Artigiani, semestre nero: ok le costruzioni, male il resto

Alessandro Biancardi

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Artigiani, semestre nero: ok le costruzioni, male il resto
ABRUZZO. Movimprese: giù L’Aquila, riparazione beni e trasporti. Mai così male da cinque anni. Il saldo peggiore degli ultimi cinque anni tra imprese iscritte e cancellate. Una provincia, L’Aquila, in evidente stato di affanno. Un solo settore, le costruzioni, in crescita costante.
E' la fotografia del sistema delle aziende artigiane abruzzesi così come lo delinea “Movimprese”, il sistema informativo delle Camere di Commercio italiane.
«Nel primo semestre del 2006 - spiega il direttore regionale della Cna abruzzese, Graziano Di Costanzo - la differenza positiva tra imprese iscritte e cancellate è stato pari a 80: per rintracciare un dato peggiore occorre risalire allo stesso periodo del 2001, quando il saldo fu di appena 53. A pesare negativamente sono state le cancellazioni (1.670 con una crescita di 189 sul 2005), a fronte di un dato sulle iscrizioni sostanzialmente immutato: 1769 contro le 1750 dell'anno scorso».
A detta della Cna, resta inalterata la “voglia di fare impresa”, ma si avvertono in pieno i segni preoccupanti delle difficoltà in cui versa il nostro apparato produttivo.
A confermare questa tesi, il fatto che tra le quattro province abruzzesi sia proprio quella segnata dalle maggiori difficoltà del proprio tessuto industriale, L'Aquila, a segnare il passo in modo più netto, con un saldo negativo di 30 unità. Tutto ciò, contro i segni moderatamente positivi delle altre tre province: +20 per Chieti, +16 Pescara e +74 per Teramo.

Tra i settori, il quadro che emerge dall'analisi dei dati di “Movimprese” segnala le continue performance positive del settore delle costruzioni: nei primi sei mesi dell'anno hanno realizzato un saldo attivo di 245 unità, frutto di 791 iscrizioni e 546 cancellazioni. Con l'edilizia, completano il quadro positivo (anche se di gran lunga distaccati), i settori alimentare e metalmeccanico, che registrano entrambi un saldo di 13 unità ciascuno, e del mobile (+11). Male, al contrario, tessile-abbigliamento (-15); pelle e cuoio (-22); legno (-20); manutenzione autoveicoli (-14); riparazione beni personali (-52); trasporti (-48). E male pure i servizi con –25, con quelli “alla persona” a quota –14.
«Certo, non sono solo i numeri su iscrizioni e cancellazioni a certificare lo stato di salute delle piccole imprese della nostra regione – avverte Di Costanzo - ma senza l'apporto decisivo delle costruzioni sarebbe emerso un quadro a tinte decisamente fosche. In tempi non sospetti abbiamo sostenuto che una drastica diminuzione di risorse finanziarie destinate al settore, come purtroppo avvenuto negli anni passati, avrebbe aumentato le difficoltà delle Pmi. La scelta di Giunta e Consiglio regionale di accrescere sensibilmente la dotazione prevista nel bilancio di previsione 2006 si muove ora nella direzione giusta. Attraverso questa via è possibile immaginare una inversione di tendenza dell'artigianato abruzzese nell'ultimo scorcio dell'anno, a condizione ovviamente che anche nei prossimi anni sia confermata la volontà di assegnare risorse adeguate al settore. E soprattutto che venga rapidamente riformata la legge-quadro di settore per introdurre quelle misure necessarie (soprattutto innovazione e modernizzazione) in grado di accrescere la competitività delle Pmi».

15/09/2006 8.18