Cave in Abruzzo. Wwf: «ormai siamo al disastro ambientale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Il Consiglio Regionale apra subito un’inchiesta sul settore. L’Associazione chiede la moratoria sui nuovi impianti. L’Assessore Regionale Bianchi fornisca pubblicamente i dati che ha sulla situazione del settore. Se li ha...»

Il WWF in questi mesi è intervenuto più volte sulla questione della totale confusione e sulla deregulation che regna nel comparto nella Regione.
Quasi un anno fa, il 15 novembre 2005, l'Associazione aveva chiesto alla Commissione Consiliare competente del Consiglio Regionale un'inchiesta sulla situazione delle cave nella regione.
Il WWF voleva sapere almeno i dati basilari sul settore: le cave autorizzate, quelle attive, la tipologia, i territori interessati, la produzione annua e la proiezione per i prossimi anni del materiale di cui è autorizzata l'estrazione.
Inoltre si chiedeva di conoscere lo stato della riqualificazione delle cave dismesse.
«Basta un foglio excel per mantenere un archivio di questo genere. Senza questi dati è ridicolo produrre qualsiasi atto in materia di cave. Ad oggi non vi è stata nessuna risposta e si è portati a pensare che la Regione Abruzzo questi dati non li abbia», ha commentato oggi Dante Caserta, Presidente Regionale del WWF.
«Ciò che accade in Abruzzo sulla cave ha dell'incredibile», ha proseguito, «siamo alla preistoria amministrativa. Continuano ad arrivare decine di richieste di apertura di nuove cave senza alcun tipo di pianificazione. Si naviga letteralmente a vista in una deregulation e in una confusione che fanno aumentare a dismisura il rischio di reati ambientali. Senza pianificazione si lascia la quasi totale discrezionalità ai singoli uffici. L'Assessore Bianchi inizi a fornire alla cittadinanza i dati sulla situazione del settore nella regione e avvii il confronto per arrivare nel più breve tempo possibile ad un Piano Regionale delle Cave che manca ormai dagli anni '80. Nel frattempo chiediamo una totale moratoria per quanto attiene alle nuove autorizzazioni. In caso contrario la tanto decantata Regione Verde d'Europa rischia di diventare la Regione Bucata d'Europa».

11/09/2006 15.58