Sanità. Del Turco: «Non taglieremo la spesa né gli ospedali ma ridurremo le Asl»

Alessandro Biancardi

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Sanità. Del Turco: «Non taglieremo la spesa né gli ospedali ma ridurremo le Asl»
AGGIORNAMENTO (19.02) ABRUZZO. La Regione insieme a Liguria, Lazio, Molise, Campania e Sicilia, ha sforato il limite previsto per la spesa sanitaria. Entro la fine di giugno bisognerà presentare al ministero competente il programma per rientrare dal deficit. Oggi la riunione di giunta. Ecco numeri e polemiche. Nel tardo pomeriggio si è conclusa a L'Aquila la riunione di maggioranza. La giornata politica.
Appare molto difficile che la Regione Abruzzo possa essere in grado di operare correzioni e ristabilire misure per un equilibrio finanziario è probabile allora una introduzione di imposte aggiuntive a danno dei cittadini e delle imprese.
SI tratta dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di carattere regionale passerebbe, quindi, dall'attuale 0,9 all'1,4% (con un aumento dello 0,5%). Anche le imprese potrebbero subire un sensibile aumento delle tasse attraverso l'Irap (l'imposta che grava sulle attività produttive) che lieviterebbe dal 4,25% al 5,25%.

Nella riunione di oggi della giunta regionale sarà questo il punto centrale da risolvere e dirimere.

PERCHE' IL DEFICIT

I costi della sanità, relativi all'anno 2005 ma non ancora definitivi, sarebbero stati influenzati in buona parte da accantonamenti, tra i quali quelli per il rinnovo dei contratti del personale dipendente, e da spese relative agli anni precedenti, che hanno portato ad un meccanismo automatico di copertura del deficit (previsto dalla Legge finanziaria 2006 del Governo Berlusconi) tramite l'incremento delle aliquote Irap e dell'addizionale Irpef dal 2006.
In totale l'eredita lasciata dal centrodestra ammonterebbe a circa 1000 milioni di euro, una cifra davvero enorme per una regione piccola come la nostra, frutto di sperperi di ogni tipo, di mala gestione, di collaborazioni esterne a prezzi spropositati, di consulenze legali e contenziosi spesso inutili e dannosi per le casse delle Asl. Perdite causate dal potere assoluto lasciato ai manager che si sono trasformati in braccio operativo per effettuare le assunzioni consigliate dal politico di riferimento.
Ma soprattuto dovuta alla principale anomalia: 37 ospedali per poco più di un milione di abitanti, come fatto rilevare dal Corriere della Sera. Ospedali costruiti durante la prima repubblica dove non sono mancate le "cattedrali nel deserto" di cui oggi paghiamo le conseguenze.
Ma l'autorevole quotidiano mette in luce anche come mentre la sanità veniva saccheggiata i manager della sanità avevano continuato ad incassare un premio del 20% sullo stipendio di 143 mila euro nonostante i conti fossero in profondo rosso.

Secondo l'assesore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, si stima un onere aggiuntivo per le famiglie abruzzesi di circa 100 euro all'anno, che potrebbe «essere scongiurato o al massimo avere carattere di transitorietà», perché ampiamente compensato dalle maggiori risorse che il Governo Regionale con l'avvio della trattativa con il Governo centrale è fermamente deciso ad ottenere.
«Infatti», come spiega l'Assessore in una nota, «sono state messe a punto misure straordinarie per avviare una seria e concreta azione di risanamento dei conti, prima fra tutte la richiesta inoltrata ai Ministeri della Salute e dell'Economia per la convocazione del tavolo tecnico-politico per la sottoscrizione dell'accordo necessario per liberare le quote residue del Fondo sanitario nazionale, rimaste congelate dal 2001 al 2005, e che ammontano a 672 milioni di Euro».
«La somma - aggiunge Mazzocca - non è stata mai erogata poiché in questi anni le Asl abruzzesi hanno generato rilevanti perdite di bilancio, il che ha prodotto una chiusura della borsa da parte dello Stato che non ha accreditato i saldi del Fondo, secondo quanto previsto dall'Intesa Stato-Regioni dell'8 agosto 2001».
La situazione, fa capire Mazzocca, dovrebbe essere sbloccata grazie ad una serie di misure antispesa posta in essere dalla Regione, ultima delle quali il provvedimento sull'appropriatezza, utile al contenimento dei costi e alla riorganizzazione delle prestazioni sanitarie, approvato all'unanimità dalla Giunta regionale il 22 maggio e passato adesso al vaglio del Consiglio.
Inoltre le perdite accumulate fino al 2004 sono state coperte attraverso due operazioni di cartolarizzazione dei crediti commerciali, che mettono di fatto l'Abruzzo nella condizione di poster accedere ai fondi residui tanto attesi.
Altro punto fondamentale della proposta dell'assessorato è l'impegno della Regione Abruzzo a conseguire l'equilibrio di bilancio del sistema sanitario regionale entro il prossimo triennio, con un deficit massimo programmato pari a 100 milioni di euro per il 2006 e 50 milioni di euro per il 2007, ed il pareggio di bilancio per il 2008.
La proposta è già sul tavolo del presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, del Ministero dell'Economia e del Ministero della Salute.

L'ANALISI DI DEL TURCO

«Non c'è bisogno di alcun esperto contabile per sapere che il disastro della sanità è stato prodotto dall'ignavia, dalla incapacità e forse da qualche altra cosa peggiore in cinque anni di governo di centrodestra, nel corso del quale sono stati cambiati cinque assessori alla sanità».
Lo ha detto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, commentando la vicenda dei debiti della sanità abruzzese.
«I numeri - ha aggiunto il Presidente - sono sotto gli occhi di tutti e anche le date in cui sono stati spesi, sperperati, decine e decine di milioni di euro. Adesso fanno parlare gli unici che non hanno fatto gli assessori alla Sanità , dopo aver avallato, coperto e votato gli sperperi di questi ultimi cinque anni. Sono stati loro - ha aggiunto il Presidente Del Turco - a rifiutarsi di toccare la fiscalità finanziaria della sanità, come hanno fatto altre Regioni in questi anni, convinti com'erano di dover lasciare il disastro nelle mani dei loro successori. Dovrebbero vergognarsi ed avere il buon gusto di stare zitti. Ed invece parlano».
Il presidente della Regione spiega poi le mosse che il governo regionale intende attuare contro l'emergenza dei conti della sanità.
«Ho convocato maggioranza e giunta regionale per avviare in tempi rapidissimi un coraggioso riesame della situazione sanitaria abruzzese. Sono sicuro che gli sperperatori di questi anni diventeranno i capipopolo per guidare la resistenza contro riforme indispensabili. Voglio dire subito - spiega Del Turco - che considererò il mandato che mi è stato affidato da un governo di centrodestra, con le norme della legge finanziaria approvata contro il parere dell'opposizione e il parere delle regioni italiani, comprese quelle di centrodestra. Lo eserciterò con la necessaria energia perchè il risanamento della sanità è la missione più importante della nuova giunta e occorre subito verificare se il 60% del voto degli abruzzesi può aver ragione delle vergogne del passato. Chiedo agli organi di informazione di esercitare con grande serenità nei confronti della Regione la funzione che è propria della stampa. Non ho paura delle critiche, ho paura invece di chi predica rinnovamento e cambiamento e poi pensa di ingrossare le file dei conservatori e dei resistenti al nuovo».
«So», ha aggiunto il presidente della Regione in uno dei suoi momenti più critici del suo mandato, «che mi attende la battaglia più dura e impegnativa di questa legislatura, ma intendo combatterla con tutte le energie di cui dispongo. Penso - conclude Ottaviano Del Turco - che dobbiamo cominciare con una campagna di verità sulle responsabilità, ma non intendo fare delle responsabilità del centrodestra comodi alibi per chi oggi è chiamato a governare e a prendere decisioni anche impopolari. Ci stiamo giocando una fetta importante di credibilità agli occhi del Paese. Ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Io sono pronto».

GIANNI MELILLA E IL MOMENTO DELLE SCELTE

Secondo il quotidiano la Repubblica l'impatto sulle famiglie sarà di circa 58 euro pro-capite, sulle imprese di oltre 1000 euro.
«Ciò è intollerabile», tuona Melilla (Ds)«la cattiva politica della Giunta Pace che ha devastato il Bilancio della Regione non deve essere pagata dai cittadini».
Abbandonato il passato questo sarebbe il momento delle scelte per il consigliere regionale scelte che dovrebbero avere il fine di «riorganizzare la rete ospedaliera privata e pubblica (vi sono 25 ospedali pubblici e 14 case di cura private) tagliando i posti-letto e aumentando i servizi nel territorio (Assistenza Domiciliare Integrata, Residenze Sanitarie per disabili e anziani non autosufficienti) e il ricorso al Day Hospital e Day Surgery».
«Bisognerà poi pensare a come ridurre la spesa farmaceutica; integrare i servizi sanitari con quelli sociali e assistenziali; unificare i centri di acquisti e spese; verificare i requisiti di qualità, l'appropriatezza delle
prestazioni, l'accreditamento delle strutture sanitarie; ripensare l'architettura organizzativa riducendo il numero dei Distretti Sanitari e delle ASL».
Melilla inoltre ricorda come, nella scorsa legislatura, siano stati persi ben 500 miliardi di vecchie lire che dovevano servire per l'edilizia sanitaria e l'acquisto di nuove apparecchiature tecnologiche.
«Quell'investimento è andato in fumo per la sciatteria di chi ha governato la sanità dal 2000 al 2005», ha concluso Melilla.

L'UGL

Per il Segretario Regionale della UGL Geremia Mancini: «Per evitare ai cittadini abruzzesi una ennesima, ingiusta e pesante penalizzazione economica, occorre il concorso responsabile di tutti. Per questo, e da subito, basta con inutili polemiche, si vada invece attraverso un vero “Patto di Solidarietà Regionale” ad individuare scelte e strategie che evitino il rischio segnalato dal Ministro dell'Economia Padoa-Schioppa. A poco servono», ha continuato Mancini, «in questo momento le enunciazioni dal sapore saccente, per cui è colpa sempre di qualche altro oppure si era stati buoni profeti nel prevedere l'evento. Ad ognuna di queste affermazioni vi sarebbero validissimi motivi per confutarle e rilanciare con altre affermazioni, ma in questo momento sarebbe assolutamente inutile e colpevole. Far ricadere sulle famiglie abruzzesi il peso di stravaganti ed interessate gestioni della sanità è ciò che non possiamo né permettere né consentire».
Per l'Ugl è il momento di un “Patto di Solidarietà Regionale” che «in tutta fretta studi una strategia di risparmio attraverso scelte tutte nuove, che tengano conto solo e soltanto dell'interesse dei cittadini, di altri “interessi” sarà bene, e non solo per oggi, non tener più conto».

05/06/2006 8.31


CASTIGLIONE (AN): «IL VERO PROBLEMA E' IL CONTENIMENTO DELLA SPESA»

«Il problema della sanità abruzzese», ha detto stamane il consigliere regionale di An ed ex assessore al bilancio, «non è solo il debito pregresso, che è stato già affrontato con senso di responsabilità e capacità dal precedente governo regionale di centrodestra, ma una rigorosa politica di contenimento della spesa, ad evitare che torni ad ingenerarsi e a consolidarsi un nuovo debito o, peggio, che possano offrirsi pretesti ad una ulteriore pressione fiscale che finirebbe per incidere sull'anello più debole della catena, il cittadino. AN è disponibile a fare la propria parte senza tirarsi indietro e senza fare ricorso a quella demagogia che pure ha caratterizzato l'opposizione di centrosinistra nello scorso mandato, nella consapevolezza che l'ideologizzazione di un tema delicato come quello sanitario, che investe il diritto alla salute dei cittadini, non può e non deve essere mai strumentalizzato a fini di parte e politici».
Secondo An la situazione «rimane difficile ma vanno evitati gli allarmismi, perché primo compito della classe politica deve essere la concretezza, che si misura con gli atti concludenti, non con le sparate ad effetto».
«E' bene chiarire», aggiunge Castiglione, «una volta per tutte come il governo regionale di centrodestra abbia già ripianato i debiti della sanità attraverso la cartolarizzazione, un'operazione che lo stesso Mazzocca ha definito di “grande valore finanziaria. Ora il problema da affrontare è un altro: il contenimento della spesa. E non si raggiunge questo obiettivo con un allarmismo che serve solo a giustificare un aumento delle tasse, ma con una politica seria, fatta di scelte coraggiose e responsabili, che sappia intervenire nell'interesse generale».

05/06/2006 11.51


NAZARIO PAGANO (FI)

«Trovo inaccettabili sia del punto di vista etico che politico le affermazioni del Presidente Del Turco sulla situazione sanitaria regionale».
Lo afferma Nazario Pagano, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
«Le dichiarazioni di Del Turco, riportate con risalto anche dalla stampa nazionale - prosegue Pagano - oltre ad esprimere un giudizio falso sull´operato della Giunta di Centrodestra in materia sanitaria, alludono pesantemente a situazioni illegittime, peraltro senza che spieghi da chi e con chi sarebbereo state messe in atto. Solo un´evidente condizione di difficoltà - prosegue Pagano - può avere indotto il Presidente Del Turco, politico navigato ed esperto, alla tentazione di "sparare nel mucchio», venendo meno ad un elementare principio di correttezza, ripeto etica, prim´ancora che politica. Se sa qualcosa - conclude Pagano - denunci chiaramente persone e fatti, come peraltro gli compete, ma soprattutto si dia da fare, perché a distanza di un anno la sua Giunta ha prodotto chiacchiere e poco più, in tutti i settori».

05/06/2006 14.50

IL VERTICE DI MAGGIORANZA

«Non usciremo lasciando le cose come stanno: la sanità abruzzese sarà diversa dopo l'operazione verità».
Il presidente della Giunta regionale, Ottaviano del Turco, ha dichiarato che con «serenità è possibile risanare i guasti prodotti da anni e anni, ma con altrettanta severità c'è bisogno di prendere provvedimenti che nessuno ha mai avuto il coraggio di prendere».
Il Presidente che oggi aveva riunito un vertice di maggioranza ha comunque escluso tagli agli stanziamenti destinati alla sanità («Non spenderemo meno ma spenderemo meglio», ha affermato), così come ha dichiarato che sarà evitata la chiusura degli ospedali («Non chiuderemo nulla, ci sarà una ridefinizione della fisionomia delle struttura, sulla base delle esigenze della popolazione e dei territori»), ha anticipato che la Giunta regionale affronterà il tema del contenimento della spesa sanitaria con il Governo presentando proposte credibili.

RIDUZIONE DELLE ASL

«Una di queste - ha detto - potrebbe essere la riduzione del numero delle Asl. L'argomento è all'esame del vertice di maggioranza» ha specificato «e sono apparse molto promettenti, in merito, le posizioni di autorevoli esponenti di partito».
In ordine all'aumento di Irap e Irpef, il Presidente ha dichiarato che «la decisione dipenderà dalla qualità e dalla credibilità delle proposte che sottoporremo al Governo. Certamente chiederemo allo Stato di comportarsi con noi come il Governo chiede all'Europa di comportarsi con l'Italia».
Per il Presidente, che rimane ancora sul tema dei rapporti con il Governo centrale, «dopo la consapevolezza del dramma non possiamo essere in attesa che accada qualcosa e che questo qualcosa possa essere un cambio di Governo a Roma, è arrivato il momento, come maggioranza di questa Regione, di porre rimedio ai guasti ereditati».

«Insomma» ha incalzato Del Turco «bisogna evitare che quando si parla di riduzione di Asl, così come pure di spesa farmaceutica si aprano ogni volta dibattiti nei quali si afferma che c'è un contesto da verificare. E' proprio questo sistema che ha portato ad una drammatica situazione nei conti sanitari».
Il Presidente non ha escluso, nella proposta di rientro del debito, di far riferimento a realtà regionali più virtuose.
«Per esempio le Marche» ha specificato «dove hanno spalmato in cinque anni una politica fiscale adeguata a ripianare il disavanzo, o la stessa Toscana, che ha ridotto il numero delle Asl senza che ci siano state insurrezioni».
Del Turco ha poi aggiunto di voler avviare una operazione verità in Abruzzo.
«Sarò leale con gli abruzzesi e con il Governo» ha puntualizzato «dirò le cose che vorremo fare e, per favore, non dite che abbiamo aumentato i posti letto perché non è vero. Tutto quello che si è fatto è favorire la mobilità verso la nostra regione. Anche questo è un modo per alleggerire i nostri debiti».

TASK FORCE DELLA SANITA'

Una task force per coordinare le iniziative in tema di sanità è stata istituita al termine del vertice di maggioranza che si è concluso all'Aquila dopo le 15.30. Ne faranno parte il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico e i presidenti delle commissioni consiliari alla Sanità, Antonella Bosco e al Bilancio, Angelo Orlando.

05/06/2006 19.00