L’Abruzzo adotta i caprioli piemontesi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il Tar del Piemonte sospende in via definitiva l’abbattimento dei caprioli. I Verdi riprenderanno il progetto avviato con i parchi abruzzesi.
Il Tar piemontese ha sospeso l'abbattimento di caprioli e ungulati accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste e animaliste.
Dopo la bocciatura del 23 agosto scorso della sospensiva in via cautelare urgente oggi il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha invece accolto la richiesta in via "ordinaria", sospendendo così i piani di abbattimento approvati dalla Giunta Regionale Piemontese lo scorso 2 agosto. Sospensiva ottenuta perché la delibera regionale piemontese ha disatteso le indicazioni dell'INFS (Istituto Nazionale della Fauna Selvatica).

«E' un'importante vittoria», ha commentato Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in consiglio Regionale, «ottenuta grazie alla sospensiva del TAR del Piemonte e alla mobilitazione di milioni di italiani, ma anche rammarico per l'ennesimo modo di ottenere la sospensione delle delibere che disattendono le indicazioni fornite dagli Istituti Scientifici Nazionali»

I Verdi avevano coinvolto il Commissario del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Giuseppe Rossi, e i Presidenti dei Parchi regionali per valutare la possibilità di trasferire in Abruzzo i caprioli e salvarli dal crudele destino, ottenendo la disponibilità a valutare concretamente l'intervento dei Parchi abruzzesi per contribuire a salvare alcune decine di animali.
«L'impresa non sarà semplice», ammette Caporale, «bisogna valutare se i caprioli piemontesi sono compatibili con quelli abruzzesi, occorre inoltre un lungo periodo di monitoraggio per permettere l'acclimatamento in Abruzzo, nel caso non dovesse esserci compatibilità per liberarli in Abruzzo, non ho intenzione di arrendermi e cercherò ospitalità per i caprioli eventualmente anche nelle aree faunistiche».

08/09/2006 9.50