Trasporti: Filt: «è ora di cambiare: oltre le nomine c’è di più…»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le sorti del settore trasporti sempre più difficili e c’è il rischio che si presenti una situazione simile a quella che sta vivendo la Sanità. «Bilanci in rosso e troppo consigli di amministrazione», dichiara il segretario regionale Filt Cgil Luigi Scaccialepre.



ABRUZZO. Le sorti del settore trasporti sempre più difficili e c'è il rischio che si presenti una situazione simile a quella che sta vivendo la Sanità. «Bilanci in rosso e troppo consigli di amministrazione», dichiara il segretario regionale Filt Cgil Luigi Scaccialepre.


Si sta procedendo in questi giorni al rinnovo dei consigli di amministrazione delle aziende di trasporto pubblico su gomma della regione, così come preannunciato dal Governo regionale sin dal suo insediamento.
«Si chiude così», annuncia il segretario Cgil Filt Abruzzo Luigi Scaccialepre, «una lunga e tormentata fase della Giunta di centro-sinistra durante la quale si è registrato un pesante immobilismo nella politica del trasporto pubblico con una conseguente disattenzione ai problemi aziendali e al servizio offerto ai cittadini».

Secondo l'intervento di Scaccialepre il trasporto pubblico rischia di assumere le stesse caratteristiche emergenziali che si riscontrano in altri settori regionali, come ad esempio per la Sanità. «Cambiare significa assumere decisioni importanti», sottolinea il segretario Filt, «toccare interessi consolidati, visto che nel settore permangono situazioni di spreco e privilegi non più sostenibili».

LE PRIORITA' DELLA FILT

Tra le prime quelle di accelerare il processo di fusione tra le aziende pubbliche «che può produrre immediati benefici al settore del trasporto pubblico locale», iniziando da una drastica riduzione dei consigli di amministrazione, dei collegi sindacali, dei direttori generali e delle numerose figure dirigenziali. Si otterrebbero, inoltre, importanti recuperi nei settori degli uffici e delle officine. Emblematico, l'esempio di Pescara dove due impianti di altrettante aziende a capitale regionale (Gtm e Arpa) per complessivi 700 addetti, sono separati solo da “un muro” e «non riescono a produrre le auspicate sinergie».
«Quello che auspichiamo», dichiara Scaccialepre, «è la costituzione di un'unica azienda di trasporto su gomma in linea con quanto si sta prospettando nella nostra regione per la gestione delle risorse idriche».
Sarà necessario anche favorire i processi di aggregazione societarie delle aziende private di trasporto pubblico locale «per qualificarne i servizi e migliorare le condizioni di lavoro del personale dipendente».

«Il nanismo delle aziende del nostro settore», sottolinea ancora Scaccialepre, «rappresenta un grave gap per la competitività dell'intero sistema del trasporto pubblico regionale: basti pensare che nello scenario nazionale la quantità di servizi di trasporto prodotta dalle nostre 60 aziende viene gestita da un unico vettore».

I BILANCI IN ROSSO

Anche la politica di accorpamento di alcune aziende private di trasporto perseguita da Arpa negli anni scorsi non avrebbe sortito gli effetti auspicati: «le società rilevate da Arpa (Cerella, Schiappa, Paoli)», spiega il segretario regionale, «chiudono costantemente i loro bilanci in perdita; inoltre, le condizioni di lavoro del personale di dette aziende, seppur migliorate, permangono difficili ed in alcuni casi al limite della legalità».
Anche in questa circostanza, l'adozione di una trasformazione societaria, attraverso un opportuno percorso di incorporazione delle aziende stesse all'interno di Arpa, consentirebbe una sensibile riduzione dei costi e, in taluni casi, una integrazione ed un miglioramento dei servizi. Un recupero di risorse doveroso in un Regione che deve fare i conti con gravi problemi occupazionali.
«Quello che noi indichiamo è sicuramente un percorso ambizioso e non facile, ma sicuramente necessario per dare una scossa al sistema della mobilità regionale».


13/09/2006 13.43