«L’indecenza dello sperpero dei fondi per la Cultura deve finire»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C’è di tutto dentro: associazioni culturali più o meno travestite, quelle sportive, persino il Comune di Guardiagrele e quelle che qualche dubbio lo insinuerebbero a chiunque. E’ l’esercito delle associazioni culturali finanziate dalla Regione anche se molte di queste contano pochissimi iscritti. ECCO L’ELENCO COMPLETO DELLE ASSOCIAZIONI E DEL CONTRIBUTO PUBBLICO. CHI SONO E COSA FANNO: NEI COMMENTI PARLACI DELLE ASSOCIAZIONI CHE CONOSCI


ABRUZZO. C'è di tutto dentro: associazioni culturali più o meno travestite, quelle sportive, persino il Comune di Guardiagrele e quelle che qualche dubbio lo insinuerebbero a chiunque.
E' l'esercito delle associazioni culturali finanziate dalla Regione anche se molte di queste contano pochissimi iscritti.


ECCO L'ELENCO COMPLETO DELLE ASSOCIAZIONI E DEL CONTRIBUTO PUBBLICO.


CHI SONO E COSA FANNO: NEI COMMENTI PARLACI DELLE ASSOCIAZIONI CHE CONOSCI




Perché, per esempio, non dubitare di una associazione sportiva che si chiama “Il Crampo”?
Che garanzie può offrire con quel nome?… uno già si immaginerebbe la prestanza fisica degli associati.
Che dire dell'Associazione “Dobbiamo fare qualcosa”.
Sì, ma cosa?
La legge non lo chiede loro e loro non lo dicono.
Poi si va dal “Muretto” al “Trivio” e via via tutto il gruppo con parrocchie, cori e proloco.
Le associazioni più “disgraziate” (solo 500 euro all'anno) sono le Pro Loco di Villa Romana Carsoli, Roccacasale, Santa Restituta, l'Uptem di Avezzano.
Quelle più fortunate sono l'Associazione regionale per la promozione sociale (70mila euro), L'Aquila Basket e “Il pane e le rose, Abruzzo nel Blues di Campli” (50mila), “Cultura e comunicazione” (45mila), Aria Nuova (41mila), Comune di Guardiagrele (40mila).
Un universo che opera (nel miglior dei casi) ognuno provando a dare il proprio contributo nel campo della Cultura (qualche volta la “c” è minuscola).
Moltissimi sodalizi sono sconosciuti ai più ma c'è da scommetterci per quanto piccole hanno il loro santo di riferimento in paradiso.
Solo pochi giorni fa le polemiche sono divampate -come sempre del resto. La nostra regione in tema di finanziamenti a pioggia alle associazioni culturali ha una lunghissima e umiliante tradizione.
Ma a cosa servono poi tutte le polemiche? IN passato a nulla.
Anche perché la flebile indignazione pubblica viene presto sostituita da un nuovo argomento di conversazione.



ECCO L'ELENCO COMPLETO DELLE ASSOCIAZIONI E DEL CONTRIBUTO PUBBLICO.




LA CGIL: «SIAMO AL MEDIOEVO… ANZI NO AL PALEOLITICO»

La questione è aperta e insoluta: «dal punto di vista della gestione della cultura l'Abruzzo è ferma al Medioevo».
Queste le parole di Domenico Ronca, della Cgil Abruzzo, che oggi ha illustrato l'idea del sindacato di una nuova legge regionale per il riordino del settore.
Si è parlato di linee guida e di obiettivi da raggiungere affinché le enormi somme -che superano di gran lunga i 5 milioni di euro- servano realmente allo sviluppo di un mondo fortemente in crisi negli ultimi anni.
Se, però, per il delegato regionale del sindacato da questo punto di vista siamo fermi «al medioevo», diverso e peggiore è il giudizio di un osservatore esterno, Silvano Conti, della segreteria nazionale della Cgil, che ha bollato come «rimasta al paleolitico» la gestione del settore cultura. Insomma di male in peggio.
Giudizi che offendono la dignità della nostra regione ma che celano una sacrosanta verità.
Giudizi imputabili soltanto alla scelleratezza di una intera classe politica, indistinguibile, che da decenni continua a dilapidare e sperperare denaro pubblico con «chiari intenti elettorali».

«Basta con questa politica “marchettara”», «questo modo di gestire offendere il cittadino», «è una vergogna continuare su questa strada», «è opportuno che l'Abruzzo si mette al passo coi tempi», «è necessario sfruttare al meglio questi fondi per sollevare un settore in profonda crisi».
Veri e propri cazzotti nello stomaco dei signori politicanti che però lo stomaco sembrano averlo di gomma.
E così dopo le polemiche degli anni scorsi dei fondi e pioggia alle associazioni culturali elargite all'epoca dalla giunta Pace, pochi giorni fa lo stesso metodo è stato utilizzato dalla giunta Del Turco il quale meno di 24 ore dopo sul principale quotidiano abruzzese sentenziava: «sarà questa l'ultima volta».
Sbagliato il tempismo, inutile il proposito. Scorretto il tentativo.
Sta di fatto che grazie alla giunta di centrosinistra 1174 associazioni culturali -di cui spesso non se ne conoscono le gesta- riceveranno cifre anche ingenti senza un controllo effettivo sulle attività effettivamente svolte e messe in campo.
E i 5 milioni distribuiti a destra e a manca con l'unico imperante criterio della “simpatia” e “dell'amico di” non serviranno a creare alcun valore aggiunto per il territorio ma a creare un serbatoio di gratitudine utile al momento del voto.
E dire che questi sono solo i fondi a disposizione della Regione; a questi vanno aggiunti i fondi per la cultura di Comuni e Province (che utilizzano gli stessi metodi).
«Una situazione che per civiltà e il decoro deve assolutamente finire», dice Silvano Conti della Cgil, «per questo speriamo di trovare una sponda nel centrosinistra per l'elaborazione di un progetto di legge. Sappiamo che anche l'assessore Mura è impegnata a stilarne uno e crediamo di poter intavolare un discorso costruttivo per risolvere finalmente questo problema e rilanciare il settore. Perché è chiaro che con i fondi a pioggia non si raggiunge alcun obiettivo e non si risana alcun settore».

GLI OBIETTIVI DELLA NUOVA IPOTESI DI LEGGE

Le priorità della redigenda legge-quadro secondo la Cgil sono chiari:
1) occorre prima di tutto raggiungere il fine di promuovere e valorizzare le iniziative culturali più importanti e di valore magari legate al territorio.
2) È necessario coordinare le diverse fonti di finanziamento in un solo ufficio che possa essere ad esempio l'assessorato alla cultura evitando così troppe voci in capitolo.
3) Devono essere evidenziati poi criteri e rapporti precisi fra il costo di un evento e il finanziamento erogato cosa che al momento non avviene. Non esiste infatti alcun legame tra i parametri ma semplice arbitrarietà e discrezionalità. I soldi ricevuti, per assurdo, possono andare a pagare le spese di una sagra o quelle della cena o di un viaggio dei soci.
4) Una volta erogati i fondi bisognerà effettivamente valutare e verificarne l'utilizzo.
5) La nuova legge dovrà favorire la legalità ed il rispetto delle norme e dei contratti di categoria così come le norme tributarie e previdenziali
6) I fondi necessariamente dovranno essere razionalizzati e concentrati su pochi e qualificati eventi affinché possano realmente svilupparsi e dare lustro e visibilità all'Abruzzo.


22/09/2006 9.37