Ds: «L'acqua, risorsa comune, tariffe differenziate»

Alessandro Biancardi

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Ds: «L'acqua, risorsa comune, tariffe differenziate»
ABRUZZO. È questa una delle linee guida dell'ipotesi di riforma sul sistema idrico che verrà presentata in consiglio regionale. Il gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra sta lavorando su un progetto che prevede un riordino delle competenze e della gestione dei vari ambiti del settore. In sintesi i punti della proposta di legge dei Ds.
La segretaria regionale Stefania Misticoni spiega in dettaglio: «il cittadino consumatore deve essere al centro di questa riflessione e di questi cambiamenti. Da anni le varie istituzioni devono cimentarsi con il necessario adeguamento del sistema. Questo governo regionale deve e vuole confrontarsi con questo problema».

LE TRE PAROLE MAGICHE

«Ci sono tre parole magiche. Efficacia, efficienza ed economicità del servizio. Il servizio offerto è disomogeneo in Abruzzo. E' necessario adeguare le reti idriche che creano sprechi diseconomici. Per questo i protagonisti devono essere gli enti locali. Basta con i carrozzoni, con gli enti puramente strumentali».
Evidente la necessità di una svolta, necessario un confronto ampio, una concertazione aperta non solo alla maggioranza.
La segretaria torna sul tema dell'economicità.
Necessario tenere basse le tariffe, che: «comprendono le voci di spesa degli enti di gestione, degli ATO, la composizione della tariffa è gravata anche dai piani d'ambito. Il piano d' investimenti deve essere in equilibrio con una tariffa contenuta».
Ma anche il sociale, e le differenze economiche dei singoli devono essere tenute in considerazione, con la definizione di tariffe che siano differenziate.


LA RIDEFINIZIONE DELLE FUNZIONI

«Va ridefinita la funzione degli Ato; per noi devono fare programmazione e controllo e l' ente gestore deve occuparsi della realizzazione».
Poi nel dibattito interviene Donato DI Matteo, Capogruppo regionale, che pone l'accento sulla necessità di una legge quadro sui servizi, per sopperire al ritardo dell' Abruzzo rispetto a molte altre regioni italiane.
La proposta portata avanti da una discussione interna del partito si basa su due punti, secondo il capogruppo :«le forme sostanziali di una riforma concreta dell'acqua, e l'apertura di una riforma complessiva, che razionalizzerebbe tutti i servizi offerti, con un'indubbia economicità per il cittadino».
Investire su una struttura che lavori su più servizi quindi, che permetterebbe di spalmare i costi. Necessario quindi «sviluppare grandi leggi riformatrici. Come partito abbiamo voluto dare questo contributo che pur individuando alcuni punti essenziali è pronto ad aprirsi a considerazioni e discussioni» .

I QUATTRO PUNTI DELLA RIFORMA

La riforma vede il suo cardine in quattro punti fondamentali.
«Il cittadino consumatore diventa il centro, l'efficenza dei servizi ed il contenimento delle tariffe, necessario un rilancio anche in vista di un'opportunità di lavoro per persone competenti e con specificità. Un'altra questione importante: il gruppo di lavoro che andrà creato e che dovrà essere costituito da membri del consiglio e della giunta. Un gruppo di lavoro che metta insieme un sistema, per creare una riforma complessiva. Questo è uno dei punti fondamentali».

DI MATTEO:«UN UNICO ATO MA PARTECIPATO DAI COMUNI»

Nel discorso del capogruppo un posto importante è occupato da quelle famiglie che hanno dei problemi reali a pagare tariffe a volte troppo alte, ragion per cui questo governo vuole fare «qualcosa di sinistra».
Per la realtà abruzzese l'opinione personale di Di Matteo è quella della creazione di un ATO unico, non un ente strumentale della regione, ma un ente partecipato dai Comuni, rappresentati in base a fasce legate al numero di abitanti.
Grazie a questo accorpamento del servizio gestionale, i piccoli comuni potrebbero avere un vantaggio in termini di gestione, penalizzante nel caso di piccole realtà che vedono piccole economie.
Anche i gestori, per il capogruppo dovrebbero essere riuniti «il gestore unico è una mia opinione personale, ma ritengo che in questa maniera l'Abruzzo potrebbe fare un salto in avanti. Come collegare l'ATO al gestore? Io dico che è necessaria un'autority, che io ho chiamato Agenzia Regionale Ambito e Controllo, che sia uno strumento composto da categorie sociali, associazioni ambientali, la presenza regionale, per farne un'osservatorio dei costi, che monitori e servizi e le tariffe. L'ho pensato a costo zero, perchè le persone che vi farebbero parte lo farebbero in maniera volontaria e gratuita».
Per quanto riguarda l'addizionale, prosegue Di Matteo: « deve essere proporzionata ai redditi dei cittadini. Tale addizionale la Regione deve spenderla per il disinquinamento dei fiumi abruzzesi, non gravando sulla fiscalità generale».

Alessio De Laurentiis

15/09/2006 15.11