8 Regioni, 4 proposte per il rilancio del Mezzogiorno

Alessandro Biancardi

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REGGIO CALABRIA. Si muove su quattro proposte centrali il documento sul rilancio della politica di sviluppo del mezzogiorno che le otto regioni meridionali, sindacati e Confindustria hanno presentato al Governo.
Il documento unitario è stato presentato oggi nella sede del Cnel alla presenza del viceministro allo Sviluppo con delega sul mezzogiorno, Sergio D'Antoni, dai presidenti delle regioni meridionali (Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia), dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Sandro Bonanni, Luigi Angeletti, e il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo. Il documento presentato si muove in coerenza con il Patto per il Mezzogiorno che le parti sociali sottoscrissero nel 2004 e dagli Stati generali del Mezzogiorno tenutisi a Reggio Calabria nel dicembre scorso. Per finanziare le quattro proposte, parti sociali e regioni propongono un piano di azione di 8 mld di euro l'anno, nell'ambito di risorse già ampiamente disponibili grazie ai fondi strutturali europei, ai fondi per le aree sottoutilizzate.

FISCALITA' DI VANTAGGIO

In particolare, gli obiettivi sono: una fiscalità di vantaggio per le regioni del mezzogiorno, pensando anche, sul modello francese, alle Zone franche urbane che hanno caratteri di agevolazioni ritenute compatibili dalla Ue;

TRASPORTI

un sistema dei trasporti e delle infrastrutture del mezzogiorno che rimetta in linea il sud con il resto del Paese. Da qui la richiesta di più collegamenti con le città del sud, il rilancio del trasporto pubblico, più collegamenti con i Paesi del Mediterraneo.
Interventi - hanno spiegato i Presidenti - che necessitano di una spesa di 4 mld di euro l'anno per dieci anni.

SISTEMA URBANO

Terza proposta di intervento è il sistema urbano del sud motore per lo sviluppo che presuppone una politica di programma integrato di politiche urbane.

CONOSCENZA

Quarto punto su società della conoscenza e cioè istruzione, ricerca e innovazione. Tutti i soggetti firmatari del documento si sono detti ampiamente soddisfatti dell'azione di concertazione che ha accompagnato la redazione del piano stesso. Documento la cui presentazione al governo è caduta in occasione della presentazione del rapporto Svimez, che dice che per il secondo anno consecutivo la crescita media di sviluppo del Mezzogiorno è sotto lo standard nazionale. Epifani ha parlato, solo per il Sud per quest'anno, di 20 mila posti in meno, di laureati che vanno al Nord, di assenza di investimenti internazionali e di una conferma della crisi e dell'abbandono del Mezzogiorno. Da qui la richiesta, ribadita dal presidente Bassolino, di aprire da subito un tavolo di confronto impegnativo con Palazzo Chigi che parta dal documento presentato oggi.

«'Otto regioni, tre sindacati nazionali e Confindustria rappresentano una forza dal punto di vista dell'influenza economica e politica molto grande, se fallisce un'esperienza di questa natura allora vuol dire che c'è da cambiare profondamente», ha detto il Presidente della Regione Ottaviano Del Turco.
«Penso che questa sia una grande opportunità, un bel colpo dal punto di vista della politica - ha proseguito il Presidente - e penso anche che per l'Abruzzo sia un appuntamento irrinunciabile. La forza di questo documento - ha aggiunto - viene data dall'unitarietà dei sottoscrittori che chiedono al Governo un impegno preciso. Dal punto di vista politico - ha proseguito Ottaviano Del Turco - mi sembra un documento ambizioso, ma è anche vero che dal punto di vista finanziario è di normale livello di intervento su una situazione molto grave a causa delle scelte del governo di questi anni».

12/07/2006 9.47