Docup. L’Abruzzo che attrae gli investitori stranieri

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Qualità della vita, sicurezza e interfaccia con i paesi tranfrontalieri adriatici sono i fattori che fanno salire le quotazioni dell'Abruzzo.E sempre più industrie del nord guardano alla regione per la delocalizzazione delle aziende.
Qualità della vita, sicurezza e interfaccia con i paesi tranfrontalieri adriatici sono i fattori attrattivi dell'Abruzzo, non bastevoli, però, a sostenere le imprese nel segno delle dottrine economiche che si sintetizzano in "IIT" ovvero innovazione, internazionalizzazione, territorio.
Per questo l'Assessorato alle Attività produttive, grazie ai fondi Docup 2000-2006, ha promosso tre progetti destinati all'innovazione, al marketing territoriale e all'internazionalizzaione delle imprese. «Teniamo ai risultati di queste iniziative», ha spiegato l'assessore Valentina Bianchi, «i primi saranno disponibili già entro la fine del mese, perché in questa fase di riforme, sia del regime di aiuti e sia del quadro di riferimento strategico nazionale, l'Abruzzo ha bisogno di conoscere le sue reali necessità e di avere strumenti coerenti ed efficaci di risposta».
Il progetto relativo al marketing territoriale, come ha spiegato Corrado Proia, ha soprattutto l'obiettivo di intercettare le aziende che intendono delocalizzare. «Se ne contano già diverse nel nord Italia che guardano con interesse all'Abruzzo, ma anche l'estero mostra segnali di attenzione al nostro territorio».
Esempio confernato da una recente classifica nazionale che ha visto balzare l'Abruzzo dal 16 al 12 posto, in tema di capacità di attrarre investitori stranieri. Sempre nella stessa misura, ci si occuperà di recuperare i capannoni industriali in disuso, di aiutare le imprese a collocarsi sul mercato estero, di offrire assistenza affinché le aziende già operanti si innovino.
«Un fattore di grande potenzialità attrattiva resta quello turistico», ha spiegato Proia, secondo il quale sono già tre le cordate di imprenditori interessati a recuperare i borghi per un riuso turistico". Per il responsabile dell'azione dedicata all'internazionalizzazione bisognerà creare un collegamento operativo e funzionale delle imprese con l'estero.
Ha spiegato Andrea Ungaro: «Le aziende abruzzesi sono a prevalente conduzione familiare, spesso capaci di produrre merce di eccellenza, ma non altrettanto capaci di approcciarsi con i mercati globali. Noi favoriremo la nascita di una nuova mentalità».
Per Nicola Mattoscio, che ha rappresentato il raggruppamento di imprese che si occuperà di innovazione, «la strategia della Regione è in linea con gli orientamenti economici, rigorosa sotto il profilo tecnico e innovativa sotto quello del metodo».
L'assessore Bianchi ha concluso augurandosi che «le conclusioni alle quali i progetti perverranno potranno essere utili al Consiglio regionale, dove giacciono, dopo anni di sostanziale immobilità, diversi progetti sull'innovazione, tanto da aver richiesto anche la istituzione di una sottocommissione».

08/09/2006 9.58