La nuova legge. Sulla chiusura dei negozi saranno i Comuni a decidere

Alessandro Biancardi

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La nuova legge. Sulla chiusura dei negozi saranno i Comuni a decidere
L’AQUILA. Il Consiglio regionale ha approvato ieri il disegno di legge riguardante “Principi e criteri per la determinazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali ed individuazione dei comuni ad economia turistica, delle città d’arte e d’interesse storico artistico”.
Con la nuova normativa il Consiglio ha inteso disciplinare, alla luce anche delle esperienze di questi anni, la legislazione regionale varata nel periodo 1999-2001 che determinava per i comuni a prevalente economia turistica e per quei centri storici, artistici e culturali i periodi di deroga agli orari di apertura per gli esercizi di vendita al dettaglio.
In questo modo, è stato spiegato durante il dibattito in Aula, si è inteso «adeguare l'offerta commerciale alle esigenze di una consona accoglienza tenendo conto che l'Abruzzo per la sua posizione geografica di cerniera con le altre regioni e con i Balcani, per la sua conformazione orografica e per l'elevato patrimonio ambientale, naturale e archeologico è ormai soggetto ad un ininterrotto e diffuso afflusso in ogni periodo dell'anno».
Con la nuova legge si stabilisce che per l'apertura degli esercizi nelle giornate domenicali e festive viene data libera scelta ai comuni, sentite le organizzazioni dei consumatori, delle imprese del commercio e dei lavoratori dipendenti di scegliersi autonomamente le giornate di deroga e di riposo infrasettimanale.

CONFESERCENTI

«Siamo estremamente soddisfatti. Il Consiglio regionale ha accolto la prima delle tre richieste ormai storiche che da anni avanza il mondo degli imprenditori commerciali». È il commento di Enzo Giammarino, segretario regionale di Confesercenti.
«Diamo un giudizio positivo sull'approvazione della legge sugli orari dei negozi. È il primo passo per sostenere davvero la crescita del commercio in questa regione. Si tratta – dice Giammarino – di una richiesta che gli imprenditori commerciali avanzano da anni, assieme alla legge di sostegno all'imprenditoria singola e associata nei centri storici e nelle aree interne ed alla riforma della legge quadro sul commercio. Oggi cogliamo il primo risultato di una battaglia ormai storica, condivisa con il mondo dei lavoratori. Una legge – conclude il segretario di Confesercenti – che mette insieme regolamentazione e flessibilità».

DI STANISLAO (Ds)

Augusto Di Stanislao (Ds), proponente del progetto di legge ha espresso la propria soddisfazione per la decisione assunta oggi dall'Aula.
«Si tratta di un provvedimento - ha spiegato Di Stanislao - di particolare significato che tende a dare risposte precise non solo alle attese degli operatori del settore ma anche ai nuovi bisogni della gente che arriva nelle nostre città ad economia turistica o nelle città d'arte. Ma si tratta anche - ha proseguito - di una iniziativa che mette a segno anche altri due obiettivi precisi. Da una parte rappresenta, attraverso le giuste intese con le parti sociali, una risposta concreta in vista di un riordino, nel medio periodo, dell'intero comparto che costituisce pur sempre un supporto fondamentale all'intera economia regionale e dall'altro restituisce una funzione strategica e di centralità ai Comuni nella definizione della programmazione soprattutto per quanto attiene alla scelta dei giorni da destinare all'apertura degli esercizi commerciali».

LO SDI

«la riformulazione della normativa si è resa necessaria sia per adeguare la nostra Regione ad una diversa cultura e ad un diverso modo di concepire la materia del commercio e sia per dare il giusto riscontro alle richieste ascoltate delle diverse parti sociali e istituzionali destinatarie delle attività normate», ha detto Camillo Cesarone.
«Il provvedimento finale approvato rappresenta, pertanto, una risposta in chiave moderna per far fronte a questi nuovi scenari. In sostanza, il disegno di legge approvato individua: - I comuni a prevalente economia turistica e le città d'arte - I periodi per i quali gli esercenti possono derogare all'obbligo di chiusura domenicale, festivo e di riposo infrasettimanale di cui all'art. 11 comma 4 del D.Lgs. 114/98 (max 28 giornate domenicali o festive comprensive di quelle del mese di dicembre); - le modalità di individuazione degli esercizi specializzati in maniera prevalente di cui all'art. 13 comma 1 del D.Lgs.
114/98».

LA PROPOSTA INIZIALE
 12/07/2006 9.12