Decreto Bersani: boccata di ossigeno per i parchi nazionali

Alessandro Biancardi

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Decreto Bersani: boccata di ossigeno per i parchi nazionali
ABRUZZO. Non ci sarà l’ulteriore decurtazione del 10% sui finanziamenti, già ridotti dalla finanziaria 2006. Grazie all’azione di Federparchi e di alcuni parchi nazionali, tra cui il Pnalm, le aree naturali protette mettono a segno un primo piccolo successo a difesa delle scarse risorse messe a disposizione dallo stato

Con l'approvazione dell'emendamento del Governo al Decreto Bersani, i parchi nazionali hanno salvato un po'delle loro risorse finanziarie. Non ci sarà infatti l'ulteriore decurtazione del 10% sui finanziamenti, già ridotti dalla finanziaria 2006.
Grazie agli interventi di Federparchi in primo luogo e poi di alcuni parchi nazionali, tra cui il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, le nostre aree naturali protette possono così vantare un primo piccolo successo della loro azione a difesa delle scarse risorse messe a disposizione dallo Stato.
Il Commissario Straordinario Giuseppe Rossi aveva denunciato il rischio del collasso, in una allarmata comunicazione ai Ministri dell'Ambiente, delle Infrastrutture e della Economia e ai Presidenti e Componenti delle Commissione Ambiente della Camera e del Senato.
Ora, l'impegno è quello di far estendere ai parchi le deroghe al vincolo di spesa previsto nella legge finanziaria 2005 – legge n. 311 del 30 dicembre 2004 – riportato integralmente nella prossima legge finanziaria del 2006 che potrebbe essere reinserito nella prossima legge finanziaria 2007.
Il Commissario Rossi ha evidenziato, nella sua comunicazione, come «questa norma costringa il Parco, che ha già un bilancio molto magro, a vita grama non potendo in pratica soddisfare neppure le più elementari esigenze di ordinaria amministrazione, con gravi ed immaginabili conseguenze sulle attività di conservazione della Natura, di promozione del territorio e di relazioni interne ed esterne».
«I parchi», ha detto Rossi, «dovranno avere la possibilità di utilizzare, senza particolari vincoli, se non quelli della legalità e della trasparenza, almeno quelle risorse ricercate e trovate direttamente con progetti e iniziative, quelle derivanti da autofinanziamento, dalla partecipazione a progetti comunitari, da sponsorizzazioni e da eventuali donazioni. Soltanto così sarà possibile operare con efficacia e funzionalità, come viene sempre più insistentemente chiesto dalla opinione pubblica dalle amministrazioni e dagli abitanti locali. Il Parco conta molto sul sostegno e sul contributo dei Comuni e delle organizzazioni del territorio in questa “battaglia”, che sarà combattuta con tutti gli altri enti “fratelli” e che non sarà affatto facile vincere».

Nei giorni scorsi il Commissario Rossi ha anche invitato l'Assessore alle Risorse Agricole della Regione Abruzzo a tener conto, nel Programma di Sviluppo Regionale, la speciale realtà dei parchi abruzzesi e di quello storico in particolare, negli interventi di promozione e sostegno alla agricoltura tradizionale e tipica prevedendo misure di finanziamento a favore di colture alternative e innovative, quali, ad esempio l'impianto di frutteti domestici e selvatici, l'impianto di frutteti a cespuglio, coltivazioni di prodotti del sottobosco, impianti e strutture di trasformazione dei prodotti.

Di fronte alla auspicata disponibilità della Regione il Parco potrà presentare opportune proposte programmatiche e progettuali riguardanti l'Alto Sangro, la Valle del Giovenco, le aree pedemontane della Marsica e la Vallelonga.

26/07/2006 11.20