Genitori al lavoro. Il 51% affida i figli ai nonni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il rapporto 2005 Istat rileva sostanziali differenze nel paese nel modo di gestire l’affidamento dei proprio figli nelle ore di lavoro. I dati rilevano ancora tante “Italie” e un Abruzzo sostanzialmente in linea con le altre regioni del centro-sud.
Una delle principali cause di definizione per un rapporto sano tra lavoro e famiglia è l'accudire i figli durante le ore lavorative.
Le soluzioni per le mamme e i papà sono tante, e viaggiano su un continuum cha ha come poli estremi l'affidamento formale e quello informale, dall'asilo (pubblico o privato che sia) ai nonni..
Sotto questo punto di vista, l'Italia sembra ancora una volta diversa, tante Italie che condividono un territorio ma non gli stessi modi di vivere.
Nel centro Sud (da un 7,3% al 9,5%) ad esempio la media dell'affidamento al coniuge è più alta che al Nord (da un 6,1% ad un 7,4%): si può dedurre quindi che sia più facile che i coniugi del Nord abbiano ambedue lavoro rispetto ai loro “colleghi” del Sud.
Di conseguenza, le coppie del Nord affidano maggiormente i propri pargoli ai nonni (da un 52% al 56%) rispetto ai pari del Sud (intorno al 50%): nonostante il gran parlare che si fa intorno al ruolo della “famiglia allargata” più importante al Sud, i dati ci dimostrano invece un forte attaccamento ad altri componenti della famiglia anche al Nord, seppur per motivi apparentemente utilitaristi, di esigenza.

In questi dati l'Abruzzo non si ritrova molto, con una percentuale alta di affidamento all'altro coniuge (10,1%) e altrettanto ai nonni (51,8%): il primo dato rileva la carenza di doppio lavoro nella famiglia (o comunque la presenza di forme di part time pubblico o privato), mentre la seconda rispecchia il forte valore educativo attribuito ai nonni, e che fa riempire i parchi e le strade della regione di anziani con passeggini e piccoli in braccio e per mano.
L'affidamento dei figli ad asili pubblici o privati rispecchia ancora una volta il dualismo Nord-Sud e la diversa concezione che hanno i due “poli” delle Italie dell'apparato pubblico: nelle regioni del Nord c'è una percentuale più alta di affidamenti ad istituzioni pubbliche (da un 13% al 16%) rispetto al Sud (non supera il 5,5%), che si affida invece per lo più a quelli privati (un 17-21% rispetto al 11-15% delle regioni del Nord).
Nonostante abbia un dato più alto per quanto riguarda l'affidamento al pubblico (10,4%), l'Abruzzo rispetta sostanzialmente i canoni di regione di centro-sud con un netto predominio dell'affidamento ai privati, 16,3%.

E.V. 19/06/2006 9.02