo rientrare nell'alveo più naturale di rapporti animati da reciproco e rinnovato rispetto».

07/10/2006 16.49




LE POLEMICHE DEI MESI SCORSI