Contro precarietà e ingiustizie nasce la Rete regionale comitati spontanei

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nasce anche in Abruzzo la “Rete regionale comitati spontanei autorganizzati” che si propone una sensibilizzazione e la lotta per la modificazioni di condizioni sociali che soffocano moltissimi lavoratori precari e gli immigrati.
Il programma, le iniziative e le idee saranno esposte in un confronto pubblico di tutte le forze sociali, politiche e culturali in un'assemblea il prossimo 1 ottobre 2006 a Teramo. L'assemblea avvierà un percorso di mobilitazione che sfocerà il 6 ottobre 2006 in una grande manifestazione a Roma.

«Noi, donne e uomini che in questi anni abbiamo lottato contro il liberismo e la guerra, per un altro mondo possibile», ha spiegato il portavoce del movimento Settimio Ferranti, «vogliamo impegnarci a suscitare e organizzare un grande movimento contro la precarietà. La precarietà del lavoro e delle condizioni di vita segna oggi donne e uomini, occupati e disoccupati, nativi e migranti. Le donne sono le più colpite dai processi di precarizzazione del lavoro, dallo sgretolamento e dalla privatizzazione dei sistemi pubblici di servizio alla persona. La lotta contro la precarietà è parte della lotta per l'autodeterminazione».
Obiettivo principale è quello di abbattere la causa di una serie di conseguenze negative in campo economico e sociale e che starebe minando e cambiando per sempre la nostra società: la precarietà.
«La lotta contro la precarietà», continua Ferranti, «oggi si svolge in tutto il mondo, dalla Francia agli Stati Uniti, al Nord come al Sud, e percorre la società, la cultura, la politica con conflitti sempre più diffusi ed estesi. In Italia è giunto il momento di rivendicare un cambiamento radicale di tutta la legislazione che in questi anni ha precarizzato il lavoro e la vita sociale. Si devono estendere conflitti e movimenti nella società per conquistare il diritto a condizioni di vita dignitose, per la libertà di decidere per sé e per il proprio avvenire.
Per queste ragioni proponiamo come primi terreni e obiettivi comuni di mobilitazione, i seguenti punti: L'abrogazione delle tre leggi simbolo della politica per la precarietà del governo delle destre, la Legge 30, la legge Bossi-Fini sui migranti, le leggi Moratti sulla scuola e l'università e di tutte le disposizioni e decreti ad esse collegati».

Per questo il lavoro a termine dovrebbe tornare ad essere solo una eccezione secondo il movimento e dovrebbe in ogni caso garantire salari e contributi più alti del lavoro a tempo indeterminato.
Inoltre, sempre secondo il movimento, è necessario lo sblocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e l'assunzione a tempo indeterminato, con contratto di lavoro pubblico, dei precari che lavorano nei servizi pubblici, nelle pubbliche amministrazioni, nella scuola, nella sanità, nelle università e negli enti di ricerca.
«Senza un lavoro stabile non vi può essere un servizio pubblico adeguato che garantisca a tutti i diritti di cittadinanza», continua il rappresentante abruzzese del movimento.
«Nuove norme contro le imprese pubbliche e private, che si 'smontano' (tramite appalti, trasferimenti di ramo d'azienda, esternalizzazioni) con il solo scopo di ridurre diritti e salari. Occorre affermare il principio di responsabilità della impresa su tutta la filiera del lavoro e riassorbire all'interno delle strutture pubbliche il lavoro esternalizzato che garantisce diritti tutelati dalla Costituzione. Va garantita la centralità del pubblico nel collocamento dei lavoratori. L'estensione a tutti i lavoratori dei diritti sindacali, del diritto ad essere reintegrati nel posto di lavoro a seguito di licenziamento senza giusta causa, del diritto di sciopero, della diritto alla rappresentanza sindacale. L'estensione dei diritti di democrazia, di decisione e di partecipazione, a tutti gli aspetti e momenti della vita sociale e lavorativa delle persone, a partire da una legge che garantisca una piena e reale democrazia nei luoghi di lavoro. La messa in discussione delle politiche liberiste a livello europeo».

04/09/2006 7.41