Come spendere 26 milioni di euro di fondi Docup senza devastare il territorio?

Alessandro Biancardi

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Come spendere 26 milioni di euro di fondi Docup senza devastare il territorio?
APPROFONDIMENTO. ABRUZZO. Dopo il fallito progetto di Monte Greco, Wwf Italia lancia l'allarme sulla questione dei fondi 2000-2006 precedentemente assegnati al progetto ed ora in via di ricollocazione dopo il disastro di quella ipotesi. Secondo le informazioni raccolte dall'associazione ambientalista ci sarebbero pressioni per trasferire i fondi in altre aree della regione e su progetti altrettanto devastanti per l'ambiente.
Uno di questi progetti interesserebbe la zona di Campo Felice, nel Parco regionale Sirente Velino e l'altro a Campo Imperatore nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Entrambi i progetti sono stati presentati dal vecchio governo regionale di centrodestra (e al momento al vaglio della Giunta di centrosinistra) e presentano caratteristiche evidenti di un prossimo disastro ambientale.
«Bastava una lettura veloce per liquidare le due ipotesi», dichiara Augusto De Sanctis del Wwf Abruzzo. Ma in realtà sembra che qualcuno ci stia ancora riflettendo sopra.

IL PROGETTO DI CAMPO IMPERATORE

L'intervento prevederebbe la realizzazione del famigerato piano d'aria approvato tre anni fa tra mille polemiche. «Un faraonico progetto», illustra Augusto De Sanctis, «che prevede decine di migliaia di metri di edificazione, decine di chilometri di sbancamenti per le piste da sci in habitat d'alta quota fragilissimi e di straordinario valore naturalistico, la realizzazione di ben sette impianti di risalita di cui alcuni con impatto paesaggistico enorme».
Il tutto realizzato per una stazione sciistica che ha già beneficiato di ingenti risorse pubbliche «ma i cui debiti si moltiplicano di anno in anno tanto da rendere difficile la discussione del bilancio del comune dell'Aquila e costringere alla vendita di parte del patrimonio»


SITO DI INTERESSE COMUNITARIO

Il progetto in questione, se venisse approvato, interesserebbe l'area di Campo Imperatore, «altopiano carsico più grande d'Europa, ad un'altitudine compresa tra 1.500 e 1.800 metri e alcuni dei rilievi che lo circondano (in particolare la cresta della Scindarella e Monte Cristo)», si legge nella relazione del Wwf.
La totalità dell'area è all'interno di una Zona di Protezione Speciale, in questo sito sono stati individuati habitat e specie tutelati da due Direttive: la ricordata Direttiva 409/79/CEE “Uccelli” e la Direttiva 92/43/CE “Habitat”.
Insomma il progetto in esame, dovrebbe essere realizzato in una di quelle aree per le quali l'Unione Europea – sulla base di segnalazioni della stessa Regione Abruzzo e del Ministero dell'Ambiente – ha stabilito che gli Stati membri devono astenersi dal realizzare piani e progetti che possono degradare la naturalità dei siti proposti.
« Il pericolo», annuncia il Wwf, «che l'UE avvii una procedura di infrazione contro l'Italia – con conseguenti responsabilità, in caso di condanna con sanzioni economiche, di tutti gli Enti che hanno approvato i progetti oggetti di procedura – è assolutamente concreto».


IL PROGETTO

Il Progetto Speciale Territoriale inviato al Parco dalla Regione Abruzzo il 4 febbraio 2003 prevede il recupero ad uso turistico degli scheletri della Fossa di Paganica (pari a circa 30.000 mc), zone attrezzate tipo aree picnic in pietra locale o legno, piste da discesa, stazione di partenza ed arrivo, rifugio-posto di ristoro (200 mq per impianto per complessivi 1400 mq), impianti per l'integrazione dell'innevamento, strutture per la regimentazione delle acque, 7 nuovi impianti a fune, di cui uno per il collegamento tra il bacino in disuso di Monte Cristo e il bacino di Campo Imperatore attraverso la Fossa di Paganica, per un totale di circa 7200 metri di nuovi impianti a fronte di uno smantellamento di soli 3250 metri di impianti (differenza circa 3950) concentrati nell'area di Monte Cristo.
Nell'area Scindarella-Campo Imperatore si aggiungerebbero quindi un totale di circa 4700 metri di impianti con nessuna eliminazione di impianti esistenti.


ALTRE «CUBATURE RESIDENZIALI»

A tutto questo si aggiunge poi la realizzazione di nuove cubature per scopi turistici e residenziali nell'area per un totale di oltre 30.000 a Fossa di Paganica (circa 15.000 mc), Albergo di Campo Imperatore (circa 13.000 mc), Fontari di Campo Imperatore (circa 2000 mc), Monte Cristo (circa 2000 mc)


STRUTTURE ACCESSORIE

Nell'area dedicata allo sci nordico sono previste «congrue» strutture accessorie per il «comfort degli utenti», compresi nuovi edifici. «Non sono precisate le cubature complessive previste», si legge nella relazione del Wwf, «né la superficie interessata. La mancanza di queste indicazioni apre la strada, da un punto di vista urbanistico, alla possibilità di prevedere insediamenti di notevoli dimensioni al momento dell'adeguamento a questo piano degli strumenti urbanistici dei comuni».
E' previsto inoltre un parcheggio nell'area del Bivio di Sant'Egidio, due percorsi escursionistici sulla Scindarella.


PUNTI DI CRITICITA'

Nella Relazione sulla proposta della Regione Abruzzo del gennaio 2003 inviata al Parco Nazionale d'Abruzzo, non si fa alcun riferimento al fatto che tali aree siano all'interno di Sic. «In un unico passaggio si precisa che le aree sarebbero all'interno di una cosiddetta “area di Tutela Integrale del Parco”. Va sottolineato che tale dizione non esiste nella normativa vigente».
Inoltre la relazione non farebbe alcun riferimento al fatto che gli impianti di Monte Cristo, seppur rinnovati circa un decennio fa con denaro pubblico, non sono praticamente mai entrati in funzione.


LA FLORA E LA FAUNA

Cosa potrebbe comportare la realizzazione di un progetto di queste dimensioni nell'area indicata? «Danni mostruosi», sottolinea chiaramente l'associazione ambientalista. «La zona è ricca di flora e fauna fragile e (in teoria) protetta da normative europee.
Nei laghetti di Campo Imperatore ci sono nuclei numerosi di Tritone crestato, (specie inserita nell'allegato IV della Direttiva “Habitat”), che svernano nelle aree circostanti al di sotto dei massi.
Ci sono poi centinaia di volatili: il Calandro e 140 esemplari di Gracchio corallino (la zona individuata per lo sci nordico, nella parte del Comune di Castel del Monte, è un'area di fondamentale importanza per l'alimentazione in periodo riproduttivo delle coppie nidificanti sui rilievi di Monte Camicia), la Coturnice (che si riproduce proprio tra l'area di Campo Imperatore), l'Aquila reale (una coppia nidifica all'interno del SIC “Dorsale Monte San Franco-Passo della Portella”).
Nell'area si alimentano anche numerose coppie di Fringuello alpino, di Spioncello, di Sordone e di Codirossone.
Massiccia anche la presenza di mammiferi: come il Lupo, «specie prioritaria per la Unione Europea», il Camoscio appenninico (localizzati attualmente nell'area di Monte Camicia e di Monte Cefalone). Complessivamente vi sono circa poco più di 100 individui, ben al di sotto della soglia minima ritenuta necessaria per la riuscita dell'operazione di reintroduzione.


GLI IMPATTI

La sola realizzazione degli impianti a fune porterebbe la distruzione della vegetazione erbacea per la realizzazione dei piloni e delle strade di accesso con conseguenze sulla fauna; il cambiamento della vegetazione per calpestio da parte dei mezzi meccanici con conseguenze sulla fauna; l'impatto sugli uccelli per le funi tese tra i piloni; l'impatto paesaggistico
«Nei punti dove saranno localizzati i piloni», si legge nella relazione del Wwf, «la vegetazione sarà completamente distrutta per varie decine (se non centinaia, considerando anche l'area di movimento dei mezzi meccanici per lo scavo intorno ai piloni) di metri quadrati per pilone. Inoltre sarà certamente necessaria l'apertura di piste per il trasporto e per la successiva manutenzione degli impianti. Ciò determinerà un'ulteriore distruzione della vegetazione e un disturbo persistente nel tempo».
Questo vuol dire che la realizzazione del progetto proposto e ancora in sede d'esame comporterebbe la distruzione completa di habitat tutelati ai sensi della Direttiva “Habitat”, l'uccisione diretta di individui e di specie di uccelli tutelati dalle Direttive “Uccelli” ed “Habitat” nel caso i lavori vengano effettuati nel periodo riproduttivo (Maggio-Agosto nell'area) e la distruzione, persistente nel tempo, di siti in cui attualmente si riproducono, svernano e si alimentano le specie tutelate dalla Direttiva “Habitat” di cui all'Allegato 3.


IL PROGETTO DI CAMPO FELICE


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Molto simile a questo anche il secondo progetto, che per danno ambientale, secondo il Wwf sarebbe da scartare immediatamente.
«Questo secondo intervento, sempre a base di impianti da sci, sarebbe altrettanto impattante e interesserebbe sempre siti di interesse comunitario. Sarebbe quindi un errore madornale fermarsi a queste due ipotesi senza esaminare nel dettaglio progetti realmente sostenibile garanzia di una mobilità efficiente».


LE PROPOSTE ALTERNATIVE E NON IMPATTANTI

Il Parco nazionale d'Abruzzo Lazio Molise, il Wwf e la Cgil regionale stanno proponendo da oltre un anno progetti alternativi cantierabili velocemente ed efficaci per migliorare la qualità della vista dei residenti, sopportare lo sviluppo turistico della regione e la salvaguardia dell'ambiente.
«E' noto infatti», si legge in una nota del Parco, «che l'accessibilità del Parco e soprattutto ai comuni dell'Alto Sangro è tuttora complessa e difficoltosa: non esiste di fatto un accesso “privilegiato” per il Parco, né accessi facili, ovvero caratterizzati da infrastrutture stradali o ferroviarie a grande capacità».
Infatti gli accessi da Scanno, da Sora, da Alfedena da Gioia dei Marsi, presentano infrastrutture caratterizzate da strade con bassi livelli di servizio e valichi ad alta quota spesso chiusi in inverno; peraltro, la frana recente sulla S.R. 83 ha finito di aggravare la già difficoltosa accessibilità.

Il Pnalm propone quindi un progetto integrato per l'accessibilità al proprio territorio che comprenda: la creazione di almeno un accesso privilegiato (d'importanza strategica sotto il profilo turistico); il potenziamento dell'intermodalità treno-autobus, collegando le stazioni ferroviarie di Carrito (sulla tratta Roma-Pescara) e di Alfedena (sulla tratta Sulmona-Carpinone) con un efficiente sistema di autobus; la creazione di navette che d'estate consentano ai turisti di circolare nel parco senz'auto e la creazione di un sistema di trasporto pubblico flessibile “a chiamata” per facilitare anche d'inverno, il raggiungimento dei servizi pubblici o degli ospedali di Castel di Sangro e Avezzano, considerate le difficoltà che incontrano i cittadini del Parco, in special modo gli anziani, negli spostamenti in situazioni di emergenza».


L'ACCESSO PRIVILEGIATO DEL PARCO


Il casello di Carrito-Ortona dovrebbe essere reso ad elevata automazione al fine di ridurre l'incidenza sulle spese di gestione. Invece, all'uscita, prevedere punti informativi per i turisti quali potrebbero essere un ufficio di zona (gestito dal Parco), pannelli e cartelli indicatori naturalistici.
Migliorando l'accessibilità per il Parco, sarebbe opportuno implementare parallelamente quella all'interno del Parco stesso, istituendo un servizio di navetta, con percorsi e programmi di esercizio da stabilire, ma comunque incentrato sull'arteria principale costituita dalla S.R. 83 Marsicana.

«Il miglioramento dell'accessibilità intra ed infra Parco», spiegano i promotori del progetto, «non andrà solo a vantaggio dei turisti, ma, va sottolineato che a beneficiarne saranno anche i residenti, soprattutto per gli anziani, per tutti gli spostamenti della vita quotidiana e per le emergenze.
Il raggiungimento di ospedali come quello di Castel di Sangro o il quello di Avezzano sarebbero possibili in tempi sicuramente più contenuti».

Altra parte dei fondi potrebbe essere utilizzata per migliorare le strutture già esistenti come «ristrutturare alcune case cantoniere dismesse che, oltre ad essere utilizzate come fermate a richiesta per gli utenti e punti di stazionamento delle vetture, potranno essere riconvertite in locande e uffici con servizi di informazione e di accoglienza».

Tra gli altri punti proposti sarebbero previsti l'allestimento di nuova segnaletica direzionale del Parco, la realizzazione dello svincolo Autostradale di “Carrito - Ortona nei Marsi” per l'accesso dalla Valle del Giovenco, realizzazione di infrastrutture e strutture in rete consistenti in punti di accoglienza turistica e di informazione al pubblico, realizzazione e infrastrutturazione di aree di sosta con: parcheggio, punto ristoro area pic-nic e area giochi per bambini; servizi di noleggio mountain-bike e passeggiate a cavallo, itinerari per disabili. E poi ancora il completamento della pista ciclabile rivierasca esistente del lago di Barrea, la realizzazione di un sentiero panoramico della “Foce” di Barrea a carattere storico, archeologico, paleontologico, naturalistico e paesaggistico, l'ampliamento dell'area parcheggio a servizio del polo per lo sci da fondo di Macchiarvana lungo la S.R. 509 di Forca d'Acero, infrastrutturazione di servizi per l'accesso e la gestione all'area.


 
LA REGIONE CI PENSI DUE VOLTE


«Se dovesse passare l'ipotesi al vaglio del governo regionale», annuncia De Sanctis, « garantiamo un'opposizione durissima con una mobilitazione di tutti gli amanti italiani ed europei delle montagne e della natura. Il Gran Sasso è un luogo frequentatissimo e molto conosciuto anche al di là dei confini nazionali e non crediamo che il nuovo ministro dell'ambiente e la commissione europea possano rimanere inermi difronte a situazioni del genere condotte in un santuario della natura. Comunque siamo fiduciosi perché riteniamo impossibile che l'attuale governo regionale possa puntare sul progetto voluto e rivendicato strenuamente dal centrodestra».




ECCO COME CAMBIA LA NATURA QUANDO ARRIVA L'UOMO





Questa è la realizzazione di piste da discesa a Roccaraso nel 2001. Si notano: asportazione completa della vegetazione erbacea e del suolo, scavi in roccia viva con taglio di versanti per decine di metri. La modifica della morfologia dei luoghi viene realizzata per “ricostruire” le pendenze e la larghezza volute per le piste.








Realizzazione di una pista a Scanno nel 2000. Si nota la distruzione di vegetazione erbacea. Per tali lavori all'interno di due siti SIC è stata aperta una procedura di infrazione contro lo Stato Italiano da parte della UE.









Realizzazione di un parcheggio nella piana carsica di Campo Felice nel 1999.



Alessandra Lotti 09/06/2006 10.51