Infrastrutture energetiche, Angelucci: «l'Abruzzo non sia ostaggio degli ambientalisti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il presidente di Confindustria regionale Mauro Angelucci l’Abruzzo «ha necessità di infrastrutture energetiche moderne ed efficienti per migliorare l’approvvigionamento e abbattere costi».

Per il presidente, insomma, «non si possono più ammettere ritardi e dinieghi per nuove opere e nuovi investimenti» e la regione Abruzzo «non può più essere ostaggio di politiche ambientali confuse, spesso orientate dai “Comitati del no a prescindere”, prive di una vera valutazione socio ambientale,  che ostacolano possibili nuovi investimenti e penalizzano fortemente da un punto di vista competitivo il territorio e le imprese che vi operano».

La preoccupazione nasce da una ulteriore iniziativa di legge attualmente in discussione a livello di Consiglio Regionale che «andrebbe ad appesantire la legislazione energetica in vigore», sottolinea Angelucci, che già vieta qualsiasi iniziativa di prospezione, ricerca estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi liquidi.

La nuova iniziativa legislativa andrebbe ora a vietare anche la realizzazione sul territorio regionale di infrastrutture energetiche come oleodotti o metanodotti e, quindi, anche gli investimenti già programmati da tempo da importanti società operanti nel settore.

«Si tratta di infrastrutture», sottolinea il presidente, «che peraltro, essendo interrate ad una profondità di diversi metri non costituiscono assolutamente  motivo di preoccupazione in termini di impatto ambientale o di sicurezza», sottolinea il presidente.

«Non vorremmo che quanto accaduto in Giappone», continua Angelucci, «dove si è purtroppo si è manifestato un evento catastrofico naturale del tutto  eccezionale e per vari motivi non replicabile nei nostro territori,  possa essere motivo per dare forza a nuove politiche restrittive in materia energetica mentre è del tutto evidente la necessità di un potenziamento delle relative infrastrutture per dare sostegno e competitività ad una economia regionale che da soffre da sempre pesantemente di scarsa disponibilità delle risorse energetiche e di alti costi di gestione».

Per Confindustria l’Abruzzo non può rinunciare ad impianti ed infrastrutture ad alta tecnologia, comprese quelle relative ai termovalorizzatori,  «che possono costituire opportunità di sviluppo così come del resto accade in molti Paesi europei a forte sensibilità ambientale, fattore da non sottovalutare in una regione come la nostra in una fase di forte difficoltà di crescita».

 Per questo Confindustria chiede che in Abruzzo si apra «una nuova e più matura fase di riflessione e dibattito sulla materia, che, superando gli attuali schematismi  ideologici, sortisca finalmente un piano di sviluppo energetico regionale in linea con quelli delle regioni più avanzate, capace di dare risposte  concrete ai fabbisogni della società abruzzese e  al sistema delle imprese e di  soddisfare sia le aspettative di salvaguardia ambientale che di sviluppo economico ed occupazionale».

22/03/2011 9.42