Ato. Cgil: «riformare la gestione per evitare il fallimento»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Richiesto incontro urgente con la Giunta regionale: «basta bon il businnes dell’acqua»
«E' necessario un solo Ato in Abruzzo»: anche la Cgil prende posizione sulla gestione dell'acqua. «siamo circa 1.300 mila abitanti con sei ambiti territoriali – Roma ne ha uno solo a servizio di una popolazione superiore a tre milioni di utenti. Serve un gestore e una tariffa».
Un solo Ambito territoriale regionale, secondo il sindacato «renderebbe possibile la massima economicità della gestione in termini di risorse da impiegare in investimenti sulle reti colabrodo e sulla depurazione e di contenimento delle tariffe».
Ma come arrivare ad un accordo e mediare tra sei realtà che non cedono? «Interessi localistici e di partito devono fare un deciso passo indietro», continua la Cgil. «Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di un bene collettivo così decisivo per la vita e la salute dei cittadini e fondamentale per l'economia e abbiamo bisogno di riconosciute e riconoscibili competenze professionali tecnico-manageriali».
Secondo la segreteria del sindacato solo con una forte riforma della “gestione” che è possibile «evitare il fallimento oltre che economico, politico, della gestione pubblica dell'acqua e sbarrare la strada alle istanze di privatizzazione dei servizi, provenienti dal mondo dell'impresa e della finanza, che non hanno mai rinunciato al business acqua».
La Cgil chiede inoltre che su questa materia si apra «con carattere di urgenza» un tavolo di confronto e concertazione tra Giunta regionale e organizzazioni sindacali.

07/09/2006 10.07