Caccia ai cinghiali: si parte tra mille cavilli, burocrazia e regole sconosciute

Alessandro Biancardi

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L'attesa, durata quasi nove mesi, è finita per i cacciatori “cinghialai” dell'Alto Vastese, e da “un'ora prima del sorgere del sole” di domani (domenica 17 settembre), come prescrive il calendario venatorio, gli “uomini dei boschi” potranno dedicarsi alla loro più grande passione, la caccia. Un'attesa avvelenata dalle polemiche per un calendario venatorio considerato troppo restrittivo e cavilloso, un calendario che ha subito varie modifiche dalla sua prima pubblicazione, l'ultima appena quattro giorni fa, e che non è escluso possa subire ancora dei ritocchi a causa di un fantomatico regolamento provinciale, pare ancora in fase di definizione, che incombe come una spada di Damocle.
«Non ci pare molto corretto pubblicare la versione definitiva del calendario appena cinque giorni prima dell'apertura della caccia, perché manca il tempo materiale per permettere una capillare diffusione e presa visione delle nuove norme da parte di noi cacciatori», hanno detto in molti, anche di quelli, la stragrande maggioranza, che non hanno modo di controllare il sito della Regione ogni giorno.
Vista la confusione che regna sovrana nel mondo venatorio, soprattutto in merito al prelievo della specie cinghiale, con le relative norme modificate, riscritte e abrogate già diverse volte dall'assessorato regionale che non ha fornito, in questa occasione, una grossa prova di efficienze e competenza, conviene fare davvero un servizio di informazione per i numerosi cacciatori dei centri montani che da domani mattina usciranno a caccia.
La caccia al cinghiale, la più praticata nell'Alto Vastese, è consentita «di norma, con il solo metodo delle battute con cani da seguita, con cacciatori organizzati in squadre».
Il numero minimo di componenti delle squadre è di quindici cacciatori e la composizione doveva essere comunicata all'ufficio provinciale competente entro la data dell'8 settembre, compilando un apposito modulo.
Prima dell'inizio della battuta, a cura del caposquadra, va compilato il “verbale di battuta”, aggiornato costantemente durante le fasi della caccia.
Per poter effettuare la battuta occorre un numero legale di presenze, fissato in sette cacciatori più il caposquadra.
Se dovesse venire a mancare tale numero legale, la battuta “deve essere immediatamente interrotta”. Ciascuna squadra può ospitare dei cacciatori “in misura non superiore ad un decimo dei componenti la squadra presenti alla battuta stessa”, quindi uno ogni dieci componenti iscritti e presenti. Durante la battuta al cinghiale è vietato abbattere altre specie di selvatico ed è consentita la detenzione delle sole munizioni a palla (slug).
Queste, in sintesi, le norme attualmente in vigore per il prelievo venatorio del cinghiale, salvo colpi di scena e modifiche dell'ultima ora.

Francesco Bottone 16/09/2006 10.56