Confesercenti: «I piani spiaggia approvati sono penalizzanti ed inadeguati»

Alessandro Biancardi

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Confesercenti: «I piani spiaggia approvati sono penalizzanti ed inadeguati»
Gli operatori turistici balneari abruzzesi, titolari di concessioni demaniali marittime, sono in attesa oramai da quasi quindici anni (dall'approvazione della Legge n° 494 del 1993) dei piani demaniali comunali. Strumento essenziale per dare regole certe ad un settore per troppo tempo precario.
E' un ritardo che secondo le principali associazioni di categoria “frenerebbe” uno sviluppo che da tempo si attende con il varo di regole certe e precise.
«Durante la scorsa legislatura regionale avevamo creduto che con la concertazione si sarebbe approvato un Piano Demaniale Marittimo Regionale, contenente alcune nostre proposte», spiega Ciro Gorilla responsabile della Confesercenti Abruzzo, «invece con un blitz estivo (luglio 2004) il Consiglio Regionale adottava un PDM, proposto dalla giunta regionale del presidente Pace, insoddisfacente ed inefficace per il rilancio del turismo balneare. Su alcune nostre proposte di modifica del PDM, adottato dall'allora Giunta regionale, molte forze politiche presenti in Consiglio Regionale le condividevano e ci avevano assicurato che sarebbero state inserite nella stesura finale del PDM Regionale. Invece ciò non è avvenuto approvando un piano lontano dalle richieste degli operatori».
Secondo la Confesercenti sarebbe stato un errore divulgare un provvedimento urbanistico mentre esso, come richiesto dalla legge 494/93 doveva avere soprattutto una valenza turistica.
Tale scelta avrebbe prodotto uno strumento con norme troppo dettagliate per tutta la costa abruzzese, non tenendo conto delle caratteristiche specifiche: sabbiosa e popolare quella Teramana e Pescarese, rocciosa e naturalistica quella teatina.
Secondo l'associazione invece occorreva valorizzarle entrambe stimolandone la diversità in modo da intercettare diverse tipologie di turismo.

«Si rischia di omologare l'intera costa regionale», aggiunge la Confesercenti, «Questo PDM regionale va stretto ai comuni delle Province di Teramo e Pescara dove molte attività rischiano di ridurre i servizi, mentre comprometterà la costa teatina con una preoccupante cementificazione delle coste rocciose oggi meta di un turismo naturalistico. Occorreva una risposta che maggiormente valorizzasse le due vocazioni turistiche del nostro mare».

Dopo aver analizzato numerosi piani approvati a livello comunale secondo il sodalizio ci sarebbero norme ricorrenti e penalizzanti.
Tra queste figurano le prescrizioni dei corridoi di accesso; fare salvo lo stato di fatto (in qualche modo una sanatoria); la barriera visiva del 25% (che costringerà a costruire perpendicolarmente alla linea di costa; l'uso dei solarium (calpestabilità dei tetti).

01/07/2006 8.55