Abruzzo in rosso: «4 mila miliardi di vecchie lire il nostro buco»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1144

L’AQUILA. L’assessore al bilancio D’Amico, rivela, voce per voce, tutti i connotati di un buco economico dalle dimensioni imbarazzanti.

L'AQUILA. L'assessore al bilancio D'Amico, rivela, voce per voce, tutti i connotati di un buco economico dalle dimensioni imbarazzanti.



Il deficit della Regione Abruzzo è pari a 2miliardi e 214mila di euro, ovvero 4 mila miliardi di vecchie lire. Due terzi di questi sono stati accumulati solo negli ultimi 5 anni e il futuro non sembra tra i più rosei.
Così l'assessore al Bilancio D'Amico, spiega questa mattina in una intervista rilasciata al quotidiano Il Centro le difficoltà di rimettere in piedi una situazione disperata.
Ma appena qualche giorno fa la Regione stessa ha concesso finanziamenti a pioggia ad oltre 1500 associazioni. Meno di 42 ore dopo è arrivata la “rassicurazione” del presidente Del Turco: «non finanzieremo più sagre degli arrosticini». Anche perché tutto quello che si poteva spendere si è speso. E non mancano anche decisioni dubbie circa l'assegnazione di emolumenti a tutti i coinsiglieri regionali per i portaborse o la creazione di un ufficio di “assistenza” del presidente che porterà nuove voci nei capitoli dedicati alle spese.

Nell'intervista l'assessore assicura: «Questa per noi sarà davvero l'ultima volta che assegneremo risorse in questo modo». Ma dopo di “noi” potrebbe arrivare qualcun altro non con le stesse nobili intenzioni e si rischia di non colmare mai un buco dalle dimensioni imbarazzanti.
«Con la manovra finanziaria», continua l'assessore nell'intervista, «abbiamo imboccato la via del risanamento dei conti» e sembra che non accadrà più «che la Regione assegni risorse che in realtà non ha». Ovvero arriveranno nuovi soldi a pioggia ma con garanzie di copertura.

Ma di quanto è in rosso il conto dell'amministrazione regionale? E' lo stesso D'Amico che fa i calcoli: «il bilancio consuntivo per il 2005, fissa la dimensione complessiva dell'indebitamento regionale pari a 952 milioni di euro rappresentato da obbligazioni e circa 300 mln di euro rappresentato dal disavanzo di amministrazione». A questo si aggiunge il debito del sistema sanitario regionale «per 962 mln di euro (di cui 682 mln già cartolarizzati con una rata annuale, che sottrae risorse alla quota di fondo sanitario, pari a circa 56 mln). Dunque, un debito complessivo a cui occorre far fronte pari a 2 miliardi e 214 milioni di euro)
Numeri che fanno girare la testa.

«La Legge Finanziaria per il 2006», ha aggiunto D'Amico, «ha sofferto una riduzione grave di risorse di parte corrente per tutti i settori, avendo trasferito circa 140 mln di euro al sistema sanitario a parziale copertura del maggior riparto deliberato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per il servizio sanitario abruzzese elevando lo stanziamento per il Servizio Sanitario Regionale a 1 miliardo e 830 milioni».
E l'assessore assicura che «pur in condizione di seria difficoltà» la Giunta e la maggioranza in Consiglio Regionale, nell'approvare la Legge hanno compreso «la necessità di creare un nuovo modello di gestione entro i limiti delle risorse di bilancio». Il prossimo banco di prova sarà «l'approvazione del Documento di Programmazione Regionale che dovrà contenere obiettivi concreti e ben definiti, di alto valore programmatico e di forte rilevanza sociale, che siano ampiamente condivisi dal Consiglio Regionale. Esso dovrà consentire di strutturare con rapida efficacia un bilancio fortemente orientato a politiche di riferimento per la qualità e lo sviluppo della nostra Regione». Il tutto, lo confessa lo stesso D'Amico, lui lo farà «con ottimismo».

Anche il Presidente Ottaviano Del Turco, intervenuto alla Festa della Margherita, ha puntato l'attenzione, in prevalenza, sui nodi della sanità. «Abbiamo fatto e stiamo facendo un'operazione coraggiosa - ha sottolineato - Mentre sistemiano i conti della sanità non abbassiamo il livello dell'offerta dei servizi sanitari. Se queste scelte fossero state fatte prima avremmo già a disposizione 529 milioni di euro senza far pagare ai cittadini responsabilità che non sono loro».
Il Presidente ha quindi annunciato che «i 529 milioni di euro entreranno nelle casse regionali grazie alla nostra opera e con chiaro beneficio per tutti i cittadini».
Poi Del Turco ha ricordato che nella sanità regionale esistono casi paradossali citando, ad esempio, quello dell'ospedale di Avezzano dove, nel reparto di Medicina, risultano ben quattro primari. Poi ha attaccato coloro che, in questi giorni, si prodigano ad organizzare comitati di protesta contro la presunta chiusura di alcuni ospedali.
«Ci sono mascalzoni che girano in questa regione � ha accusato � che sanno che non chiuderà nessun ospedale ma già si stanno agitando. Alla fine, nessuna struttura chiuderà e loro pretenderanno di rivendicarne il merito. Noi intendiamo discutere con ciascun territorio sul modello di sanità che operatori e cittadini chiedono». Infine, il Presidente ha parlato di «segnali positivi che indicano come la regione Abruzzo si avvii verso un miglioramento con la ripresa del Pil e segnali straordinariamente positivi anche in alcuni settori dell'apparato industriale».

18/09/2006 11.00





GUARDA IL VIDEO