Riduzione Tribunali: Di Stefano (An): «accorpamento fatale per l’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Intervenga il presidente Del Turco», commenta il consigliere regionale Fabrizio Di Stefano, che ha presentato un risoluzione urgente per fermare la riforma del ministro Mastella.
La riforma statale che prevede la riduzione del numero dei Tribunali sul territorio nazionale rischia di avere ricadute anche sui tribunali della nostra Regione.
Si intravede la possibilità di accorpamento dei Tribunali di Lanciano (che è anche sede storica di Corte d'Assise e nel quale operano 300 avvocati) , Sulmona e Vasto.
«Questa è la ricetta proposta dal Ministro della Giustizia», commenta il consigliere regionale Fabrizio Di Stefano (An) che ha presentato una risoluzione urgente, «che ritiene così di poter risolvere le gravi difficoltà della giustizia e l'eccessiva durata dei processi. E dire che», continua Di Stefano, «un recente studio della Comunità europea ha dimostrato che gli unici parametri corretti nel servizio giustizia sono stati proprio riscontrati nel tribunali cosiddetti minori (cioè non provinciali)».
Secondo il consigliere privilegiare forme diverse (come la concentrazione di magistrati in grandi realtà giudiziarie) rischia di creare solo «strutture elefantiache» lontane dalle «reali esigenze dei cittadini, con costi e tempi assurdi e a totale discapito delle comunità di riferimento».
La risoluzione posta al Consiglio Regionale ha il fine di «concretizzare una ferma posizione contro la volontà governativa centrale di sopprimere proprio quei Tribunali che hanno dimostrato meglio di altri di rispondere alla domanda di giustizia del territorio di riferimento».
Di Stefano chiede inoltre l'intervento del Presidente Del Turco, «che si faccia interprete, nei confronti del Governo Nazionale, della necessità di rivedere le posizioni in merito ai requisiti per la sussistenza dei Tribunali minori, al fine di salvaguardarne l'esistenza».


Un'altra risoluzione urgente è stata presentata da Di Stefano «al fine di sollecitare la Giunta Regionale ad intervenire, con uno specifico provvedimento, per permettere la prosecuzione del contratto a 42 precari che vedranno il loro scadere in questi giorni.
«Da una governo che non lesina consulenze», incalza il consigliere di minoranza, «e accreditamenti vari non ci si aspetta di certo che lasci a loro stessi dei lavoratori che garantiscono lo svolgimento delle attività istituzionali di una Agenzia strumentale come l'ARTA che purtroppo, nell'ultimo anno, ha visto decrescere in maniera preoccupante proprio i fondi a disposizione per lo svolgimento di tali attività,sia ordinarie che straordinarie».

12/07/2006 11.20