Integrazione degli alunni figli di immigrati: Abruzzo primo nel Centro-Sud

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Con l'inizio dell'anno scolastico il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso pubblici i dati sulla presenza di alunni stranieri nelle nostre scuole. L’Abruzzo spicca tra il Centro-Sud.

ABRUZZO. Con l'inizio dell'anno scolastico il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso pubblici i dati sulla presenza di alunni stranieri nelle nostre scuole. L'Abruzzo spicca tra il Centro-Sud.


All'apertura dello scorso anno scolastico gli alunni con cittadinanza non italiana erano circa 430.000, con una incidenza di quasi il 5% nel totale della popolazione scolastica.
L'aumento nel triennio 2003/2005 è stato in media di 65.000 unità all'anno.
Nell'anno scolastico iniziato si stima che il totale degli alunni stranieri raggiunga le 500.000 unità.
Da questo studio l'Abruzzo emerge come regione capofila di tutto il centro-sud per l'integrazione scolastica.
L'incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana sul totale degli alunni abruzzesi per ogni ordine scolastico è di circa il 4%, oltre il triplo della media delle regioni del sud, ferma all'1,2%.
Ancora più indicativa di questo straordinario risultato – che avvicina la nostra regione al nord d'Italia – è la sua equilibrata ripartizione nelle singole scuole, dell'infanzia con il 3,5%, della primaria con il 4,7%, della secondaria di primo grado con il 4,6% e della secondaria di secondo grado con il 2,0%.
Questo dato positivo, che rivela la capacità del sistema scolastico regionale abruzzese di rendersi anche laboratorio di coesione sociale, sembra dovuto all'azione di diversi fattori:
- la capacità e lo spirito di accoglienza che storicamente
caratterizzano gli abruzzesi;
- la sintonia degli enti locali con il mondo della scuola: Regione,
Province e Comuni hanno saputo relazionarsi in modo positivo con Università, associazioni di immigrati e di volontariato, famiglie e mediatori culturali per valorizzare i progetti didattici e le esperienze di docenti e di dirigenti scolastici;
- la capacità dei docenti abruzzesi e l'attività di formazione avviata
da alcuni anni che li ha preparati alle prassi ed alle modalità attraverso le quali favorire la piena integrazione degli alunni figli di immigrati, insegnando loro la nostra lingua e la nostra cultura ed al tempo stesso valorizzando le loro differenze culturali.
«Esattamente quanto considerato nei giorni scorsi dal Ministro Fioroni secondo il quale l'immigrazione, soprattutto nella scuola, non va vista come "un'invasione"», spiega Carlo Costantini, della Commissione cultura del governo, «ma come " una straordinaria opportunità per un'educazione più ricca e capace di guardare oltre i confini nazionali ed europei e di stimolare il dialogo e lo scambio interculturale". In Abruzzo emerge, quindi, una scuola all'altezza dei difficili compiti che la attendono, capace di far dialogare la molteplicità delle culture entro una cornice di valori condivisi. Un risultato positivo, ma non un traguardo; piuttosto un punto di partenza affinchè la scuola abruzzese possa sempre più distinguersi per la capacità di formare nuove generazioni nel segno del dialogo, dell'arricchimento culturale reciproco e della pace».

25/09/2006 13.55



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